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Il Secondo Turista dello Spazio: Mark Shuttleworth
Post n°85 pubblicato il 21 Aprile 2010 da leonardo377
Mark Shuttleworth, nato a Welkom il 18 settembre del 1973, è un imprenditore Sudafricano/Inglese molto noto nell’ambiente del computer per aver creato nel 2004 Ubuntu, una distribuzione di Linux user-friendly basata su Debian. Nel 2005 costituisce la "Ubuntu Foundation". Qualche anno prima, pur non ottenendo il primato, si era reso evidente al mondo per aver fatto un viaggio turistico eccezionale nello spazio. Solo Dennis Tito si era potuto permettere una cosa del genere prima di lui e anche se Mark è diventato il secondo turista dello spazio e il secondo africano della storia (lo ha preceduto Patrick Baudry un francese nato in africa) si può considerare il primo cittadino del SudAfrica ad essere stato inviato in orbita. Contrariamente a chi lo ha preceduto, con la strada ormai già aperta e le polemiche con la NASA dissipate, ha solo dovuto pagarsi il viaggio per circa 20 Milioni di dollari. Per avere tale montagna di soldi da dedicare a tale sfizio ciò significa che è stato un giovane ed intrepido imprenditore. Difatti non lascia perdere fin troppo tempo, nel corso dell'ultimo anno di università fonda Thawte (1995) e si specializza in certificati digitali e Internet Privacy. Negli anni dell'esplosione di Internet Thawte diventa la “Certificate authority” più importante al di fuori degli Stati Uniti. Nei primi anni 90 partecipa al progetto Debian un sistema operativo “Open Source” che considera una delle chiavi del successo di Thawte e conseguentemente della sua fortuna personale. Shuttleworth vive oggi a Londra ed in quanto anglo-sudafricano, possiede la doppia cittadinanza. Avendo raccolto tale fortuna, perché no, farsi un viaggetto che ben pochissimi si possono permettere? Ed ecco che partecipò ad un anno di addestramento e preparazione per andare nello spazio, alloggia per circa 7 mesi nella Città delle Stelle in Russia per partire con la missione Soyuz TM-34 “Marco Polo”. Come per il viaggio del primo turista nello spazio anche questa missione vide la partecipazione di un astronauta Italiano: Roberto Vittori. E’ stato lo specialista di missione sulla ISS della Agenzia Spaziale Europea (ESA), ed è stato il primo italiano a decollare dalla base di Baikonur a bordo di una capsula russa Soyuz. L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) fu lo sponsor del volo e degli esperimenti, con un accordo fra l'ESA e Russian Aviation and Space Agency (Rosaviakosmos) e la compagnia Russa RSC Energia. Roberto Vittori è un tenente colonnello dell'Aviazione Militare Italiana ed è stato uno dei tre astronauti italiani selezionati dall'ASI nel Corpo Astronauti Europeo. Sul veicolo Soyuz aveva la funzione di ingegnere di volo assieme al comandante russo Yuri Gidzenko. L’astronauta russo era giustamente il comandante della missione e possedeva un curriculum eccellente: aveva fatto parte del primo equipaggio della ISS e con questa missione diventerà il primo uomo a visitare di nuovo la stazione fin da quando è abitata permanentemente. Prima dell'esistenza della ISS aveva trascorso sei mesi a bordo della vecchia Stazione Spaziale Russa MIR ed era uno dei più capaci piloti di Soyuz che la Russia possedeva. Questo equipaggio trascorrerà otto giorni nel segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale e l'obiettivo principale della missione "Marco Polo" oltre allo svolgere di un certo numero di esperimenti sia dell'ASI che dell'ESA, era quello di fornire il cambio alla vecchia capsula Soyuz. Per ragioni di sicurezza ogni sei mesi deve essere sostituita da una nuova. La navetta Soyuz rimane attraccata alla Stazione Spaziale in modo permanente in quanto è stata adottata come scialuppa di salvataggio.
