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Messaggi del 23/05/2020

 

Giornalista venezuelana di RT minacciata da antidiplomatico

Post n°15718 pubblicato il 23 Maggio 2020 da Ladridicinema
 

Giornalista venezuelana di RT minacciata di morte dai mercenari USA assoldati per il golpe in Venezuela. Silenzio in Italia e Occidente
 

«I mercenari sono pagati. Per liberare il mondo dai complici di Maduro come te, farei quel lavoro gratuitamente con grande gioia», questo il testo di un inquietante tweet rivolto dalla compagnia del mercenario Jordan Goudreau ingaggiato per tentare un colpo di Stato in Venezuela contro la giornalista di RT Érika Ortega Sanoja, corrispondente in Venezuela per l’emittente russa. 

SilverCorp ha firmato un contratto da 212 milioni di dollari per realizzare un golpe in Venezuela

 

Proprio questa domenica Goudreau stesso è stato intervistato dalla giornalista venezuelana di opposizione Patricia Poleo, alla quale ha mostrato il contratto firmato con il deputato golpista venezuelano Juan Guaidó, in cui si impegna a rovesciare il governo di Nicolás Maduro, in cambio 212 milioni di dollari.

 

A questo proposito, Erika Ortega ha twittato al riguardo: «Jordan Groudeau o (chiunque gestisca il suo account) era infastidito perché l'ho definito un ‘mercenario’. Dice che mi ucciderebbe gratuitamente. Come si chiamano quelli che ricevono denaro per assassinare un'altra persona? Forse avrei dovuto definirlo un "sicario"?.

 

Supporto alla giornalista 

 

Ortega Sanoja ha ricevuto numerosi tweet di supporto, tra cui quello della vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, che ha scritto: "Il fanatico suprematista che ha guidato l'incursione armata contro il Venezuela, seguendo le istruzioni del governo degli Stati Uniti, sa già cosa succede loro quando sounta la sua testa mercenaria! Sappi, Goudreau, che noi venezuelane ti stiamo aspettando, gratuitamente, ma con profonda passione per la patria». 

 

L'organizzazione non governativa per i diritti umani Sures ha twittato: «La corrispondente di RT Erika Ortega Sanoja è minacciata di morte dalla compagnia @SilvercorpUsa, di proprietà del mercenario Jordan Goudreau. Ha partecipato a operazioni in Iraq e in Afghanistan».

 

La giornalista Helena Villar, anch'essa di RT, ha scritto: «Non la troverete nelle notizie. Né nelle ONG o nelle associazioni dei giornalisti. I professionisti di RT possono essere minacciati nella totale impunità, il resto della professione rimarrà in silenzio mentre si strappano i vestiti per qualsiasi attacco di Trump alla stampa.

 

Agustín Otxotorena ha scritto a Goudreau: «Sei rimasto al riparo, invece di correre rischi con gli idioti che hai inviato al macello per poter ricattare Guaidò. Oltre ad essere un codardo sei un miserabile».

 

Jorge Recio ha scritto in forma satirica: «Oh, si è offeso. Che uomo sensibile, ha un'anima così altruistica».

 

La doppia morale dell’Occidente

 

Ironia della sorte vuole che le gravi minacce contro la giornalista venezuelana di RT arrivino il 3 di maggio. Data in cui ricorre la Giornata mondiale della libertà di stampa, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993. Quindi ci sarebbe aspettati una levata di scudi a livello internazionale a difesa del sacrosanto diritto di Érika Ortega Sanoja a svolgere il proprio lavoro che consiste nel raccontare i fatti e utilizzare i termini più appropriati per descriverli. 

 

Invece nulla. Sulla grave minaccia di morte, fatta apertamente su Twitter, è calato il silenzio più assoluto. Evidentemente Érika Ortega Sanoja paga il fatto di essere una giornalista venezuelana che lavora per l’emittente russa RT. In questi casi i giornalisti occidentali optano per l’autocensura. 

 

L’intera redazione de l’AntiDiplomatico sostiene Érika Ortega Sanoja e le esprime piena solidarietà. Nessuno può permettersi di minacciare di morte una coraggiosa e brava giornalista la cui unica colpa è quella di fare al meglio il proprio lavoro e denunciare i tentativi golpisti compiuti contro il governo Maduro con l’aperto sostegno statunitense.  

