L'ANTICUOCA

SMETTO QUANDO VOGLIO

Creato da virginiagrey il 02/12/2008

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« UN RICORDO

FEVER

Post n°1930 pubblicato il 06 Febbraio 2024 da virginiagrey
 

Pensavo che avrei attraversato la foresta oscura senza graffiarmi, senza che le tre belve dantesche mi avrebbero attaccata.

Tre anni di pandemia attraversati indenne come accadde ai giovani gettati nel fuoco della fornace biblica.

"Mille cadrano al tuo fianco, ma nulla ti colpirà" cita il salmo.

Tiè... beccato pure io!

E anche in maniera stupida, preso mica in reparto. No no!

Ogni volta il virus ciclicamente entrava in RSA, il Povero Piero senza tanti salamelecchi mi rassicurava dolcemente (Sic!) che se non mi fossi internata in taverna fino alla fine dell'ondata e lo avessi malauguratamente contagiato con conseguenze catastrofiche ed ineluttabili, sarebbe tornato sulla terra in piena notte a tormentare i miei già angosciati sonni. Quella mattina umida di un sabato novembrino, "quel Povero Piero" si sveglia col mal di gola.

Ahi...

Tampone ore 5,30.

-Piero, sei positivo.

-Non voglio andare in ospedale.

-Piero, devo andare al lavoro. Stai tranquillo.

-Non voglio andre in Pronto Soccorso. Sigh sigh sob sob.

-Piero, ti saluto. Mi farò un tampone in reparto.

Nel frattempo, avevo avvisato la struttura, dove già si stava allestendo un'efficiene task force: un tampone rapido, della precisione degna del Rag. Filini.

Infatti, il mio tampone risulta negativo, anche se mi sento rotta. Bah, forse la suggestione.

Ore 7,00: arriva messaggio dal Povero Piero: "Non voglio andare in ospedale."

Nessun cenno a come mi possa sentire io, in mezzo al dubbio di una possibile, anzi certa prossima positività e la preoccupazione di come gestire un marito covidato, che va in panico già se la sua diuresi per un giorno è più abbondante, dopo aver mangiato lezucchine, temendo contro ogni evidenza scientifica di avere il diabete.

Ore 9,30: ho 37,5. Li mortacci!

Mi mandano via subito. 

Monto in macchina, chiamo il coniuge, col quale mi appresto a condividere la malaugurata sorte. Mi risponde:

- Io non vado al Pronto Soccorso.

Passo velocemente dalla farmacia, dove lascio 70,00 Euro in integratori vari, sciroppo di bava di lumaca e naturalmente tamponi.

A casa ho derrate alimentari sufficienti per un mese di assedio, oltre a due Kg di gelato al limone industriale e 5 Kg di clementine, che casualmente avevo acquistati il gorno prima.

- Piero, probabilmente sarò positiva anch'io domani. 

- Io non vado in ospedale.

- Come stai?

- Bale, mi goggiola il naso e ho mal di gola. Eccì ecciù eccià!

Coperto come Peppino e Totò a Milano, prende posizione sulla sua poltrona, indossa le cuffie e si tuffa in una non precisata serie televisiva. Da lì si sposterà solo per recarsi al bagno. Dormirà sulla poltrona #perchénonsisamaichesevadoalettononmisvegliopiù#

- Dammi il termometro! No, questo non funziona! Fa 36,5 e non va su.

- Piero (o Pippe, quando sta iniziando a sfondare il muro della mia sopportazione). La colonnina non si alza, perché non hai febbre.

- Non funziona.

Gli mostro che funziona. Niente! Mi tocca uscire a comprare un altro termometro. La farmacia è a 20 metri da casa. Indosso la mascherina e parto alla ricognizione del Sacro Graal.

Li mortacci: 11 euro di termometro! Come minimo, ti deve venire la febre a 39,6 per giustificare la spesa...

Ancora 36,5.

Nel pomeriggio, mentre cerco di riposarmi, urla dalla sua postazione:

-Ho 36,7. E' febbre?

...

-Ho 36,7. E' febbre?

Mi alzo con fatica, perché già sento qualche vermetto in perlustrazione nel mio corpo.

Mi guarda con angoscia.

Anch'io lo guardo. Si spaventa. Di sicuro, starà pensando di essere arrivato alla fine della sua vita. Quanti rimpianti, quante cose ancora da fare, e già deve lasciare questo mondo crudele...

Lo guardo. Taccio, e lentamente il mio braccio, che avevo tenuto nascosto dietro la schiena, fa intravvedere uno zoccolo, sì il classico, pesante e micidiale zoccolo da infermiera, bello pesante, ma proprio bello pesante.

Me ne torno a letto. Anche il gatto, che mi aveva seguita, lo guarda con sdegno e gli soffia. 

Beh, dai, meglio per lui, ma soprattutto per me.

Passo il sabato a rimpinzarlo di propoli ed affini, gelato, agrumi e brodini vegetali. Dorme, lui, come detto, sulla poltrona; io torno a letto col gatto.

La mattina successiva, il lieto annuncio: l'Anticuoca è positiva.

Lui zitto.

-Piè, ti ho detto che sono positiva.

Lui zitto ancora.

- Piè, ti ricordi nel 2020, 2021, 2022 quando mi minacciavi di tirarmi le coperte se ecc ecc? Da chi pensi che io abbia beccato la bestia?

SILENZIO...

Dopo tre giorni, ha trovato la forza di ammettere di essere stato lui a contagiarmi.

Vabbè, transeat. 

 

 
 
 
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