Creato da virginiagrey il 02/12/2008

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IL DITO NELLA PIAGA

Post n°1914 pubblicato il 25 Agosto 2013 da virginiagrey
 

Stamattina, il primo pensiero, appena aperti gli occhi, è stato:

"Cosa faccio da mangiare oggi?"

E' un tormentone, che può capire solo chi, come me, è un disastro in cucina .

Purtroppo, non ho la fortuna di condividere i miei insuccessi, perché stranamente mi ritrovo circondata da provette cuoche, che con le mani legate e gli occhi bendati riescono a creare veri e propri capolavori.

Io potrei avere anche un tutor incollato alle mie terga, che riuscirei a mandarlo in crisi.

La spesa diventa sempre più angosciante.

Si inizia con la lista. Il Povero Piero si arma di carta, penna e pazienza...

Decidiamo di stabilire il menù settimanale, in modo da acquistare i generi alimentari con intelligenza.

Ecco, io lì proprio l'intelligenza la perdo, mentre il Povero Piero perde la pazienza.

In qualche modo, dopo vari tentativi, liti e successive riconciliazioni, le liste sono pronte.

Sulla porta di casa, il Povero Piero mi urla: "E i tochi de carta i lassito a casa, ciò?"

Ma no, li ho qui in borsa, gli rimando... ben sapendo di averli lasciati chissà dove; forse in bagno, o sotto il divano, oppure in cucina. Ma che importa?

La mia memoria ha già tutto registrato.

Arrivo al supermercato.

Lì già scopro di aver dimenticato le borse... vabbè, questa sarà l'ultima volta

Mi impegno a passare con metodo tutte le corsie, in modo da non tralasciare nulla... gliela faccio vedere io al Povero Piero, tsè!

Ah, guarda... c'è un 'offerta che non  posso tralasciare; potrei domani preparare qualcosa di diverso da quello stabilito. In fondo, i programmi esistono per essere sovvertiti... insomma, un po' di fantasia!!!

Dopo due ore, il carrello è pieno di cose che erano nella liste, di cose che erano nella lista ma che ho dimenticato di prendere e di cose che non erano nella lista.

Arrivo alla cassa. Il conto non è alto, perché le mie origini liguri mi fanno controllare i prezzi al centesimo.

Meno male che mi danno sempre una mano, perché lì mi faccio sempre confusione.

L'idea iniziale è quella di porre correttamente gli alimenti, ma poi la fretta mi spinge a stipare alla rinfusa la spesa, e così può capitare che l'insalata finisca sotto le patate... ma le uova no, a quelle sto attenta: non è mai successo che le portassi a casa rotte. Infatti, le disintegro direttamente nel carrello!

Alla fine, la cassiera di turno, davanti al mio imbambolimento, è colta dalla sindrome della giovane marmotta: si fa portare un altro cartone di uova, mi riempie le borse e per poco non mi fa attraversare anche la strada... visto che appunto è una giovane marmotta.

IL RESTO A LA PROCHAINE

Vs/ più o meno affezionatissima

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