Fonte: Alba Ciudad - RT - Twitter
Notizia del: 04/05/2020

 
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Fake news e dintorni...

Post n°15717 pubblicato il 23 Maggio 2020 da Ladridicinema
 

Mosca: "Non possiamo rassegnarci alla riscrittura della storia dopo il messaggio della Casa Bianca che gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno sconfitto il nazismo"

La rappresentante ufficiale del Ministero degli affari esteri russo, Maria Zakhárova, ha affrontato la questione questa sera, nella giornata che segna il 75° anniversario del Giorno della Vittoria dell'URSS sulla Germania nazista.

La portavoce del Ministero degli affari esteri russo, Maria Zakhárova, questa sera, nella giornata che  segna il 75° anniversario del Giorno della Vittoria dell'URSS sulla Germania nazista nella Grande Guerra Patriottica, ha condannato ripetuti tentativi di riscrivere la storia della seconda guerra mondiale con l' obiettivo di sminuire il ruolo dell'URSS nella sconfitta del regime nazista di Adolf Hitler.

 
"Oggi" nella posta"[in occasione del Giorno della Vittoria] molti hanno ricevuto uno screenshot del tweet della Casa Bianca con il seguente contenuto:" L'8 maggio 1945, gli Stati Uniti e il Regno Unito ottennero la vittoria sui nazisti! Lo spirito degli Stati Uniti vincerà sempre. Alla fine, è quello che succede. "Esatto, parola per parola", ha scritto la portavoce sul suo account Facebook.
 
 
In questo senso, Zakhárova ha indicato che "si ha l'impressione che questo approccio sia progettato per neutralizzare l'effetto della dichiarazione congiunta del presidente della Russia,  Vladimir Putin , e del suo omologo americano, Donald Trump , adottato il 25 aprile in occasione del 75° anniversario della storica riunione delle truppe sovietiche e statunitensi su un ponte sul fiume Elba (Germania), in cui "hanno sottolineato il ruolo di molti paesi e popoli, il sacrificio di milioni di soldati e civili nella lotta contro il regime nazista".
 
"In questa dichiarazione russo-americana, è stato celebrato" Lo spirito dell'Elba "e nella Casa Bianca twittano solo lo [spirito] americano. La dichiarazione russo-americana parla di un esempio di unificazione degli Stati, nonostante delle contraddizioni e nel tweet della Casa Bianca sono stati esclusi tutti i popoli vittoriosi tranne due ", ha denunciato Zakhárova.
 
Chiamatelo come vi piace: falsificazione, beffa del buon senso, riscrittura della storia, ma quando un tale commento viene fatto dalle autorità di un paese che si definisce "il leader del mondo libero" e "il difensore della democrazia "Oltre a un implacabile combattente contro la contraffazione, non possiamo rassegnarci a questo" , ha concluso il portavoce.
 
Oggi, la Casa Bianca è stata oggetto di una valanga di critiche sulla rete, dopo che ha attribuito la vittoria sulla Germania nazista solo a "USA e Regno Unito", senza menzionare nemmeno l'Unione Sovietica, il paese che ha avuto il ruolo principale nella sconfitta del nazismo nella seconda guerra mondiale.
 
Né nei tweet di follow-up né nel video stesso c'è una sola menzione dell'URSS, che ha  avuto un ruolo centrale  nel trionfo sulla Germania nazista. Solo la sanguinosa  battaglia di Stalingrado , combattuta dal 17 luglio 1942 al 2 febbraio 1943, è considerata una  svolta nella lotta contro il fascismo nel continente.
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Io, Giorgio

Post n°15716 pubblicato il 23 Maggio 2020 da Ladridicinema
 
Tag: libri, news

Io, Giorgio (Italiano) Copertina flessibile – 12 maggio 2020

 
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Fake news e dintorni...

