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Donne e bambini ostaggi dei pirati somali

Post n°138 pubblicato il 16 Agosto 2011 da Blogini

Attualmente in mano ai pirati,oltre ai due sudafricani dello CHOZIL, vi sono anche sette danesi che erano a bordo dello Yacht ‘SY YNG' battente bandiera danese, catturati il 24 febbraio scorso. Si tratta della famiglia danese dei Johansen di Copenaghen, e dei loro tre figli minorenni e di due marinai. I questo caso si tratta di cittadini europei. Quindi in mano ai pirati somali ci sono dei minorenni e due donne, la Calitz e la signora Johansen.

Oggi i media somali hanno reso noto l'appello ai pirati somali lanciato dai familiari dei due velisti sudafricani, Bruno Pelizzari e Deborah Calitz. I due velisti sono nelle loro mani ormai da 10 mesi. Tra le centinaia di ostaggi in mano ai predoni del mare somali, trattati come bestie in gabbia, vi sono infatti, anche dei velisti-turisti. Di questi ostaggi però, sembra che se ne parli poco forse anche perché fanno meno ‘rumore' degli altri, ma non sono meno importanti. In effetti l'appello è stato lanciato lo scorso venerdì. Attraverso esso le famiglie della coppia di sudafricani, hanno chiesto ai loro carcerieri di mostrare umanità rilasciando i loro cari. L'appello è successivo alla condanna, comminata lo scorso giovedì in Olanda da un tribunale di Rotterdam, a pene detentiva di 5 pirati somali. Le pene comminate vanno dai 4 ai 7 anni di carcere. Si tratta dei predoni del mare che lo scorso mese di novembre vennero arrestati nel Golfo di Aden da una nave della marina militare olandese. Coincidenza vuole che questi somali facciano parte della gang del mare che ha catturato il 26 ottobre 2010, al largo della costa della Tanzania, lo yacht sudafricano Choizil con tre persone a bordo. Si tratta di due uomini e una donna: lo skipper Peter Eldridge e proprio la coppia, Bruno Pelizzari e Deborah Calitz. Gli ultimi due di Durban in Sudafrica, dopo che Eldridge riuscì a scappare, nel corso del dirottamento verso la Somalia, sono ancora nelle loro mani. Fu Eldridge, dopo essere stato tratto in salvo da una nave da guerra francese, la ‘FS Floreal' della forza navale europea, che seguiva a breve distanza lo Yacht, a raccontare dell'attaccato pirati spiegando che erano tutti uomini di età compresa tra i 15 e i 50. Di Pelizzari e della Calitz non si conosce il destino. Se sono ancora vivi dovrebbero essere tenuti prigionieri in qualche luogo remoto del territorio somalo in quanto sono stati sbarcati a terra. Inizialmente erano stati condotti nel sud della Somalia a Brarawe, alla periferia di Mogadiscio, da qui poi, sono stati spostati in un'altra località rimasta sconosciuta. In un primo momento le autorità olandesi avevano cercato di estradare i cinque pirati in Sudafrica per farli processare da questo Paese, ma il tentativo era fallito. Altri tre uomini, tra cui il presunto capo della gang di pirati, sono stati condannati a 4 e 5 anni per complicità in pirateria. A preoccupare i familiari a casa poi, anche le recenti notizie circa una presunta difficoltà di salute della coppia. Per il loro rilascio la gang del mare che li trattiene in ostaggio ha chiesto 10 mln di dollari. Una richiesta giunta telefonicamente il 31 gennaio 2011 alle famiglie dei due ostaggi sudafricani. Purtroppo queste ultime non sono in grado di pagare un prezzo così alto e sperano che i pirati si accontentino di prendere una somma minore. Pelizzari è un ex tecnico di ascensori ed aveva deciso da circa quattro anni di fare questo viaggio. Per intraprenderlo ha lasciato il lavoro e venduto la casa. Lo Yacht era stato preso a nolo insieme allo skipper. I due sudafricani erano in viaggio da quasi due anni, fermandosi nei porti della costa africana per visitare i luoghi e per svolgere lavori occasionali. Si tratta in effetti di velisti-turisti. Questo caso non è un caso isolato. I pirati somali in genere