Creato da falco58dgl il 26/09/2005

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Blog di narrativa, suggestioni di viaggio, percorsi interiori, sguardi sul mondo.

 

Kobane, Siria

Post n°491 pubblicato il 11 Novembre 2014 da falco58dgl
 

 

kobane

                                   (donne curde dell'YPG in armi)

A Kobane, una cittadina marginale nel nord della Siria, al confine con la Turchia, si stanno decidendo le sorti di una guerra che vede contrapposti migliaia di combattenti jihadisti dell'Isis, pesantemente armati, alle milizie curde (forse duemila uomini) che resistono da  quasi due mesi  ai colpi di mortaio, alle autobombe, ai proiettili di grosso calibro sparati da carri armati.L'eroismo dei difensori di Kobane ha avuto un alto prezzo: più di 350 miliziani curdi sono stati ammazzati, decapitati, crocifissi. Ma anche l'Isis ha sofferto pesanti perdite, si calcola più di 600 uomini.

L'arrivo dei Peshmerga iracheni e, in misura minore, i bombardamenti aerei della coalizione occidentale, ha segnato un punto di svolta. Le milizie curde stanno, un po' per volta, riprendendo possesso dei quartieri della città che erano stati conquistati dall'Isis, che mira a controllare tutta la fascia nord della Siria e a saldarla al nord e all'ovest dell'Irak per costituire l'embrione di un califfato che dovrebbe spaziare dal Senegal al Pakistan.

La Turchia gioca un ruolo ambiguo, di sostanziale collusione con i tagliagole dell'Isis. Sembrano più preoccupati di arginare le rivendicazioni dei curdi che di combattere un'organizzazione fanatica che unisce grandi disponibilità economiche a un'ideologia di terrore e sterminio.

All'interno di questo scenario si consumano vecchie rivalità e antichi conflitti tra Iran e Arabia Saudita, tra Siria e Turchia, tra sunniti e sciiti.

I curdi appaiono come l'unica opzione democratica e "laica" dentro un coarcervo di lotte tribali, religiose, jihadisti fanatici e monarchie assolute di stampo oscurantistista e teocratico.

A loro, per quel che vale, la mia solidarietà.

                           (i peshmerga iracheni entrano a Kobane)

pesh

bombar

                                        (bombardamenti su Kobane)

 
 
 

Trinacria

Post n°490 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da falco58dgl
 

Per un paio di giorni, mi ritroverò sulla sponda sud del mar Tirreno. Un convegno su "adolescenti, esordi psicotici  e dipendenze" organizzato dalla federazione degli operatori dei Ser.t a Palermo. Non torno in quella splendida città da un tempo infinito (34 anni) e sono veramente contento di poterla rivisitare. Il clima è caldo (26-27 gradi) e il convegno si svolge praticamente in riva al mare. Un saluto a tutti gli amici e le amiche della community.

 

pa

 
 
 

Wageningen

Post n°489 pubblicato il 20 Settembre 2014 da falco58dgl
 

Wage

Wageningen è una cittadina olandese di piccole dimensioni (40.000 abitanti), a un'ottantina di km a sud di Amsterdam. Un luogo tranquillo, sede di un'università eccellente, la migliore di Olanda e una delle migliori di Europa, focalizzata sul tema delle scienze  ambientali, forestali e delle tecnologie alimentari. Il campus è ampio, arioso, pieno di risorse accademiche di prim'ordine (un corpo docente di livello internazionale, una didattica centrata sulla ricerca è l'interattività, imponenti dotazioni tecnologiche, grandi spazi per lo studio e l'aggregazione). In questo luogo mio figlio sta frequentando un master in "scienze forestali e ambientali", insieme a studenti di altri cento paesi. E' molto contento, studia tanto e copre le distanze tra il campus e la sua residenza con una robusta bici che ha comprato appena arrivato nei Paesi Bassi. Siamo felici che stia seguendo un suo progetto con tenacia e con entusiasmo. Probabilmente ci vedremo per le vacanze di Natale, abbiamo in mente di passare qualche giorno tra Amsterdam e Bruges.

Ormai, per trovare dei percorsi professionali stimolanti, occorre andare all'estero e giocare la propria partita utilizzando come campo il mondo intero. E' la scelta che feci ormai più di 30 anni fa quando decisi di andare in Messico per trovare nuovi orizzonti di vita e di lavoro.

