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Informazione e spiacevoli dimenticanze

Post n°5 pubblicato il 19 Novembre 2007 da LaBruja70

Durante la settimana appena trascorsa, ho assistito ad un comportamento da parte dei media, che mi ha fatto molto riflettere.

Li ho visti “sbraitare”, quando era il caso di tacere. E li ho visti tacere, quando era il caso di sbraitare.

Insomma, qual è la funzione dei media?

Come ci possiamo aspettare il rispetto delle forze dell’ordine da parte dei cittadini, quando l’intero paese, politicanti compresi, si dimenticano di ricordarli?

Senza alcun riferimento politico, voglio concludere ricordarando che, mentre ad altri  sono stati dati svariati riconoscimenti, a questi caduti, che sono morti servendo lo Stato, non è nemmeno stata riconosciuta la medaglia d’oro al valore militare.

Cosa ne pensate?

Da Porta a porta, a Matrix, ad Annozero. Ogni sera ho visto parlare e riparlare dell’odioso omicidio di Perugia, con i vari Mentana e Vespa travestiti da Gil Grissom di CSI, mentre vagliavano gli indizi, l’impronta, la macchia di sangue e l’impronta della scarpa. Travestiti da principe del foro mentre discutevano gli atti. Travestiti da Freud mentre analizzavano le personalità delle persone coinvolte ed i blog dei presunti colpevoli.

Poi li ho visti analizzare, nello stesso modo, i fatti di domenica. E giù teoremi psicologici, sociologici, ecc.

Ho visto infine Santoro, scegliere di ignorare il buonsenso.

In una settimana funestata dagli eventi di domenica scorsa, l’uccisione di un ragazzo, che era un tifoso, ma poteva essere una persona qualsiasi che si recava a trovare la sua ragazza in un’altra città, poteva essere una famiglia che attraversava per una sfortunata coincidenza quel punto esatto dell’autostrada in quel momento, poteva essere uno qualunque tra quelli che stanno leggendo.

Un poliziotto vede qualcosa che non va, impugna l’arma, punta e spara. E spezza una vita, distrugge una famiglia, distrugge anche la sua vita e quella della sua di famiglia, dal momento che spero che il suo gesto irresponsabile e criminale, abbia ripercussioni fortissime.

Tutto questo serve un’occasione d’oro a centinaia di DELINQUENTI per dare inizio ad una caccia al poliziotto in piena regola. La aspettavano dal 2 febbraio del 2007, giorno in cui, uno di loro, un delinquente che nulla ha a che vedere con il tifo, uccide Filippo Raciti, Ispettore Capo della Polizia di Stato, all’esterno dello stadio di Catania.

E quell’occasione è arrivata ed è arrivata grazie alla totale mancanza di onestà e di buonsenso dei nostri organi di informazione, grazie al nostro ministro degli interni Amato, grazie all’atteggiamento omertoso dei vertici della Polizia, che sono colpevoli non solo di aver cercato di coprire la cosa e di non aver subito detto in modo chiaro quello che era in realtà successo, cercando di far apparire Gabriele Sandri un teppista, ma soprattutto di aver legato questo tragico episodio al calcio. Basti pensare che, ancora alle 18,21 di domenica scorsa, Amato rilasciava questa dichiarazione "Le responsabilità saranno accertate senza reticenze. Ancora una volta, però, un giovane è morto in circostanze legate alla violenza che ruota intorno al calcio".

Questo ha dato modo ai teppisti abituali che si spacciano e vengono spacciati per tifosi, di dar luogo ad una rivolta in piena regola nei confronti della Polizia di Stato, con assalti alle Questure, alle caserme, distruzione e devastazione di macchine, della sede del Coni, di disordini a Bergamo dove una cinquantina di idioti è stata in grado di fermare una partita.

Ma da dove arriva tutto quest’odio? Cosa spinge dei giovani ad urlare e scrivere a caratteri cubitali, 10 100 1000 Raciti? Qualsiasi cosa, anche gravissima come l’omicidio di Gabriele, giustifica reazioni di queto tipo? Io dico di no.

Sempre durante questa settimana di ordinaria follia, nemmeno tanto rara nel nostro BelPaese, Annozero decide di buttare benzina sul fuoco e proporre, giovedì sera, un’intera puntata sul G8 di Genova. Ora, sia ben chiaro, non contesto il contenuto della puntata, né contesto la ricerca della verità sui fatti accaduti, tanto meno contesto che vengano inflitte pene esemplari a tutti quelli che hanno sbagliato, agenti in divisa ma anche, permettetemelo, civili che si sono divertiti a mettere Genova in uno stato di guerriglia vera e propria.

Quello che contesto è la scelta del momento.

In un momento in cui l’odio nei confronti di chi indossa una divisa è a livelli altissimi e preoccupanti, mandare in onda quello che ho visto giovedì sera è, a mio parere, fomentare l’odio, dire ai delinquenti di domenica che in fondo hanno ragione loro, perché Polizia e Carabinieri sono il nemico numero uno. E Santoro è troppo intelligente per non rendersene conto.

Concludo dicendo che, in mezzo tutto questo sbraitare, spesso a sproposito, ho trovato scandaloso il silenzio assordante dei media, tutti, relativamente ad un anniversario che cadeva proprio durante questa assurda settimana di odio nei confronti della divisa. Il giorno 12 novembre ricorreva l’anniversario della strage di Nassirya, peccato nessuno si sia ricordato di spendere una parola a tale proposito.

Lo faccio io qui, per quanto poco possa valere.

Siamo a Nassirya, città a sud dell’Iraq. Il giorno 12 novembre 2003, alle ore 10,40 ora locale (8,40 in Italia), 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili, oltre a 9 iracheni, vengono fatti saltare in aria nella base militare italiana, si tratta di un attentato kamikaze.

Si chiamavano:

Marco Beci

Massimiliano Bruno

Domenico Intravaia

Ivan Ghitti

Alessandro Carrisi

Giovanni Cavallaro

Andrea Filippa

Giuseppe Coletta

Silvio Olla

Emanuele Ferraro

Daniele Ghione

Massimo Ficucello

Filippo Merlino

Alfonso Trincone

Orazio Majorana

Alfio Ragazzi

Enzo Fregosi

Stefano Rolla

Pietro Pietrucci

 

 

Come ci possiamo aspettare il rispetto delle forze dell’ordine da parte dei cittadini, quando l’intero paese, politicanti compresi, si dimenticano di ricordarli?

Senza alcun riferimento politico, voglio concludere ricordando che, mentre ad altri  sono stati dati svariati riconoscimenti, a questi caduti, che sono morti servendo lo Stato, non è nemmeno stata riconosciuta la medaglia d’oro al valore militare.

Cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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