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Pieter Bruegel

Post n°1910 pubblicato il 10 Aprile 2024 da Vince198


L’aristocratico pittore e scrittore Karel van Mander, il Vasari fiammingo, ha lasciato una bella testimonianza della propria pittura e della propria fede cattolica dipingendo attorno al 1575 in palazzo Spada a Terni l'appena avvenuta strage di San Bartolomeo a Parigi, quella dove furono trucidati gli Ugonotti. Eppure era egli uomo assai mite in quanto nel suo Libro della Pittura (Schilder-Boeck, Haarlem 1604) scrisse con garbata ammirazione alcune pagine a proposito d'un pittore da lui ben diverso, il popolarissimo Pieter Bruegel da poco defunto. Così lo descrive: «Era un uomo tranquillo, saggio e discreto; ma quand'era in compagnia era divertente e amava far paura alla gente o ai suoi apprendisti con storie di fantasmi e mille altre diavolerie». Poi aggiunge: «assieme a Fanckert, Bruegel amava andare a trovare i contadini, in occasione dei matrimoni o delle fiere. I due uomini si vestivano alla paesana e, come gli altri convitati, portavano presenti e si comportavano come fossero appartenuti alla famiglia o alla cerchia d'uno degli sposi. Bruegel si dilettava ad osservare le abitudini dei contadini, le loro maniere a tavola, le loro danze, i loro giochi, il loro modo di corteggiare, e tutte le stramberie alle quali si potevano dedicare, e che il pittore sapeva riprodurre con molta sensibilità e buon umore, con colore sia all'acquarello che all'olio, essendo egli parimenti abile in ambo le tecniche. Tra l’altro conosceva bene il carattere dei paesani e delle paesane della regione di Kempen.

Basterebbe questo aneddoto di Van Mander per inquadrare perfettamente le capacità pittoriche di Bruegel. Tra l’altro ha frequentato per un certo periodo l’Italia, in particolare Napoli, Reggio Calabria e la Sicilia di cui sono state inventariate opere di quelle città/regioni. Quanto al nome bisogna stare attenti a non confonderlo con Pieter detto il vecchio per distinguerlo da Pieter il giovane e dal figlio Jan, noto come “il Brueghel dei velluti.” Bruegel il Vecchio si distinse, in seguito, dai suoi discendenti per aver abbandonato l’“h” nel cognome, mantenuta dai suoi successori (Brueghel)

Non vi sono molte notizie certe su questo pittore fiammingo: incerta la sua data di nascita  -1526 - certa quella di morte avvenuta nel 1569 a Bruxelles. La sua produzione pittorica è discreta (intorno alle 40 opere). Lo stile è allegorico/satirico/moralizzante, al limite del grottesco e del fantastico, ereditato da un  grande pittore dei Paesi Bassi: Hieronymus Bosch. Della sua produzione pittorica mi sono interessato particolarmente due suoi dipinti celebri: Proverbi fiamminghi e Combattimento fra Carnevale e Quaresima.

 

Proverbi Fiamminghi (1559) conservato a Berlino.

 

Proverbi Fiamminghi

 

 

Il quadro si ispira a uno scritto di Erasmo da Rotterdam pubblicato nel 1 500, gli Adagia, una raccolta di circa ottocento esempi che illustrano il precario equilibrio degli uomini fra saggezza e follia. L’abilità di Bruegel fu quella di organizzare in una scena unitaria quasi 120 ammonimenti tratti dalla saggezza popolare che definiscono un universo simbolico che è quello del mondo alla rovescia.

Infatti il dipinto sarebbe da identificare con quello dell'inventario del 1668 dei beni di Peter Stevans di Anversa (che aveva undici quadri di Bruegel), intitolato Le Monde reversé, représenté par plusieurs proverbes et Moraiités. Non è possibile, per ovvie ragioni, dar conto di tutti gli adagi popolari della tavola. Solo qualche rapido esempio per apprezzare la rara capacità di Bruegel di tradurre in gustose scenette, fra il surreale e il quotidiano, la saggezza fiamminga.

Alcuni sono noti, come «mettere un manto azzurro sulle spalle del marito» - riferito alle due figure in basso - che vuoi dire tradire il marito; il nostro «mettere le corna». «Riempire il pozzo quando il vitello è ormai annegato» ha il valore del nostro «chiudere la stalla quando i buoi sono scappati» e si riferisce al contadino con la pala in mano e l'animale nella fossa. «Avere le focacce sul tetto», invece, è un adagio che corrisponde al nostro «zappare i quattrini», cioè essere molto ricco.

A volte un solo personaggio compone due proverbi come il pazzo che defeca sul mondo e prende le carte perché agli scemi vanno sempre quelle migliori.

 

Carnevale e quaresima

 


Combattimento fra Carnevale e Quaresima (1559) , conservato a Vienna.

Lo scontro fra Carnevale e Quaresima è la metafora del contrasto fra rigore e comodità, fra sacrificio e divertimento. È per questo che Bruegel si affida alla descrizione dei tipi fisici dei due personaggi in primo piano, dalle fisionomie diametralmente opposte. Sono questi, le allegorie antropomorfe dei due periodi dell'anno cui è dedicato questo straordinario dipinto. In primo piano, verso sinistra, si riconosce Carnevale, tarchiato e grasso, a cavalcioni di una botte, con un timballo ripieno in testa, a mo' di copricapo e uno spiedo in pugno. L'uomo viene spinto da un personaggio abbigliato come "il Pazzo" che compare nella tavola dei Proverbi. La botte è sistemata su una sorta di slitta che altro non è se non la barca azzurra dipinta sull'insegna della locanda, quartier generale del Carnevale. Quaresima che gli sta dinanzi, invece, è una megera segaligna, vestita di una tunica grigia la cui cintura è la corona del rosario. Ha un fazzoletto sulla testa (segno di modestia) e un'arnia in cima che ricorda il miele dei giorni di digiuno. In mano tiene una pala con due aringhe (cibo di magra) e il suo carretto è tirato da un frate e una monaca. Dietro i due "campioni" le attività del periodo come pregare o mascherarsi e relativa rassegna delle usanze alimentari connesse, come l'acquisto del pesce e cucinar frittelle. A sinistra si rappresentano due farse tradizionali in questo periodo dell'anno: la sposa sudicia, dinanzi all'osteria, e lo scontro fra Orsone e Valentino (tratto dal ciclo carolingio), sullo sfondo a sinistra.

 

Cari amici mi fermo qui: mi rendo conto che la pittura non è certo un tema che interessa tutti. Ci vuole tempo e pazienza, leggere e annotare, documentarsi, soprattutto passione. Di quest’ultima credo di essere molto dotato.

Grazie per la cortesia di leggermi.

 

n.b. Se volete guardare le immagini ingrandite, basta cliccare sul tasto destro del mouse, la prima opzione in cima a quelle offerte.

 

 
 
 
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