Creato da Artemide.75 il 02/03/2010
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Cervello: invecchia dai 45 anni!

Post n°88 pubblicato il 07 Gennaio 2012 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

 

"Ebbene sì, a quanto pare il cervello perde colpi dopo i 45 anni d’età, e non dopo i 60 come invece si pensava!

A dimostrarlo è stato uno studio condotto da un gruppo di ricercatori inglesi, francesi e americani, diretto da Archana Sing-Manoux dell’University College di Londra e pubblicato sul “British Medical Journal“.

Quello che gli studiosi hanno fatto è stato verificare come l’età modifichi le funzioni cognitive e cioè la memoria, la capacità di ragionamento e l’attitudine a comprendere le cose.

Lo studio è stato condotto su un gruppo di 7.000 persone che facevano già parte di un più ampio studio, noto come Whitehall Study II, e partito nel 1985, con l’obiettivo di studiare i derminanti sociali della salute.

I pazienti, poi, sono stati seguiti per dieci anni, dal 1997 al 2007, durante il quale sono stati sottoposti per tre volte a una serie di test per valutare la memoria, il vocabolario, la capacità di comprensione visiva e uditiva, la fluidità semantica e fonologica. In particolar modo veniva richiesto di scrivere una serie di parole che cominciano con la lettera “S” e di scrivere il maggior numero possibile di nomi di animali.

Ebbene, quello che è emerso che i punteggi relativi a tutte le funzioni cognitive (compresi appunto la memoria, il ragionamento, la fluidità verbale), tranne il vocabolario, si riducevano con il passare degli anni e che il declino era più veloce nelle età più avanzate.

Nello specifico, la capacità di ragionamento si riduceva del 3,6% negli uomini fra i 45 e i 49 anni e del 9,6% in quelli fra i 65 e i 70 anni. Stessa percentuale per le donne più giovani, mentre per le più anziane il declino era del 7,4%.

In poche parole, se è vero che il cervello comincia a perdere colpi così presto, è indispensabile correre ai ripari promuovendo stili di vita sani, per proteggere soprattutto la salute cardiovascolare. E’ ormai accertato, infatti, che quello che fa bene al cuore, fa bene anche al cervello.

E, altra cosa importante, bisogna correggere i fattori di rischio cardiovascolare, come l’obesità, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia che, a lungo andare, possono portare non soltanto a danni cardiaci, ma anche alla demenza."

 

Fonte
http://www.tuttasalute.net/12316/cervello-invecchia-dai-45-anni.html

 

 
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Santa Lucia, tra tradizioni e consumismo.

Post n°87 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

Era il 1646, quando una nave carica di frumento giunse al porto di Palermo (o Siracusa – il fatto è stranamente documentato per entrambe le città siciliane) e salvò la popolazione dalla tremenda carestia che da tempo l’affliggeva.
Il popolo affamato non sprecò tempo a trasformare il grano in farina per fare pane e pasta, ma subito gettò il tanto bramato cereale nell’acqua bollente e se ne nutrì, gridando al miracolo: Santa Lucia, la santa raffigurata con un covo di spighe e gli occhi nel piatto, aveva fatto il miracolo!

In memoria di questo evento, e per devozione verso la santa, ogni 13 dicembre a Palermo si pratica L’ASTINENZA da pane e pasta ed è costume consumare solo riso o grano bollito.

 

E’ COSTUME??? ERA COSTUME!!!

Ai nostri giorni, infatti, si è persa completamente l’idea della PENITENZA e a questa si è sostituita la CRAPULA!
ARANCINE con carne (scusate, A CARNE, per parafrasare i palermitani doc), al burro, con pollo, al cioccolato; gateau di patate (pardon, GRATTO’), uova, legumi, CUCCÌA con latte e cacao, con crema di ricotta; PANELLE DOLCI, e chi più ne ha, più ne metta, imbandiscono le tavole dei Palermitani (per i quali, come è noto, ogni scusa è buona per mangiare prelibatezze ipercaloriche), con conseguenza spostamento verso destra dell’ago della bilancia e sale d’attesa dei pronto soccorsi che brulicano di gente intossicata.

