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Il primo turista dello Spazio: Dennis Tito
Post n°84 pubblicato il 14 Aprile 2010 da leonardo377
Prima di Dennis Tito, un ricchissimo americano figlio di immigrati italiani di un paesino della Campania, molte persone hanno avuto l’opportunità di effettuare un viaggio orbitale. Benché fosse stato pagato un biglietto nessuno aveva corrisposto personalmente per effettuare tale esperienza anzi erano stipendiati e lo scopo era unicamente commerciale. Dennis Tito è stato quindi il primo passeggero auto pagante con l’unica finalità ufficiale di turista. Da allora molti altri lo hanno seguito ma la conta non supera il numero delle dita delle mani: appena 6 persone. Dennis Tito ha effettuato una carriera straordinaria e straordinaria è la sua storia. Non si può dire che fosse estraneo al settore dell’astronautica dato che ha ottenuto un Bachelor of science in astronautica e aeronautica dalla New York University nel 1962 (equivalente alla laurea italiana), e più tardi ha ricevuto un Master of science in scienza dell'ingegneria dal Rensselaer Polytechnic Institute, Troy, di New York. Ha pure lavorato alla NASA una trentina di anni fa al Jet Propulsion Laboratory come ingegnere. Ma nel 1972 si licenziò per costituire la Wilshire Associates, una società di consulenza finanziaria a Santa Monica (California) che fornisce analisi (prima a usare elaboratori per calcolare le traiettorie finanziarie). A quanto pare fu una scelta azzeccata dato che gli ha garantito di guadagnare una montagna di soldi tale da togliersi la soddisfazione di pagare un biglietto da 20 Milioni di dollari per volare nello spazio. Negli anni ’60, alla Nasa lavorò in tre missioni Mariner, le sonde che fotografarono Marte e Venere per la prima volta. Dennis Tito era uno degli ingegneri che calcolava le rotte delle navicelle americane, dalla Terra al Pianeta rosso. Dopo aver lasciato la NASA molto probabilmente gli era rimasto il sogno spaziale e quando non ha sfondato all’ente di ricerca americano deve essergli rimasto l’amaro in bocca a tal punto da mantenere un forte desiderio di poter comunque effettuare un viaggio. Ci ha provato dall’interno, ma venne scartato perché giudicato non idoneo fisicamente e pertanto la prima occasione esterna non se l’è fatta sfuggire quando la società MirCorp (società privata che gestiva la stazione russa Mir), alla ricerca di fondi, aprì ai privati. Il tutto pare iniziare nel 1991 quando durante un viaggio a Mosca prende un appuntamento con l’allora direttore dell’ente statale Energia, l’ente che controllava la stazione Mir, ma problemi politici interni anti-Gorbaciov fanno saltare l’impresa. A circa 50 anni conosce Eric Anderson, fondatore della agenzia Turistica “Space Adventue Ltd” che sempre attraverso i russi vede la possibilità di concretizzare un volo sulla stazione spaziale MIR. Dopo aver sborsato 20 milioni i dollari, a 60 anni, come un vero astronauta esegue un corso di 900 ore nel centro della Russian Federal Space Agency.
Dopo otto mesi di allenamenti e il russo come seconda lingua da imparare sembra fatta. Ma la Mir finì miseramente affondata nell’oceano e dato che il biglietto era già stato pagato e le casse dell’agenzia spaziale vuote è diventato valido per la nuova Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La differenza della qualità era così elevata che Tito afferma "E’ come andare al Ritz invece che in un motel in autostrada…" Ma non è stato facile in quanto ha incontrato fortissimi dissensi, in particolare dall’amministratore della NASA Daniel Goldin. Che fosse un ospite sgradito fu reso evidente quando si presentò al Jhonson Space Center per un corso sulle componenti americane della ISS, Robert D.Cabana un manager della NASA, rimandò a casa Tito e altri due membri dell’equipaggio dichiarando: “ Noi non possiamo far partire il corso, perché non siamo disposti a formare Dennis Tito.” Ma i russi non demordono e perfino gli astronauti fanno sciopero e alla fine gli americani cedono. Tito si imbarcò sulla Soyuz TM-32 il 28 Aprile del 2001, la missione partì dalla rampa di lancio Gagarin (cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan) alle 07:37:20 UTC, con un "equipaggio taxi" composto, oltre ovviamente a Tito, dal comandante Talgat Musabayev e l'ingegnere aeronautico Yuri Baturin. La nave trasporto attraccò alla ISS dove il turista si è potuto divertire a fare compagnia agli altri astronauti godendosi lo spettacolo dello spazio e della Terra dagli oblò.
Sulla stazione spaziale Alpha il villeggiante ha potuto salutare l’astronauta Italiano Umberto Guidoni che era arrivato con la missione dello Shuttle Endeavour STS-100 qualche giorno prima. Come bagaglio (di 7 kg) si era portato una macchina fotografica, un registratore per incidere le proprie impressioni e otto cd, tra cui un’opera di Andrea Bocelli e la compilation “One” di vecchi successi dei Beatles. Anche se ho trovato scritto che Tito ha eseguito alcuni esperimenti scientifici utili per la sua compagnia e per i suoi affari, da una sua dichiarazione ad un’intervista ha affermato che per la maggior parte del tempo, oltre ad effettuare moltissime foto da aver consumato circa trenta rullini, non ha fatto che dormire: “….Mi sono fatto i migliori sonni degli ultimi anni. Non c’è nulla come dormire nello spazio, mentre fluttui senza peso in un sacco. Tornerei nello spazio anche solo per dormire. È stata una gran cura contro l’insonnia, ma seriamente…..”. Per aumentare il relax ha ascoltato musica per ore: “…ascoltavo l’opera e lo facevo per trenta ore consecutive finché non mi facevano male le orecchie…" Ma alla fine tutti i sogni finiscono, Tito si risveglia rientrando con la Soyuz TM-31 atterrando vicino a Arkalyk (una città della provincia di Kostanay nel nord del Kazakhstan) il 6 maggio del 2001 alle ore 05:41:28 e dopo aver effettuato 128 orbite attorno alla Terra per 7 giorni, 22 ore e 4 minuti. Ovviamente al rientro l’entusiasmo era alle stelle, la voglia di condividere l’esperienza era tanta da affermare che una delle prime cose che voleva realizzare era quella di fondare un’impresa commerciale per aiutare altre persone a viaggiare in orbita o sub-orbita a prezzi più bassi. Ma poi non ne ha fatto di nulla dato che sono passati quasi dieci anni e non ho trovato alcuna iniziativa del genere da lui portata avanti. Ad ogni buon conto ha aperto una nuova porta e con il tempo più persone potranno attraversarla con meno fatica e meno spesa, o almeno lo spero.
Intervista a Tito: http://www.stile.it/articolo/tito-ho-un-sogno Video della Partenza: |










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