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Un buon ombrello

Post n°29 pubblicato il 24 Settembre 2008 da antonio.facchiano
 

Borse a picco, perdite colossali, finanze planetarie fondate su miliardi di dollari inesistenti.

Infezioni esotiche dai nomi impronunciabili…

E ora ci si mettono anche i temporali autunnali.

Passa sulle nostre teste la nuvolaglia. I venti lassù portano a spasso questo muro nero, che si fa vedere qui e lì. Il muro scarica un po’ della sua acqua mista a paura, tuoni e fulmini; fa quattro lampi e rombi sordi, sputacchia e scaracchia, magari si attarda un po’ grattandosi come un cane randagio, poi va via, a  far paura ad altra gente.

I più fortunati hanno sempre l’ombrello e sanno come e dove ripararsi. E riescono a difendersi in qualche modo. Sono ben attrezzati, ma soprattutto sono preparati psicologicamente al temporale sempre in agguato.

Ma tutti gli altri, per la maggior parte sono sorpresi senza ombrello, senza soprabito, senza uno straccio di cappello che almeno protegga la testa.

Tutti gli altri, non credono alle previsioni meteo, che pure promettono pioggia, prima o poi.

Tutti gli altri escono di casa magari in ciabatte, e finiscono bagnati e impauriti come pulcini, sotto un temporale come questo.

Tutti gli altri non ci pensano, e di certo hanno ragione loro.

Queste bizze meteorologiche sono tutte previste e prevedibili, e dobbiamo attrezzarci per difenderci.

La tempesta ... inutile cercare di aggirarla, alla fine bisogna affrontarla e bagnarsi, magari fino al polpaccio, per poi raggiungere un punto riparato, con la consapevolezza di quello che un temporale è, e di quanto possa fare male, e sapere di potercela fare.

E sapere che ogni tempesta ha un inizio, ed una fine.

Sapere che poi, torna il sereno.

Guarda le borse. Salgono e scendono isteriche tra picchi  di ebbrezza e bàratri cupi, ma poi  nel medio-lungo periodo sono sempre comunque in crescita.  

Antonio Facchiano

 
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