Il 25 Aprile 2002, alle 8.26 dalla base russa di Baikonour, in Kazakhstan, Mark Shuttleworth, a 28 anni, diventa il secondo turista dello spazio. Dopo circa 8 minuti e 50 secondi dal lancio, la Soyuz entrerà in orbita e dopo alcune manovre si avvicinerà alla stazione spaziale due giorni dopo. Ad una quota di 392 chilometri, mentre sorvolavano l’Asia centrale, la Soyuz TM-34 si agganciò alle 7.56 GMT (le 9.56 ora italiana) al portello orientato verso Terra del modulo Zarya. A bordo della ISS, l'ingegnere di volo di Spedizione Quattro Dan Bursch, un capitano della Marina degli USA, mantenendo la tradizione suonò la campana posta nel modulo Unity per segnalare l'arrivo dei nuovi visitatori. Circa un'ora e mezzo dopo l'attracco e dopo aver controllato la tenuta fra i due veicoli il portello fu aperto ed i due equipaggi si incontrarono. Mark Shuttleworth si considera qualcosa di più che un normale turista, durante la sua permanenza fornì vari contributi alla scienza e all’educazione. Portò a termine vari esperimenti come verifiche su cellule di steli, su embrioni di pecora e sulla cristallizzazione delle proteine dell’HIV. Queste cellule saranno poi comparate con cellule cresciute a terra in uno sforzo a sviluppare una nuova via per la ricerca biologica a gravità zero. Purtroppo non ho trovato informazioni sui risultati ottenuti. Inoltre sponsorizzò uno sforzo didattico chiamato “Hip to Be Square” volto ad accrescere l’interesse in matematica e scienze degli studenti Sud-Africani e la sua salute fu monitorizzata per studiare gli effetti del volo spaziale al fine di dimostrare che lo spazio può essere utilizzato da persone non necessariamente professionisti.
Mark, già che c’era non si fece sfuggire l’occasione per sponsorizzare e portarsi dietro quello che viene considerato il primo palmare ad essere andato nello spazio. Riporto un articolo intero per non commettere errori tecnici: “Il palmare ha permesso ai curiosi di conoscere, giorno per giorno, le attività spaziali del suo proprietario. Palm South Africa ha collaborato con i coordinatori del ''First African in Space Project'' e con una software house Palm OS sudafricana, Rafale, per creare un'applicazione di agenda personalizzata che permettesse la programmazione delle attività di Mark di minuto in minuto. L’applicazione realizzata da Rafale ha permesso al Tsup (il Controllo Missione di Mosca che gestisce tutte le comunicazioni fra la Stazione Spaziale Internazionale e la Terra), di aggiornare la programmazione delle attività di Mark all'interno di un database Access e mandarla a Mark tramite e-mail. Alla ricezione dell'e-mail, Mark salvava le informazioni aggiornate nel software Palm Desktop del suo portatile, quindi le sincronizzava con il suo computer palmare Palm m125. Mark poteva così ottenere un elenco mobile di attività sul suo palmare nel giro di pochi secondi, evitando di dover tornare al portatile di volta in volta per controllare la pianificazione delle attività.” Dopo 9 giorni 21 ore e 25 minuti (il 5 Maggio), finisce l’esperienza turistica, iniziarono le procedure di ritorno a terra dal compartimento di aggancio Pirs dove si trovava il veicolo Soyuz TM-33, che era stato portato alla ISS da un altro equipaggio nel precedente autunno. Quando si trovarono sopra la Cina, alle 2.31 ore Italiana, sganciarono la capsula dalla ISS e Gidzenko accese i piccoli razzi per iniziare una manovra di allontanamento dalla stazione per atterrare sulle steppe del Kazakistan. Al ritorno dal viaggio Shuttleworth disse che aveva intenzione di prendere un altro volo per lo spazio. “It was just the most extraordinary experience,” he said Monday, “not just the flight but the last eight months of the buildup.”. Ma poi probabilmente doveva esserci una lunga lista di attesa e ad oggi non è più ritornato. Ma la voglia doveva essere tanta, e alla fine come Souvenir riuscì a portarsi a casa la Tuta Spaziale. Tentò anche di comprare il modulo di ritorno della Soyuz ma i russi si rifiutarono perché non volevano dare tale tecnologia al Sud-Africa. Uno dei problemi più grandi si dimostrò essere il riadattarsi alla gravità terrestre. Uno dei suoi commenti sul viaggio fu: “E’ stato certamente più facile adattarsi allo spazio che quando sono tornato sulla Terra”. Occorsero tra i due e tre giorni per sentire le sue gambe tornare in piena attività. Video della partenza: Da notare che in Africa hanno considerato Mark Shuttleworth come il primo africano ad andare nello spazio, il video evidenzia il progetto “First African in Space”. E' possibile che non hanno considerato Patrick Baudry in quanto pur essendo nato in Camerun ancora francese, è rimasto cittadino europeo al momento del lancio. Volendo essere pignoli, allora anche Mark non è sudafricano, ha la cittadinanza inglese e attualmente vive a Londra. |







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