Ma perché scatta l’intossicazione? (ehm, scusate l’INTOSSICO). Semplice: la gente ha esagerato, si è abbuffata con conseguente indigestione, oppure si è rifornita da rosticcieri di pochi scrupoli che hanno preparato arancine ARRUNZANDO, cioè lavorando di fretta, male e con ingredienti di scarsa qualità.

Il palermitano sarà pure mangione (e qualcuno davvero sbutriatu), ma è GENEROSO. Infatti il giorno di Santa Lucia è costume scambiarsi arancine e cuccìa con vicini e parenti in un brulicante viavai di tegamini, piatti e contenitori pieni di prelibatezze.

E se finora ho assunto un atteggiamento denigratorio verso certe tradizioni che sfociano nel consumismo più becero, bisogna essere obiettivi e asserire che le arancine sono tra i più buoni piatti tradizionali siciliani e la cuccìa con la crema di ricotta è davvero una squisitezza.

 

Naturalmente la giornata di Santa Lucia non termina il 13 dicembre stesso ma ci sono degli strascichi: l’indomani, infatti la gente si lascia andare a commenti, ad elencazioni di quanto si è cucinato o consumato, scattano le gare, e i Palermitani, spacconi e fanfaroni come sono di natura, si scambiano le loro imprese mangerecce fino a dire frasi del tipo “ Mi manciavu 15 arancini e ancora a casa n’haiu!”

 

E VOI QUANTE ARANCINE AVETE MANGIATO?

 

 
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Cambia la legge sulle confenzioni degli alimenti

Foto di Artemide.75

Finalmente è stata modificata una legge vecchia di 32 anni: quella sulle etichette degli alimenti.

Da martedì prossimo potremo contare su confezioni alimentari con chiare indicazioni sull’origine del prodotto e soprattutto sugli ingredienti utilizzati.

Per tutto ciò dobbiamo essere grati all’Unione Europea che ha posto come limite massimo tre anni per permettere a tutti paesi dell’UE di adeguarsi

Vediamo in modo sintetico quali sono i nuovi obblighi riguardanti le confezione degli alimenti:

  • Sulle confezioni sarà obbligatorio riportare una tabella nutrizionale che contenga sette elementi: valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale;
  • Le scritte sulla confezione saranno più grandi da 0,9 mm a 1,2 mm
  • Sarà fatto obbligo di indicare il Paese d’origine e luogo di provenienza per la carne suina, ovina, caprina e il pollame (per quella bovina già c’è);
  • Sarà necessario indicare con il termine “scongelato” quell’alimento che è stato prima congelato (o surgelato) e poi venduto scongelato;
  • Gli allergeni dovranno essere evidenziati nella lista degli ingredienti con accorgimenti grafici (grassetto o colore);
  • Sarà abolita la dicitura “oli e grassi”, infatti bisognerà indicare che tipo di olio o grasso è stato usato, come ad es. soia, palma, arachide;
  • La data di scadenza dovrà essere riportata, oltre che sulla scatole, anche sulle singole confenzioni che si trovano all'interno;
  • La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti ittici surgelati o congelati non lavorati, devono indicare il giorno, il mese e l’anno della surgelazione o del congelamento.

Tutto ciò dovrebbe maggiormente tutelare i consumatori ed favorire la tracciabilità degli alimenti in caso di epidemie o fenomeni quali la mucca pazza, il pollo alla diossina, la mozzarella verde.

Soprattuto io guarderò la tabella nutrizionale di patatine e nutella ed eviterò di comprarle :-D

 
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Consigli ai ritardatari da chi arriva sempre in anticipo.

Post n°85 pubblicato il 19 Novembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

Non sopporto i ritardatari, ritengo che coloro che arrivano in ritardo manchino di rispetto alla persona con cui hanno un appuntamento. Io – forse perché caratterialmente sono ansiosa e impaziente – sono sempre puntuale o a volte maledettamente in anticipo.

Quando ho appuntamento con gente che so che è ritardataria, pur di non arrivare puntuale e rimanere da sola ad aspettare, parto in ritardo da casa. Ma, non si capisce come, sono lo stesso la prima a giungere sul luogo dell’appuntamento.