Post n°15715 pubblicato il 23 Maggio 2020 da Ladridicinema
 

da sputnik 10/05

La reazione di Mosca arriva dopo che la Casa Bianca ha pubblicato un post su Twitter, in cui si sostiene che "l'America e il Regno Unito hanno ottenuto la vittoria sui nazisti", senza menzionare l'Unione Sovietica e il suo contributo determinante per la sconfitta di Hitler.

Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato di voler "avere una conversazione seria" con i funzionari statunitensi dopo gli auguri "scandalosi" di Washington per la fine della Seconda Guerra Mondiale.

"Suscitano indignazione i tentativi di distorcere i risultati della sconfitta del nazismo e il contributo decisivo del nostro Paese, che non si fermano a Washington nemmeno nella giorno della solenne celebrazione generale del 75° anniversario della Vittoria, sono estremamente indignati", ha osservato il ministero degli Esteri russo.

"Non possiamo ignorare il commento pubblicato sulle pagine social della Casa Bianca in cui la vittoria sulla Germania hitleriana è attribuita esclusivamente "all'America e al Regno Unito". I funzionari americani non hanno avuto il coraggio e il desiderio di rendere omaggio al ruolo innegabile e ai colossali e sproporzionati sacrifici compiuti dall'Armata Rossa e dal popolo sovietico in nome di tutta l'umanità. Le dichiarazioni dei funzionari statunitensi sono estremamente di cattivo gusto", ha aggiunto il dicastero diplomatico russo.

 

I diplomatici russi hanno esortato gli Stati Uniti a non provare a riscrivere la storia, ma a commemorare il contributo dell'Unione Sovietica, a prescindere dalle divergenze politiche e geopolitiche che Washington ha con la Russia.

In precedenza sulle pagine social della Casa Bianca erano stati pubblicati post in cui si ricordava che gli Stati Uniti e il Regno Unito erano i Paesi che avevano sconfitto la Germania nazista, mentre l'Unione Sovietica non veniva menzionata.

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Il terzo convoglio con l'equipaggiamento militare del Ministero della Difesa della Federazione Russa, che ha aiutato l'Italia nella lotta contro il coronavirus, si è recatoall'aeroporto di Verona, riferisce il Ministero della Difesa russo.

"Il terzo convoglio con personale militare e attrezzature speciali del distaccamento combinato del Ministero della Difesa della Russia, che ha svolto compiti per aiutare la Repubblica italiana nella lotta contro la diffusione dell'infezione da coronavirus, ha dato inizio alla marcia dal centro di spiegamento temporaneo di Bergamo all'aeroporto di Villafranca di Verona", afferma la nota messaggio.

Si osserva che un aereo da carico militare Il-76 delle forze aerospaziali russe porterà in Russia personale e attrezzature. Il 10 maggio si prevede di effettuare due voli e consegnare in Russia 14 militari e 4 unità di equipaggiamento militare speciale.

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Gli aiuti russi 

Gli esperti militari russi si trovano in Italia su esplicita richiesta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per fornire assistenza e supporto nel liquidare le conseguenze dell'epidemia di COVID-19. Le autorità italiane hanno deciso di sfruttare l'assistenza russa in Lombardia, la regione con più casi d'infezione da coronavirus nel Paese.

Dal 22 marzo, 15 velivoli delle forze aerospaziali russe sono arrivati in Italia con virologi militari ed esperti del Ministero della Difesa nel campo dell'epidemiologia. Hanno portato otto squadre mediche e infermieristiche  per combattere il coronavirus, nonché attrezzature per la diagnostica e le misure di disinfezione.

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Per La Stampa la Cina non ha diritto di parola
da antidiplomatico
 
C’è da rimanere basiti dal livello raggiunto dai giornali Fiat che intendono gestire monopolisticamente le informazioni da filtrare al popolo italiano. Se su Repubblica di Molinari ci siamo espressi ieri, oggi ci concentriamo sui lucidi deliri di Paolo Mastrolilli, inviato de La Stampa a New York.
 

Citando le solite fonti anonime del Dipartimento di Stato Usa, Mastrolilli in un articolo dal titolo "America accusa Russia e Cina: 'False notizie in Italia sul virus" in  estrema sintesi ci dice come dagli Stati Uniti sono molto preoccupati che qui da noi quelli che prima erano bot solo russi ora si sono messi a fare "disinformazione" a favore della Cina. Insomma sono diventanti bot sino-russi con algoritmi bilingue.
 