preferiscono prede più grandi, petroliere o cargo, ma a volte per ‘recuperare' almeno le spese, dopo una ‘battuta' di caccia infruttuosa ripiegano su queste piccole navi a vela. Sono yacht che in genere navigano in solitario nell'Oceano Indiano. Quale preda più facile, per i predoni del mare, quella di due o più ‘marinai da crociera' che viaggiano da soli nel mare dei pirati indifesi e senza alcuna possibilità di sfuggire al loro attacco. Di yacht ne sono stati catturati tanti. Le persone coinvolte nel sequestro, anche se hanno ‘sofferto' per una lunga prigionia, sono ritornate a casa sane e salve, anche se fortemente segnate dall'esperienza. E' il caso della coppia inglese, Paul e Rachel Chandler catturati e portati via dal loro yacht il ‘Lynn Rival' il 23 ottobre del 2009 e rilasciati il 15 novembre del 2010. Una coppia di ‘marinai da crociera' che ne hanno viste di tutti i colori soprattutto dopo che i due ‘passarono' nelle mani di banditi comuni. Per mesi vennero spostati da un nascondiglio ad un altro subendo privazioni e maltrattamenti. Ritornarono liberi solo dopo oltre un anno di prigionia, e solo dietro al pagamento di un riscatto di oltre 800mila dollari pagati in due trance a fronte di una richiesta iniziale di 7 mln di dollari. Dopo la liberazione i coniugi Chandler hanno raccontato delle sofferenze vissute e del duro trattamento che hanno subito e di essersi sentite come bestie in gabbia. Le loro immagini, che furono diffuse dopo il rilascio, li mostrarono completamente trasformati, praticamente irriconoscibili. Non sempre però, la fortuna aiuta queste persone a sopravvivere alla prigionia. A volte qualcuno ha anche perso la vita. Il caso più recente è quello dello Yacht statunitense, SY Quest, con 4 americani a bordo, tutti uccisi nel fallito tentativo di salvataggio compiuto dalle forze speciali USA oppure dello Yacht francese SY Tanit i cui occupanti vennero salvati dalle forze speciali francesi tranne uno che morì colpito nel corso del blitz. Attualmente oltre ai due sudafricani dello CHOZIL vi sono anche sette danesi che erano a bordo dello Yacht ‘SY YNG' battente bandiera danese, che sono stati catturati il 24 febbraio scorso dai pirati somali in pieno Oceano Indiano. Si tratta della famiglia danese dei Johansen di Copenaghen, quindi degli europei. Un fatto questo che gioca a loro favore in quanto i pirati somali considerano i cittadini europei i più preziosi e fruttuosi. Questi ostaggi sono la coppia, Jan e Marie, e i loro tre figli Rune, Hjalte e Naja, rispettivamente di 17, 15 e 13 anni. Quindi ci sono in mano ai pirati somali anche dei minorenni oltre che due donne, la Calitz e la signora Joansen. Insieme ai Johansen altri due danesi e quindi sono sette in tutto i danesi che sono stati tutti catturati dai pirati somali e sono tuttora prigionieri in Somalia. La nave dopo la cattura è stata poi dirottata verso il villaggio costiero di Haffun nella Somalia settentrionale da dove poi, sono stati trasferiti a bordo della MV DOVER anch'essa sequestrata e alla fonda al largo della costa somala. I danesi con i sudafricani hanno in comune la passione per il mare e il fatto che stavano compiendo anch'essi il giro del mondo in barca a vela. Di loro tutti però, non si hanno più notizie certe da mesi. Purtroppo non gioca a favore degli ostaggi il fatto che la situazione generale nei mari e lungo le coste della Somalia è sempre più drammatica e con un aumento della violenza. Si ricorre sempre di più all'uso delle armi specie da parte delle navi da guerra impegnate nelle missioni antipirateria. Un situazione questa che ha comportato l'uccisioni di diversi pirati e che ha costretto, negli ultimi tempi, le varie gang del mare a dover approntare molti cambiamenti per evitare di correre rischi inutili, e questo ha influito molto anche sulle trattative per il rilascio degli ostaggi.

 

 
 
 
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