Poco fa, mentre navigavo in rete ho letto le sette mosse per essere puntuali, le pubblico, mi sono sembrate abbastanza efficaci.

 

"LE SETTE MOSSE PER ARRIVARE PUNTUALI!!!

1) Tieni in orario gli orologi - Se siete di quelli che tendono a mettere avanti le lancette degli orologi in casa, “così ho sempre il conforto psicologico di avere qualche minuto ancora a disposizione…”, state sbagliando tutto: è anzi il modo più sicuro per peggiorare i vostri ritardi.

2) Ordine, innanzi tutto… - Le persone disordinate tendono a perdere moltissimo tempo, prima di uscire di casa per un appuntamento, in cerca di chiavi, orologio, portafoglio… Se risolvete, anche solo parzialmente, questo aspetto, dimezzerete i ritardi abituali.

3) Prendila con 24 ore di anticipo - Nessuno vi chiede di arrivare un giorno prima all’appuntamento previsto. Ma di preparare la sera precedente, tutto quello che vi occorrerà per uscire (vestiti, borsa, eccetera): puntualità assicurata.

4) Sii pessimista - Se avete calcolato un determinato tempo necessario a raggiungere il luogo di un appuntamento, sforzatevi di mettere in conto quanti più imprevisti possibili: code nel traffico, autobus che non passa… Se nessuno di questi si verificherà, avrete addirittura l’occasione di fare bella figura arrivando in anticipo.

5) Sii un po’ brusco - Se siete al ...... telefono o magari parlando con un vicino di casa, e vi rendete conto che il vostro appuntamento si avvicina, avete tutto il diritto di concludere in fretta la conversazione: continuarla per educazione è solo un pretesto con voi stessi, arrivare puntuali è una forma di rispetto verso gli altri.

6) Accetta le critiche - Se ogni volta che arrivate in ritardo, la persona con cui avevate l’appuntamento vi rimprovererà con ironia e sarcasmo, le volte successive sarete portati a essere più puntuali.

7) Niente scuse - Inventare ogni volta un motivo diverso per il vostro ritardo non fa altro che rendervi insopportabili agli altri, sia coloro che vi conoscono bene e sanno quanto siete ritardatari cronici, sia a chi non vi conosce, ma sa benissimo capire quando un pretesto è solo un pretesto… Siate sinceri: molto meglio chiedere scusa."

 

Da http://staibene.libero.it/libero_articolo_cornice.asp?id=225277&newarc=1&AREA=psiche&refresh_cens

 

 
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Sfogo di un'insegnante che lavora presso una scuola a rischio

Post n°84 pubblicato il 18 Novembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

 

Sono STANCA fisicamente e psicologicamente. L’opinione pubblica può pure continuare ad attaccare gli insegnanti lamentandosi del fatto che lavorino solamente mezza giornata (e non è vero visto il susseguirsi di impegni pomeridiani che mi ha travolto questa settimana), ma io sono stanca, e purtroppo siamo ancora a novembre.

Sono stanca perché l’Università e la SSIS mi hanno formato per insegnare italiano, storia e geografia e invece mi trovo a svolgere questa mia professione a margine, rispetto all’essere assistente sociale, baby sitter, psicologa, secondino. LO STRESS PSICOLOGICO A CUI SONO SOTTOPOSTA IN QUANTO INSEGNANTE È INDESCRIVIBILE.

Lavoro in una scuola a rischio ormai da 12 anni e sono logorata. Ogni giorno devo inventarmi qualche nuova attività per cercare di interessare e coinvolgere i miei alunni: a loro poco importa del ciclo bretone e del ciclo carolingio, della Silvia di Leopardi, o della forma transitiva di un verbo, anzi la grammatica è uno scoglio quasi insormontabile: non capiscono l’obsoleto linguaggio dei manuali di morfosintassi; per loro “complemento di termine” o “complemento d’agente” non significa assolutamente nulla. Assisto a una specie di “opera edilizia antigrammaticale”: alzano un muro! e potrei spiegare certi concetti anche mille volte, non li capirebbero ugualmente, tranne i soliti 3-4 ragazzini naturalmente portati verso le lingue.