Interessante affrontare tutte le singole questioni aperte dai lucidi deliri complottisti del Mastrolilli perché ci danno la portata del momento storico e i pericoli drammatici che incorrono in Italia per la libera informazione.
 

Scrive il Mastrolilli citando la fonte anonima che a questo punto è di diritto il principale Ghost Writer del giornale ora diretto da Giannini: "Questa denuncia viene dal dipartimento di stato americano, che ha raccolto le prove di un'alleanza tra Pechino e Mosca per lanciare una campagna di disinformazione nel nostro paese basata sulla risposta all'epidemia di coronavirus".
 

Visto che, come sempre in passato e come viene confermato anche nel caso della pandemia per Covid, le fake news provengono dall’amministrazione nord-americana – con Trump e Pompeo ridicolizzati dalla stessa comunità scientifica del loro paese – e che giornali come La Stampa continuano a fare il solito copia e incolla rendendo virali le bufale made in Usa, siamo rimasti travolti dalla curiosità di leggere il resto dell’articolo.
 

E dalla lettura si scopre che le informazioni sugli algoritmi bilingue dei bot sino-russi provengono dal cosiddetto Global Engagement Center che, riporta il Mastrolilli, nato per contrastare l'Isis si è spostato a monitorare la "propaganda russa". Del resto, gli esperti del centro si devono essere accorti molto presto che i terroristi che hanno distrutto la Siria venivano direttamente fiancheggiati dal loro governo. Da chi, come dichiarato da Bolton apertamente, aspirava in chiave anti Iran proprio ad uno "stato sunnita" cuscinetto tra Iraq e Siria come quello creato dall'Isis e da chi come Hillary Clinton, attraverso le email pubblicate da Wikileaks, tifava apertamente per loro.
 

E allora niente più Isis ma Russia.

 
Ma andiamo avanti nella lettura. Quindi, secondo Mastrolilli, che cita una fonte anonima del dipartimento di stato che si rifà al lavoro di questo Global Engagement Center: "In Italia abbiamo visto account di social media legati che amplificano la narrativa pro-cinese". E prestate attenzione a questo momento perché è un vero capitolo di anti-giornalismo: Mastrolilli, che cita fonti anonime del ministero degli stati statunitensi lo ripetiamo, spiega così il danno che si sta producendo all’informazione in Italia: "Ad esempio rilanciando i tweet del ministero degli esteri cinesi e del Global Times".


Straordinario. Una fonte anonima del ministero degli esteri Usa considera disinformazione una presa di posizione del ministero degli esteri cinese e per il Matrolilli è una notizia su cui fondare un intero articolo complottista.
 

Ma è solo avvicinandosi al finale che raggiungiamo il meglio. "La Stampa ha chiesto al Dipartimento di Stato di approfondire i dettagli di questa campagna congiunta e un'autorevole fonte ci ha risposto così: 'Diffondere la disinformazione sul Covid 19 segue una nota tattica russa di capitalizzare sull'incertezza che la paura della pandemia genera. La narrativa cinese più comune, rilanciata da Mosca, riguarda gli aiuti forniti dall'Italia e la pretesa che Pechino sia il principale alleato di Roma contro il Covid. Il Gec ha analizzato i tweet provenienti da 18 account legati alla Russia [...] le narrative comuni degli account filo russi promuovono le critiche agli Stati Uniti e alla Nato per non aver fatto abbastanza in aiuto all'Italia"


Quindi una seconda fonte (o sempre la stessa con più ruoli?) praticamente è preoccupata da quelle che sono notizie vere inconfutabili che riguardano il supporto immediato e incondizionato di Russia e Cine nel momento del bisogno, mentre l'unico "aiuto" della Nato è stato quello al Lussemburgo con un ospedale di campo che invece che in Lombardia da Taranto è stato portato nel paradiso fiscale dell'Unione Europea nell'indignazione furibonda del sindaco Pd della città pugliese. Ma qui veniamo al senso dell'articolo che dagli Usa hanno fatto trascrivere a Mastrolilli tramite la solita "fonte": da Washington e a ragione hanno timore sempre maggiore e fondato che gli italiani non credano più alle menzogne diffuse da la Stampa e devono portare il livello dello scontro ad una guerra ideologica totale. Ed è per questo forse che il Mastrolilli chiosa quasi con furia: "alcuni account twittano queste falsità oltre cento volte al giorno".
 

