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Creato da: incazzataneranera71 il 07/01/2010
"Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio perle sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale niente lui" Ezra pound.
IL FIGLIO E' MIO...
Post n°301 pubblicato il 12 Giugno 2010 da incazzataneranera71
Tag: ESSERE MAMMA OGGI
La maternita’ è in assoluto la piu’ intensa e straordinaria esperienza che una donna possa fare. Noi donne siamo fatte per procreare e generare nuova vita. Ma essere mamma oggi come oggi è divenuta ardua impresa. Col fatto che bisogna entrambi lavorare altrimenti a fine mese non ci si arriva, riuscire a conciliare vita familiare e lavorativa non è poca cosa. Io ora sembrero’ retrograda e parlo anche contro il mio interesse , in quanto ritengo che una donna debba avere una sua autonomia e un suo stipendio da gestire,ma a mio parere o fai la mamma o lavori. Primo,perché conciliare le due cose non è facile, seconda cosa perché il bambino, soprattutto nei primi anni della sua crescita ha bisogno di avere una presenza costante davanti a se, e se è quella materna tanto meglio. I figli vanno seguiti e cresciuti dai genitori, non dai nonni o dalle baby sitter. Io quelli che fanno i figli e dopo pochi mesi li affidano alla tate li ammazzerei tutti. Poi il bimbo si affeziona alla tata e la mamma quasi non la riconosce piu’. Se devo fare un figlio e lavorare per pagare la tata che me lo accudisce,piuttosto sto a casa dal lavoro eme lo accudisco io. I primi tre anni di crescita sono fondamentali per la formazione del carattere di un bambino e la presenza di un genitore è basilare. Soprattutto la mamma deve essere un punto di riferimento per il pargolo. Il bimbo va seguito,educato istruito,accudito in ogni momento. Quando il bambino sta male chiama la mamma e la vuole vicino e la mamma al lavoro col figlioletto a casa che sta male manco riesce a lavorare tranquilla. Mio figlio me lo voglio godere tutto io, ci voglio giocare, mi ci voglio arrabbiare, me lo voglio educare. Invece oggi non si puo’piu’. Senza nonni e asili nido le mamme son costrette a lasciare il posto di lavoro. Non riuscendo a conciliare vita lavorativa e familiare, molte donne tra i 26 e i 35 anni devono rinunciare al posto di lavoro per seguire il figlio, col rischio poi di non trovare piu’ lavoro e non essere piu’ assunte quando il bimbo inizia la scuola. Inoltre rinunciando al lavoro, vengono a mancare soldi per il sostentamento. Molte devono lasciare il posto nel primo anno di vita del pargolo e non è poca cosa. Siamo in Europa ma dagli europei non impariamo nulla. In Francia e in Germania, esiste una rete capillare di asili nido pure aziendali che permettono alla donna sia di lavorare che di seguire il bimbo, in Italia no..non ci sono strutture adeguate e i posti limitati..per cui ti passa la fantasia. E siccome con uno stipendio non si vive …se vuoi fare un figlio spesso ci devi rinunciare, se lo fai, devi lavorare per mantenerlo,ma non te lo godi, o lo dai alla tata, o se hai al fortuna di avere i nonni lo dai a loro. Ma io..avere un figlio, non vederlo tutto il giorno e godermelo solo alla sera..mah… Una volta con uno stipendio si viveva in quattro, ora no. Una volta nei cascinali si facevano anche 12 -13 figli alla volta,( mio padre è ultimo di 11 figli,nato da una famiglia contadina)ma la mamma poteva stare a casa ad accudirli..l’uomo andava nei campi..ora è cambiato tutto..quando una coppia ne fa uno è gia’tanto…senza fratellini, non si impara né la competizione,né la condivisione..elementi importantissimi per la crescita di un figlio… Tempo addietro,la mia vicina di casa teneva un bimbo tutto il giorno, dalla mattina fino alle 18 quando la madre veniva a prenderlo..gli dava anche da mangiare ci giocava e quant’altro..il bimbo si era fatto la sua schiera di amichetti qui ed era contento..la sera, quando la mamma lo veniva a prendere non avete idea delle scene a cui assistevo. Lui non voleva andare a casa, la madre urlava, lui chiamava “MAMMA “ la mia vicina!!!!! Strillava, batteva i pugni e i piedi per terra e urlava che non voleva andare a casa perché voleva restare con al sua “MAMMA”. Cioè..se mio figlio chiamasse mamma un ‘altra..io uscirei letteralmente di senno. Alla fine questa riusciva sempre a portarlo via ma spesso e volentieri a suon di scapaccioni. Ditemi voi..un bambino che sta tutto il giorno con un’altra che trova amichetti con cui giocare, che si crea il suo ambiente e che mamma e papa’li vede solo alla sera…che voglia vuoi che abbia di tornare a casa…. Idem quando ha iniziato ad andare a scuola..lei lo portava e lo andava a prendere, gli dava da mangiare e poi lo teneva il pomeriggio.. La cosa che mi imbestialiva era che questi genitori gestivano un’avviatissima panetteria,avevano una mega villa, soldi non gli mancavano..se devi lasciare tuo figlio tutto il giorno con un’altra..piuttosto assumiti una ragazza part time la mattina per lavorare e goditi tuo figlio..almeno ti riconosce e chiama te” Mamma” e l’altra Teresa..e scusa… Ma le scene..vi giuro le scene… Un’altra conoscente,gestisce una tabaccheria in centro e lascia il bimbo alla madre tutto il giorno..il bimbo alla sera manco la guarda e una volta in montagna coi nonni al telefono non le voleva manco parlare… MA TI PREGO… MIO FIGLIO ME LO CRESCO IO, ME LO SEGUO IO… Ai nonni lo lascio ogni tanto,sedevo andare a fare commissioni o se non sto bene o altro…ma mio figlio che chiama mamma un’altra e che non mi parla al telefono… I primi anni poi..seguire i passi,il dentino che cresce, le loro malattie..fargli scoprire il mondo..portarlo in giro….ma sai che responsabilita’che ha una mamma… Darlo in mano ad un’altra che non sai mai che persona è con quello che succede… Poi i bimbi si affezionano alle tate e se gliele togli loro soffrono della mancanza. Ma è tutto un insieme di cose che non va. Bisogna lavorare, quelle che potrebbero stare a casa non lo fanno, quelle che vogliono lavorare a avercelo in parte non godono di strutture adeguate,di asili aziendali ,per mancanza di politica decente che favorisca la maternita’ e la gioia di crescere dei figli.. Poi si punta sugli immigrati per aumentare la popolazione…. Bah…. Io ste cose non le condivido per nulla… Per ora di fare un figlio non mi passa per l’anticamera del cervello. Incasinata come sono e senza un partner fisso posizionato a cui appoggiarmi. Se dovessi fare un figlio, lo farei solo alle mie condizioni: “LUI LAVORA, IO LO ACCUDISCO A CASA E LO SEGUO. NIENTE TATE , I NONNI LO POSSONO VEDER QUANDO VOGLIONO MA NON DEVONOS TARE CON LUI TUTTO IL GIORNO. E QUANDO COMINCIA LA SCUOLA, POSSO FARE UN PART TIME AL MATTINO E ME LO SEGUO DOPO LA SCUOLA COI COMPITI E GIOCHI. MA MIO FIGLIO IN MANO ALLE TATE..MAI. IL FIGLIO E’ MIO E ME LO GESTISCO IO”. Parola di girl scout.
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