Se fosse soltanto l’insegnamento della grammatica (così bistrattata, ma così utile) mi industrierei leggendo da De Saussure a Chomskj, pur di scoprire un nuovo modo di far loro apprendere i segreti della struttura della lingua italiana, ma non è questo il nocciolo del problema. Qualsiasi argomento si cerchi di veicolare a scuola, poiché è l’insegnante che lo fa, è obsoleto e noioso in partenza: “Ma che vuole questa?”, “Napoleone? È quello della pubblicità!”, “Anita? È la protagonista di Cento vetrine”.

Non c’è metodo nelle attuali classi della mia scuola che riesca a coinvolgere questi adolescenti, tutti intenti a parlare di Grande Fratello, programmi della De Filippi, amoretti, facebook e partite di calcio.

I brani antologici vengono considerati lunghi o noiosi, la storia è lontana dalla loro realtà, i poeti vengono per lo più classificati come depressi! Proprio oggi una mia alunna mi diceva che Leopardi è EMO! Ho cercato di coinvolgere alcune classi attraverso la trattazione di argomenti di attualità ma i genitori sono venuti a dirmi che non fanno vedere i TG, perché sono un susseguirsi di cattive notizie e vogliono tenere lontani i loro figli dalle brutture del mondo. Avremo le future generazioni con una coscienza civile e politica pari a quella del verme solitario.

Ma a ben riflettere, se il problema fossero i contenuti, potrei fare un bel modulo sulla TV spazzatura, ma non è solo questo che mi dilania. Nella mia scuola – definita a rischio (dove il rischio lo corrono gli insegnanti, visto che da tre anni a questa parte veniamo pure percossi e minacciati dai genitori) – i ragazzini hanno gravi deficit non riconosciuti a livello neurologico, i più sono iperattivi e non riescono a stare seduti, molti sono nevrotici, dislessici o disgrafici, altri SOLAMENTE maleducati.

I genitori non sanno svolgere la loro funzione, parecchi sono eccessivamente protettivi, altri eccessivamente menefreghisti. Difendono i loro figli a spada tratta anche quando hanno torto oppure si rifiutano di instaurare qualsiasi tipo di rapporto con la scuola. Oggi una mia collega tardava a fare uscire una classe, perché gli alunni rifiutavano di mettersi in fila; i genitori che aspettavano giù spazientiti, mi hanno detto, dopo che ho spiegato che possibilmente i loro figli stavano comportandosi male, che non avevano tempo di aspettare i PORCI COMODI della professoressa! È proprio vero che gli alunni sono lo specchio delle loro famiglie.

L’insegnante non conta, non ha credibiltà, non gli viene riconosciuta alcuna funzione sociale. Non gode di rispetto né da parte delle famiglie, né delle istituzioni, né dei mass media, sempre pronti a gettare i docenti in pasto ai leoni. Pure l’attuale ministro uscente ha contribuito a tutto ciò etichettandoci come incapaci di produrre.

Svolgo le mie lezioni passando il tempo a invitare gli alunni a stare zitti, seduti, a prendere il quaderno, a svolgere l’esercizio, a minacciarli di spedirli in presidenza (cosa che non faccio, perché ne va del mio orgoglio); giro tra i banchi o osservo dalla cattedra ogni minimo movimento al fine di scongiurare spiacevoli incidenti quali risse, aggressioni verbali, molestie sessuali, episodi di bullismo; sto sempre allerta per evitare che gli alunni tentino di uscire senza permesso dall’aula o si affaccino alla finestra per offendere compagni di altre classi che fanno attività motoria o peggio i passanti. E QUINDI, MENTRE FACCIO IL SECONDINO, A MARGINE, CERCO PURE DI INSEGNARE LORO L’ITALIANO! (visto che poi il ministero della Pubblica Istruzione somministra i test invalsi e dice che gli alunni del sud sono ignoranti).