Non sappiamo se il Gec stia monitorando l’Antidiplomatico direttamente. Il Global Times e il ministero degli esteri cinese erano, sono e resteranno per il nostro giornale fonti di notizie da diffondere al pubblico italiano, direttamente da Twitter e dai canali ufficiali e non citando vere o presunte fonti anonime per veicolare messaggi come nel caso di Mastrolilli per gli Usa. Se per La Stampa la Cina non ha diritto di parola è riprovevole. Se per censurare la versione di paesi che non si allineano alla versione imposta da Washington si usano fonti anonime del ministero degli esteri che ha diffuso le fake news più gravi degli ultimi trent’anni è semplicemente squallido.


La Redazione

 
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Tutte le fake news di Mentana sul MES da antidiplomatico

Post n°15714 pubblicato il 23 Maggio 2020 da Ladridicinema
 

Tutte le fake news di Mentana sul MES
 

di Thomas Fazi 



Sta facendo molto discutere un post di Enrico Mentana* in cui il giornalista si chiede, a proposito del famigerato Meccanismo europeo di stabilità (MES), «perché si dovrebbe rinunciare a un prestito decennale senza condizioni a interesse 0,1% per un valore di 37 miliardi, nel momento di maggiore necessità di finanziamenti per il nostro paese»?

Insomma, dice Mentana, perché dovremmo prendere a prestito soldi dai mercati, a tassi decisamente più onerosi, se possiamo prenderli in prestito dal MES a un tasso praticamente pari allo zero, per di più "senza condizionalità"? Detta così sembrerebbe avere un senso. In verità, vi sarebbero ottime ragioni per opporsi al MES anche se il prestito fosse così conveniente, a partire dal fatto che il MES "senza condizionalità" non esiste*. Peccato, però, che la storia del tasso annuo dello 0,1% – così come quella del MES "senza condizionalità" – sia una colossale bufala.


Lo 0,1%, infatti, è il cosiddetto "tasso marginale", che però – come si può leggere sul sito del MES – va sommato, oltre a tutta una serie di altri costi operativi, al "tasso base", cioè a quello che paga il MES per reperire sui mercati i soldi che a sua volta ripresterà (con una piccola cresta, ça va sans dire) agli Stati. Sommando questi vari costi si ottiene il tasso finale effettivo che andranno a pagare gli Stati. Come riportato sempre sul sito del MES*, questo ad oggi ammonta ad una media dello 0,76% – poco meno dell’1% insomma. Una bella differenza! Certo, questo tasso, che riguarda i titoli emessi dal MES a partire dal 2012, potrebbe anche scendere (così come potrebbe salire), giacché dipende dall'andamento del mercato, ma ciò non toglie che chiunque abbia affermato che 0,1% è il tasso finale applicato agli Stati l'ha sparata grossa. La verità è che, ad oggi, non sappiamo quale sarà il tasso finale applicato dal MES. E questo imporrebbe quantomeno una certa cautela.

Soprattutto se consideriamo che i BTP a breve a scadenza (da tre mesi a tre anni) hanno tutti un rendimento più basso di quello attualmente offerto dal MES: un BTP a tre anni "costa" lo 0,5%, un BTP a un anno lo 0,1%, mentre i titoli a sei mesi hanno addirittura un rendimento negativo! Da gennaio a fine aprile, infatti, l’Italia ha piazzato titoli a breve scadenza per un totale di quasi 70 miliardi ad un tasso di interesse medio annuo negativo: -0,03%!

