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Post N° 691

Post n°691 pubblicato il 23 Aprile 2007 da babyblue_00
 

ARIA

Alan Sorrenti


Aria, in ogni angolo della mia stanza
io ti sto cercando
Aria, nei labirinti della mia mente
io ti sto inseguendo.

Principessa della mia carrozza
resta con me
dormi nella pace di questa sera
dentro di me.

Bianca la tua pelle, bianca la tua veste
canta, danza per me
il tuo viso brilla come una candela
aprendo la mia finestra nella sera.

Aria, dolce profumo di primavera
Aria, amaro ricordo di una sera.

Albero solitario
che risplendi in un campo di grano
io ti vado incontro
e ai tuoi rami io mi appendo
le tue foglie ho raccolto una alla volta
in ogni mia illusione, in ogni mia sensazione.

Aria, in ogni angolo della mia stanza
io ti sto cercando
Aria, nei labirinti della mia mente
io ti sto cercando.

Principessa della mia carrozza
portami con te attraverso
monti sfuocati, mari annebbiati
l'alba nasce in te, il giorno muore con te ... il giorno muore con te...

Portami
nei grandi campi di neve
dove il sole non c'e', prendi tutto di me
le tue vene son fiumi tra le rocce
e tue mani pallidi monti nella notte.

Salto con te sulle ninfee
nelle cascate argentate
e sulle dune frustate dal vento.
E con il vento la mia carrozza
sulle tue orme bianche passa
e dinanzi a un monastero
si ferma.

Aria, tu mi apri la porta
e fuori sta piovendo
nelle stanze del tuo nido
io mi sto addentrando ... io mi sto addentrando...

Aria, il mio corpo sul tuo corpo
si muove lentamente
Aria, il mio corpo sul tuo corpo
sprofonda dolcemente
Aria, sto cercando di scoprire
di scoprire il tuo segreto.

Sono entrato nel tuo corpo
sono io l'universo
sono io il tuo corpo
sono io l'universo
nel tuo fiume sto scivolando
Aria, sto impazzendo.

Un uragano di colori
si scatena dentro me
apro le braccia su di te
suoni di frusta schiacciati
da raffiche di pioggia
sui cavalli della mia carrozza.
Attraverso i vetri della mia stanza
guardo fuori e fuori piove
e nelle gocce sospese alla ringhiera
vedo le perle della tua corona ...

Aria, in ogni angolo della mia stanza
io ti sto cercando
Aria, sull' asfalto bagnato della mia strada
io ti sto inseguendo e tu ti stai sciogliendo
Aria, io sento che ti sto perdendo.
.

immagine
.

Prima di approdare alla canzonetta di successo, l'italo-gallese Alan Sorrenti era stato uno dei più interessanti pionieri del prog-rock italiano. Combinando atmosfere incantate e uno stile canoro molto particolare.
Aria (1972), può essere considerato un vero capolavoro del pop italiano. Per questo disco sono stati chiamati musicisti di eccezione, tra i quali spicca la stella Jean Luc Ponty (violinista jazz allievo di Grappelli e virtuoso riconoscibile nei capolavori orchestrali di Zappa e della Mahavishnu Orchestra) che dà un contributo fondamentale alla suite che occupa interamente la prima facciata del lavoro. Sfruttando tematiche care al progressive italiano (ambientazioni dark-fantasy con tanto di castelli, monasteri, foreste e ampie distese d'erba, l'amore fra un cavaliere e la sua principessa, l'idea del sogno o dell'allucinazione in cui l'autore si perde) Sorrenti costruisce un'atmosfera che subito coinvolge l'ascoltatore a partire dagli arpeggi di chitarre spagnoleggianti di Nazzaro e Paratore e agli improvvisi vocalizzi accompagnati da innesti free-jazz del piano di Albert Prince e da essenziali fraseggi di violino. Le ambiguità su cui si basa il testo (il dualismo aria-atmosfera/nome della donna amata) trasportano l'ascoltatore in un mondo caotico e sfuggente, che culmina nel delirio erotico finale (sono io il tuo corpo/sono io l'universo/nel tuo fiume sto scivolando/aria sto impazzendo) dove un lungo e frenetico solo di violino, con virtuosismi degni di colui che lo suona, e l'esplosione ritmica di Tony Esposito riportano il protagonista alla realtà (io sento che io io io io/io ti sto/ io ti sto perdendo). Per dare solo un'idea dello stile canoro della suite basta pensare che ognuno degli "io" dura circa 6-7 secondi e in tutto il brano si ripresentano variazioni su ogni vocale allungata in maniera ossessiva, con un notevole uso della dinamica all'interno della stessa parola, ma il tutto sempre funzionale alle esigenze del testo e della musica. Le atmosfere allucinate sono rese in un modo tale da non apparire eccessive o "datate", anzi, piuttosto sobrie, e questo spiega il notevole fascino che la suite ha ancora oggi, a 35 anni di distanza.

Per quello che ne penso io, questo è un disco che merita di essere cercato e ascoltato, una perla di rara bellezza, e si trova nella rete.

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Data di creazione: 17/10/2006
 

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