Lo ripeto: LO STRESS PSICOLOGICO A CUI SIAMO SOTTOPOSTI NOI INSEGNANTI È INDESCRIVIBILE. Infatti, se malauguratamente dovesse accadere qualcosa di cui sopra, sebbene io abbia avuto gli occhi puntati su tutti e 24-26 ragazzini, il Dirigente prima, ed eventualmente il Giudice dopo, mi direbbero: “E LEI DOV’ERA? COSA FACEVA? PERCHÉ NON HA IMPEDITO CHE IL FATTO SI VERIFICASSE?” e verrei perseguita penalmente, civilmente e PECUNIARMENTE (e chi ce li ha i soldi per risarcire gli eventuali danni che combinano gli alunni? Prendo 1300 euro e ho studiato la stessa quantità di anni di un architetto, di un avvocato e di un ingegnere; ho fatto – nel mio caso – solamente 8 anni di precariato prima di entrare di ruolo e l’attuale crisi minaccia di portarmi via l’unica fonte di sostentamento che ho: il lavoro! Stanno, infatti, per introdurre la cassa integrazione anche per gli impiegati statali!)

A ben vedere, alcuni ragazzi avrebbero bisogno di cure psichiatriche, ad altri basterebbe solamente cambiare la famiglia.

Io molto spesso mi sento inerme! Passo i pomeriggi  a cercare di inventarmi lezioni accattivanti, senza l’ausilio di chissà che mezzi. Non ci sono soldi nella scuola, non c’è possibilità di fare fotocopie, di acquistare materiale di facile consumo, di dare libri in comodato d’uso: FACCIO LEZIONE DI ANTOLOGIA CON SOLAMENTE 6 LIBRI SU 24 ALUNNI!!! I genitori non hanno i soldi per comprare i testi adottati (li hanno però per i cellulari all'ultima moda o per giocare la schedina alla snai!).

Tra colleghi ci si aiuta come si può, ci si consola raccontandosi vicendevolmente le sventure scolastiche.

Il Dirigente sta per lo più chiuso nella sua stanza a disbrigare pratiche amministrative e se succedono eventi gravi di tipo disciplinare borbotta che la colpa è del docente, che non è autorevole! Ma che ne sa lui delle nuove generazioni? Gli attuali Dirigenti hanno lasciato la classe 10-15-20 anni fa! E gli alunni non sono più quelli di prima (quelli dei loro tempi), me ne accorgo pure io, che insegno da soli 12 anni, del cosiddetto peggioramento dell’utenza.

E poi ci sono i colleghi saccenti, quelli che io-non-ho-problemi,-con-me-si-comporatano-bene, oppure ci sono i colleghi che hanno la sindrome di “prima della classe”: “la programmazione coordinata falla così”, “gli alunni mettili in questa fascia di livello”, “VEDI CHE NON E’ COME DICI TU!!!”, “l’argomento devi affrontarlo in questo modo qui”. Non so come resisto, come non sbotto; non so, sanguigna come sono, come evito di dire tutto ciò che penso. Forse perché conosco i miei modi di relazionarmi e dalla ragione passerei al torto.

Sono STANCA fisicamente e psicologicamente , e purtroppo siamo ancora a novembre.

 
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Birra delle 2 del pomeriggio di Charles Bukowski

Post n°83 pubblicato il 06 Novembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

Birra delle 2 del pomeriggio di Charles Bukowski

nulla importa
se non sprofondare su un materasso
con sogni da niente e una birra
mentre le foglie muoiono e i cavalli muoiono
e le padrone di casa guardano fisso nei corridoi;
rapida la musica di tapparelle abbassate,
una caverna per l’ultimo uomo
in un’eternità di moltitudine
e di esplosione;
nulla se non il lavandino gocciolante,
la bottiglia vuota,
euforia,
giovinezza imprigionata,
ferita e truffata,
parole insegnate
sostenute
per morire.