Se invece prendiamo i titoli a più lunga durata (5-10 anni, la durata massima di un prestito del MES), i tassi di interesse risultano un po’ più alti di quelli attualmente offerti dal MES: tra l’1,3 e l’1,6%. Ma in questo caso, seguendo la logica di Mentana, bisognerebbe innanzitutto chiedere alla BCE perché abbia permesso ai tassi di salire in un momento di emergenza come questo – i tassi sui BTP a 10 anni sono letteralmente raddoppiati rispetto al periodo pre-pandemia –, quando quello che dovrebbe fare una banca centrale in tempo di crisi – e che infatti hanno fatto e stanno facendo tutte le altre banche centrali – è l’opposto: far scendere i tassi di interesse per facilitare le necessità di finanziamento dei governi.

Curioso che Mentana e gli altri – che adesso vorrebbero farci credere che indebitarci sul mercato piuttosto che col MES rappresenterebbe il più colossale sperpero di soldi della storia (parliamo di un costo aggiuntivo, in termini di spesa per interessi, di uno o due miliardi) – non abbiano avuto nulla da ridire su questo aumento dei tassi, che alla fine ci costerà molto di più rispetto a quello che potremmo risparmiare col MES, visto che parliamo di cifre infinitamente più grandi dei 36 miliardi del MES.

Ciò detto, c’è un altro punto da tenere in considerazione: è vero che (per colpa della paradossale architettura dell’euro) sui BTP paghiamo tassi di interesse un po’ più alti di quelli offerti dal MES. Ma una parte significativa di quegli interessi andrà ad investitori italiani e dunque rimarrà nel paese, mentre nel caso del MES verrebbero versati per intero al fondo lussemburghese. Se prendiamo l’ultima emissione di BTP Italia, infatti, vediamo che dei 23 miliardi raccolti – due terzi del massimale di un ipotetico ricorso al MES –, la quasi totalità dei 14 miliardi acquistati dagli investitori individuali e il 51,9% della parte istituzionale sono stati sottoscritti da investitori domestici. Inoltre, è lecito aspettarsi che una parte dei titoli sottoscritti dagli investitori esteri verrà acquistata della BCE, che a sua volta rigirerà una parte degli interessi all’Italia.

E comunque, anche se la spesa per interessi dei BTP finisse tutta all’estero, il gioco varrebbe comunque la candela, visto che sono soldi che possiamo decidere in autonomia come spendere e che non comportano vincoli di destinazione, condizionalità o sorveglianze. Ciò detto, in prospettiva l’Italia non ha altra scelta che affidarsi ai BTP: quest’anno il paese avrà un fabbisogno aggiuntivo di 100-150 miliardi, per un totale di circa 500-550 miliardi di emissioni di debito. Ora, lo capisce anche Mentana che coi 36 miliardi del MES non andiamo molto lontano.
Certo, data l’architettura dell’euro e in particolare l’assenza di una banca centrale che faccia da prestatrice di ultima istanza e il fatto che l’Italia si indebita in quella che di fatto una valuta "estera", anche affidarsi ai mercati per le proprie esigenze di finanziamento presenta dei rischi, giacché vuol dire rimettersi, in ultima analisi, alla mercé e alla "buona volontà" della BCE, che, come abbiamo visto in passato, non si fa scrupoli ad usare il proprio potere di emissione monetaria per ricattare interi paesi. Per questo riteniamo che sia assolutamente fondamentale per l’Italia riappropriarsi della propria sovranità monetaria.

Ma, nelle condizioni date, indebitarsi sui mercati è indubbiamente meglio che indebitarsi col MES. D’altronde se gli altri paesi europei hanno tutti dichiarato di non voler fare uso del MES un motivo ci sarà. O forse è solo che non leggono Mentana…

[*https://www.facebook.com/enricomentanaLa7/posts/10157724169332545http://temi.repubblica.it/micromega-online/ue-appello-di-101-economisti-al-governo-non-firmate-quell-accordo/; *https://www.lafionda.org/2020/04/05/la-truffa-del-mes-senza-condizionalita/https://www.esm.europa.eu/content/europe-response-corona-crisis?fbclid=IwAR2Z9o72AwjFURIrLegvrK-CatQLywh8yXVNXYDMhxFvFi2ByYW5TScoLig; *https://www.esm.europa.eu/lending-rates]

 
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