Creato da: contastorie1961 il 11/03/2015
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La Reliquia 2

Post n°15 pubblicato il 11 Aprile 2015 da contastorie1961

Chartres

 

Urla, violenti scrosci di pioggia, fuggi fuggi generale. D’istinto, Lapo si chinò accanto all’uomo e usò il proprio fazzoletto nel tentativo di tamponare la ferita. Ma non era necessario essere medici per capire che non c’era più nulla da fare. 

Un sibilo gli sfiorò il timpano. Gettandosi a terra, rimase immobile per qualche istante. Quando rialzò la testa, ebbe solo il tempo d’intravedere una mano sporgere da dietro un albero. Un altro lampo, un sibilo simile al primo, questa volta molto più vicino. Senza pensarci più di tanto, si rimise in piedi e cominciò a correre all’impazzata. La pioggia, gelida e battente, gli sferzò la pelle, penetrandogli negli occhi sino ad accecarlo. Come un miraggio, la cattedrale gli apparve improvvisamente davanti. Maestosa e terrificante, simile a un mostro marino, sembrava volesse inghiottirlo da un momento all’altro.

-Di qua…di qua!-

Lapo ebbe un istante d’esitazione, si fermò, incerto. Fradicio e confuso, cercò d’individuare la provenienza della voce, un sussurro appena accennato nel frastuono della tempesta. Poi lo vide. A qualche metro di distanza dall’ingresso principale, uno spicchio di luce sembrava fendere il buio come una lama.

-Presto…di qua!-

Scivolando sull’asfalto viscido, riprese la corsa in quella direzione. Quando giunse alla minuscola porticina, una figura alta e imponente si scostò per lasciarlo passare.

-Entri…presto!-

 

Firenze

 

Il vecchio professore richiuse il libro e lasciò la poltrona. Con l’aiuto del bastone, raggiunse la finestra e la spalancò. La brezza della sera fiorentina, l’investì col suo alito tiepido e profumato. Rimase così per qualche istante, assaporando ogni refolo di vento, quindi si portò alla scrivania. Il computer, sempre acceso, proiettò dei bagliori bluastri nella stanza in penombra. Sedendosi di fronte ad esso, fissò a lungo lo schermo, in attesa di una mail che impiegava troppo tempo ad arrivare. I dubbi ricominciarono a perseguitarlo. Aveva fatto bene a fidarsi di Lapo? Era sempre stato un soggetto dalla personalità difficile, sfuggente e riluttante a seguire ogni tipo di regola. Di un’intelligenza al di sopra della media, aveva sempre prediletto gli ideali a una sicura e brillante carriera. Sommando tutto questo, ad una smisurata voglia d’avventura, ci si trovava tra le mani un individuo estroso e poco affidabile. Ma non era solo quello che l’angustiava.

Mentire.

Una cosa che non sopportava e che criticava aspramente negli altri. Eppure, con Lapo, aveva dovuto farlo. E l’aveva fatto con la piena consapevolezza di sapere di mentire. Non era affatto vero che si sarebbe trattato di un compito semplice e senza rischi. La scusa delle proprie condizioni poteva anche essere plausibile, ma la realtà era tutta un’altra cosa. Continuando a fissare lo schermo, si chiese ancora una volta se avesse fatto la cosa giusta, quindi finì per assopirsi.

 

Chartres

 

Appoggiandosi alla parete, Lapo chiuse gli occhi. L’unica cosa che percepì, il battito frenetico del proprio cuore a rimbombargli nelle orecchie. Un istante dopo, la porta si richiuse con un tonfo secco.

-Bonsoir mon amì, benvenuto a Chartres-

Un frate, gigantesco nella propria tonaca intonsa, lo squadrò con un sorriso appena accennato.

-Chi…chi sei tu…che cazzo sta succedendo!-

Il frate, sollecito, si portò l’indice alle labbra.

-Il fatto che l’abbia tirata fuori da una situazione difficile, non l’autorizza a bestemmiare nella casa del Signore-

Disse in tono autoritario.

-Mi segua e rimandi le domande a più tardi, avremo tutto il tempo che vuole-

Detto questo, s’incamminò lungo uno stretto cunicolo, chinandosi leggermente per non cozzare contro il basso soffitto.

-Ehi prete! Non ti seguirò sino a che non mi avrai detto in che guaio mi sono cacciato. Mi hanno sparato capisci. Mi hai sentito prete?-

Per nulla impressionato da quello sfogo, il frate continuò nel proprio cammino.

-Mi hai sentito maledizione?-

Ripeté Lapo a voce ancor più alta.

Nessuna risposta, solamente i passi che si facevano sempre più distanti. Trattenendo a stento la rabbia, si staccò dalla parete. Il cunicolo, saltuariamente illuminato da alcune piccole lampadine, parve snodarsi nei meandri della cattedrale come un serpente. Il frate proseguì con passo sicuro, incurante del fatto che Lapo lo seguisse o meno. Dopo un tempo che gli parve interminabile, sbucarono in una stanza arredata in modo spartano. Un letto singolo, affiancato da uno scrittoio, si trovavano addossati alla parete più lontana. Al centro, un tavolino di legno e una sedia rappresentavano l’unico mobilio presente.

-Questa è la mia cella mon amì. Qua potremo parlare indisturbati, ma non voglio bestemmie, vous avez compris?-

Lapo annuì. Ora che poteva osservarlo meglio, il frate era veramente un gigante. Alto più di due metri, aveva spalle larghe e mani enormi. Il volto, incorniciato da un pizzetto ben tenuto, era squadrato e deciso. Il frate gli fece cenno di accomodarsi sulla sedia, quindi si sedette sul letto, facendolo scricchiolare sotto il proprio peso.

 
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Commenti al Post:
lascrivana
lascrivana il 11/04/15 alle 15:48 via WEB
Che dici che scopriremo il mistero con il frate?
(Rispondi)
 
 
contastorie1961
contastorie1961 il 11/04/15 alle 19:53 via WEB
Penso proprio di si :)
(Rispondi)
 
 
 
lascrivana
lascrivana il 13/04/15 alle 08:20 via WEB
Sto leggendo gran parte della vita di Nicholas Flamel. Ho notato che abbiamo molte cose in comune, compreso il titolo 'scrivano lui, scrivana io'. In parte ho subito il fascino della tua storia. Cosi sono andata alla ricerca del mistero della pietra filosofale e dell'alchimista. E non solo, una serie di riferimenti sono stati la chiave per iniziare questa ricerca. Chi incontra Lapo, questo giovane d'intelligenza notevole nel suo viaggio? Hai già un idea?
(Rispondi)
 
 
 
 
contastorie1961
contastorie1961 il 13/04/15 alle 16:12 via WEB
Certo che ce l'ho Laura. E' tutto scritto, o almeno quasi tutto. Vedi, questo racconto, fa parte di un'esperienza che sto vivendo su un sito molto bello. Si chiama The Incipit e ognuno, iscrivendosi, può iniziare una storia. I lettori, commentano e votano e, a seconda delle opzioni più votate, lo scrittore è "costretto" a seguire quella direzione. Entusiasmante e coinvolgente, lo definisco io.
(Rispondi) (Vedi gli altri 1 commenti )
 
 
 
 
lascrivana
lascrivana il 15/04/15 alle 10:14 via WEB
Interessante. Possiamo continuare anche qui quello che stai facendo li. Il labirinto della rosa di John Dee ti dice nulla? L'immortale Flamel che veste i panni di Lapo. Posso riferiti segreti che nessuno sa -a parte gli internauti- un popolo in via di espansione. :-)
(Rispondi)
 
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