Dalla Raccolta di poesie Tutti gli anni buttati via di Charles Bukowski

 
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La Corsa di Charles Bukowski

Post n°82 pubblicato il 06 Novembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

La Corsa di Charles Bukowski

succede così
quando ti afflosci
proprio come un grammofono Victrola a manovella
(ve li ricordate?)
e vai in centro
e guardi i ragazzi picchiarsi
ma le biondone sono sedute con
qualcun altro
e tu sei invecchiato come il bullo di un film:
sigaro nel teschio, pancia gonfia,
però senza soldi,
nessuna saggezza di vita, nessuna capacità di stare al mondo
ma come al solito
quasi tutti gli incontri di boxe sono brutti,
e al termine
ritorni nel parcheggio
te ne stai lì e li guardi andarsene via
accendi l’ultimo sigaro,
e poi metti in moto la vecchia auto,
vecchia auto, uomo non tanto giovane
che percorre la strada
fermato da un semaforo rosso
come se il tempo non fosse un problema
e ti si avvicinano:
una macchina piena di giovani,
che ridono,
e li guardi ripartire
fino a che
uno dietro di te strombazza
e tu di colpi ripiombi
in ciò che è rimasto
della tua vita
penoso, ti auto commiseri,
e con il piedi schiacci a fondo l’acceleratore
e raggiungi i giovani,
sorpassi i giovani
e tenendo il volante come tutto l’amore perduto
gareggi fino alla spiaggia
con loro
brandendo il tuo sigaro e la tua arma,
ridendo,
li accompagnerai fino all’oceano
fino all’ultima sirena,
alga e pescecane, balena felice,
fine della carne e del tempo e dell’orrore,
e alfine loro si fermano
e tu prosegui
verso il tuo oceano,
il sigaro che ti morde le labbra
come un tempo faceva l’amore.

Dalla Raccolta di poesie Tutti gli anni buttati via di Charles Bukowski

 
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I Nuovi mostri

Foto di Artemide.75

Vi siete mai chiesti perché una delle demenziali rubriche di Striscia la Notizia si chiama “I nuovi mostri”? Io avevo intuito si trattasse di una citazione colta di qualche vecchio film, ma ne ho avuto la certezza la settimana scorsa, quando, sintonizzatami su Raitre, ho visto un titolo bianco su fondo rosso: era l’inizio del film “I Nuovi mostri”, con la regia di Dino Riso, Mario Monicelli ed Ettore Scola.

È un film del 1977: non viene passato molto in TV; in questi tempi di trash, i capolavori vengono esclusi a monte, anche dalla Rai.

Il film è suddiviso in episodi (come nella migliore tradizione di quegli anni). Attori come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Ornella Muti ed Eros Pagni, si alternano dando vita a personaggi e storie mostruose, nonché attuali anche ai giorni nostri.

Consiglio a tutti di vederlo. Io sono rimasta attaccata allo schermo per tutti i 90 min. con un’espressione allucinata in viso, gli occhi sbarrati e sempre la stessa frase sulle labbra: «ma è un mostro!» (ometto il turpiloquio a cui mi sono abbandonata durante la visione del film).

In effetti è un mostro il 40enne commesso viaggiatore (E. Pagni) che dà un passaggio a una giovane autostoppista (O. Muti), la quale per difendersi dalle avances dell’uomo, si finge un’evasa e lo minaccia con una presunta pistola; salvo poi essere  uccisa in una strada sterrata dallo stesso 40enne, che solamente allora scopre che ciò con cui l’aveva minacciato non era una pistola ma un phon per capelli. (AUTOSTOP)

È un mostro lo snob mammone romanaccio sboccato e riccone, interpretato da un superlativo A.Sordi, che carica in macchina un uomo agonizzante e, dopo aver fatto il giro di tre ospedali senza aver trovato posto, lo lascia quasi esanime lì dove lo aveva trovato perché doveva andare da “mammà”. (FIRST AID)

È un mostro Ugo Tognazzi, marito dell’uccellino della Valpadana (una giovanissima Orietta Berti), che sfrutta la moglie cantante fino a renderla afona. Non contento di ciò la fa operare - per continuare la tournée - causandole la perdita definitiva della voce. Ma l' "ingegnoso"  marito per fare ancora soldi  frattura le gambe alla moglie per far concentrare il pubblico più sul caso umano che sulla ormai perduta bravura e rivela ai giornali che l’uccellino è stata investita da un’automobile per salvare un bambino. MOSTRUOSO. (L’UCCELLINO DELLA VALPADANA)

