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Post N° 784

Post n°784 pubblicato il 08 Giugno 2007 da babyblue_00
 

TEMPERAMENTO
“Non voglio altro che il loro bene. Che male c’è a voler comunicare la lezione delle mie esperienze, il risultato delle mie prove, la sostanza di una vita iniziata insieme con il secolo? Lo so, per la maggior parte preferiscono chiedere consigli alla propria moglie; sono obbligati a farlo; sono uomini sottomessi; credono che le donne possano essere buone consigliere: poveri loro! In realtà sottostanno al parere delle loro mogli perché non possono fare altrimenti. È normale, cercano di evitare l’inferno.
Mi immaginate a discutere con una donna, starla a sentire, poi risponderle con buon garbo, considerare la situazione da molti punti di vista, come se si fosse al parlamento britannico? Eh no!
Non mi ricordo di aver avuto un dialogo con una donna. Forse ho avuto torto, ma il mio temperamento me l’ha sempre sconsigliato. Il mio temperamento è il mio migliore amico e alleato. Mi fido ciecamente di lui. Quelli che consultano la moglie a proposito di tutto e di nulla non hanno temperamento.
I miei figli mi hanno deluso: non soltanto non chiedono mai il mio parere, ma seguono alla lettera le decisioni delle loro mogli e poi ascoltano i consigli della loro madre. Sono due volte nell’errore. Non riesco a immaginare a cosa assomigli la loro vita. So che le loro mogli sono indifferenti nei miei confronti. Di qui a mancarmi di rispetto ci manca un pelo. Mi sarebbe piaciuto stabilire con i miei figli un rapporto di amicizia. Questo è stato il mio scacco. Li vedo più vicini alla loro madre che al loro padre. Non c’è da stupirsi. Sono l’unico membro del mio partito: non importa; sono sempre rimasto solo e ho avuto ragione. Adesso non mi resta che comprarmi un fascio di fieno e tenermelo accanto: ne potrei mangiare nel caso qualcuno mi prenda per un asino!”

Questa immagine la ripeterà sovente, con qualche variante. Un’altra volta l’asino sarà un agnello, oppure un mulo. Il fascio potrà essere di fieno, oppure di paglia o d’orzo. E lui sarà sempre lo stesso, seduto allo stesso posto, stanco della vita e di se stesso, di andare e venire per un vicolo stretto, alzando gli occhi al cielo dove le nuvole spesse hanno fatto lega contro di lui in questa giornata interminabile.

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Tahar Ben Jelloun, Giorno di silenzio a Tangeri

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Un blog di: babyblue_00
Data di creazione: 17/10/2006
 

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