Ma l’episodio più attuale e più incredibile è quello in cui una hostess (O.Muti), atterrata a Roma, incontra in un albergo uno straniero e se ne innamora sulle note di All by my self. Questi, prima che lei risalga per l’aereo su Tel Aviv, le regala un mangiadischi con “la loro canzone”. La scena finale vede lo straniero al bar dell’aeroporto che ascolta IMPASSIBILE il tg, durante il quale viene annunciato lo scoppio di un aereo, su cui viaggiava il primo ministro israeliano… l’ordigno esplosivo era nascosto in un mangidischi! MOSTRUOSO!!! (SENZA PAROLE)

Ho citato la trama degli episodi che mi hanno più colpito. Gli altri sono un po’ più anonimi, eccezion fatta per HOSTARIA, dove i 2 cuochi amanti gay (Gassman e Tognazzi) litigano fino a distruggere la cucina e a rovinare tutte le pietanze in preparazione, che serviranno comunque, infischiandosene se dentro i pentoloni erano finiti scarponi, mozziconi di sigari e ingredienti di svariato genere, ottenendo comunque il plauso dei commensali stranieri. CHE MOSTRI, mi è passata la voglia di andare al ristorante.

 
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Caro presidente, lei ha visto una città che non esiste

Post n°80 pubblicato il 10 Settembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

Caro presidente, lei ha visto una città che non esiste

di Bruno Cortona
Quella della visita di Napolitano era tutta una finzione da Truman show, la città imbellettata per essere quello che non è

Non creda, presidente Napolitano, a quello che ha visto mentre percorreva le strade di Palermo. Non creda a quelle strisce pedonali lungo via Ernesto Basile: le hanno rifatte giusto la notte prima del suo arrivo. Noi siamo abituati a vederle sbiadite, stinte, inutili e inutilizzabili. Non creda ai cassonetti lindi che vedrà nel centro storico lungo il tragitto. Di solito traboccano di rifiuti e rottami: qualche giorno fa, a due passi dalla cattedrale, c’erano la carcassa di una Smart e una vecchia lavatrice. Non creda ai cespugli lindi in viale Strasburgo, abitualmente sono ricoperti di cartacce. Non creda che Palermo sia immune dal flagello degli abusivi che vendono di tutto dopo essersi impossessati impunemente di chilometri di marciapiede. Sulla sua strada, la strada che le hanno fatto fare dall’aeroporto al centro, ci sono di solito due venditori di meloni – qui li chiamiamo mulunari – che lei non ha visto perché li hanno invitati a sloggiare durante la sua permanenza. Un secondo dopo che lei avrà messo piede sul suo aereo  presidenziale torneranno più agguerriti di prima. Non creda che siamo abituati a quello schieramento di vigili urbani che lei ha visto di certo intorno alla cattedrale. Non creda che qui a Palermo qualcuno sia riuscito a debellare la doppia e tripla fila. Era tutta finzione da Truman show, la città imbellettata per essere quello che non è. Lei, presidente Napolitano, ha visto una città che in realtà non esiste.

FONTE Dipalermo.it

da http://www.dipalermo.it/2011/09/08/caro-presidente-lei-ha-visto-una-citta-che-non-esiste/

 

 
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8 settembre - Trattato di Cassibile

Post n°79 pubblicato il 08 Settembre 2011 da Artemide.75
 
Foto di Artemide.75

OGGI 8 SETTEMBRE è l'anniversario del TRATTATO di CASSIBILE. Con questo atto firmato il 3 settembre, ma reso pubblico l'8 settembre 1943, tramite comunicato radio,  l'Italia cessava le ostilità contro gli Alleati, durante la II guerra mondiale. Dal quel momento ebbe inizio la guerra civile: da un lato i nazifascisti e dall'altro i partigiani e le forze alleate.
L'esercito italiano fu allo sbando, molti si unirono ai partigiani, altri furono fatti prigionieri dai Tedeschi dai quali fummo considerati traditori. La Famiglia reale e il Governo fuggirono.
Di sicuro l'8 settmebre fu l'inizio della fine del Fascismo.

 
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