A David l'augurio di realizzare i propri desideri, il proprio progetto di vita con pienezza e con soddisfazione.

serra

 
 
 

16 giorni di bellezza

Post n°488 pubblicato il 15 Agosto 2014 da falco58dgl

In Grecia siamo stati benissimo, 15 giorni di mare, sole, spiagge remote, feste patronali in cui si ballava collettivamente e veniva fornito cibo gratuito a chiunque partecipasse, tramonti che si impadronivano delle baie di Livadia e di Symi visti dalla terrazza della nostra abitazione, quel sentimento di pace e bellezza che, un po' per volta, ci ha pervaso e ha portato via le tensioni accumulate durante l'anno, il ritrovarsi in ristorantini in riva al mare con un senso di pienezza che bastava a se stesso.

E' un peccato che un paese così affascinante e colmo di gente ospitale sia stato massacrato dalle ricette dell'austerity europea, anche se il Dodecanneso, grazie ai flussi turistici consistenti, è riuscito a preservare un suo equilibrio e non abbiamo notato segni di povertà o di disgregazione.

Ecco qualche immagine del viaggio. Sono foto tratte dal web, le nostre sono troppo pesanti (circa 6 mega per ogni scatto) e sono visionabili comunque su facebook.

(la baia di Livadia vista dall'alto)

baia

sea

(questo era quello che si vedeva dalla terrazza della nostra abitazione. L'immagine rende solo parzialmente la bellezza della baia di Livadia)

eristos

(spiaggia di eristos)

symi

(parziale del porto di Symi)

pedi

(baia di Pedi vista dal nostro hotel)

 
 
 

Tilos

Post n°487 pubblicato il 20 Luglio 2014 da falco58dgl

Anche quest'anno è arrivato il periodo di quella sospensione dei doveri quotidiani conosciuto col termine di "vacanza". La scelta  è caduta sull'isola di Tilos, non lontano da Rodi, là dove la Turchia sembra voler allungarsi e lambire le terre del Dodecanneso. E' un luogo tranquillo, con flussi turistici ragionevoli, dove si può discorrere con il mare e il cielo senza chiasso, senza fretta, senza ansie. Agli amici e alle amiche della community un arrivederci tra qualche settimana...

magalo

 

tilos

 
 
 

mimetizzato tra le rocce...

Post n°486 pubblicato il 06 Giugno 2014 da falco58dgl

Un pinguino "mini" cerca riparo in una spiaggia rocciosa vicino Melbourne

Foto: Scatti dall'Australia... minipinguini su spiaggia rocciosa...

 
 
 

a spasso per la campagna...

Post n°485 pubblicato il 06 Giugno 2014 da falco58dgl

Non lontano da Melbourne...

Foto: scatti dall'Australia...

 
 
 

skyline di melbourne...

Post n°484 pubblicato il 06 Giugno 2014 da falco58dgl

un'immagine della capitale dello stato di Victoria all'imbrunire...

Foto: Scatti da Melbourne. Vista dall'appartamento affittato da David...

 
 
 

Immagini dal nuovo mondo...

Post n°483 pubblicato il 06 Giugno 2014 da falco58dgl
Foto di falco58dgl

Mio figlio è da qualche mese in Australia, per realizzare un'esperienza di vita

e di lavoro. Questi sono alcuni dei suoi scatti...

 

                           (sunshine coast, queensland, all'alba)

Foto di falco58dgl

 
 
 

Ciutat Vella

Post n°482 pubblicato il 20 Aprile 2014 da falco58dgl

barcellona

 

La prima volta fu nel 1974. In quell'epoca, la Spagna era ancora dominata da Franco e dai suoi accoliti, le strade a sud di Valencia erano dissestate e piene di buche ed era rischioso parlare di politica con persone sconosciute. L'autostop era praticato da pochissimi e, sul tratto che collega Barcellona ad Alicante, mi occorsero due giorni per completare una distanza poco superiore ai 500 chilometri. La capitale catalana mi parve bella, ma polverosa e remota. Sembrava un avamposto di un regno periferico, quasi una "fortezza Bastiani" adagiata sulle rive del mediterraneo.

Vi tornai nel '78 e la città era tapezzata a festa. Nei paesi vicini e in tutto il territorio di Euskadi si celebrava la caduta del regime con balli e canti collettivi che si protraevano fino al mattino, in un'effervescenza frenetica che mescolava il desiderio di recuperare il tempo perduto, bar pieni di clienti festanti, bicchieri di calimocho (una terribile mistura di vino rosso e coca cola), ritmi andalusi, celtici e tropicali e il toro che faceva la sua comparsa nella piazza stracolma alle otto del mattino.

Nell'89, il paese era lanciato come un siluro verso la modernità. Sulle orme di Hemingway, lasciammo una Parigi percorsa da folle oceaniche (si festeggiava il bicentenario della rivoluzione) e approdammo a San Sebastian e a un piccolo villaggio nel cuore dei paesi Baschi, Motrico, proprio nel giorno della festa patronale  che trasformò per diversi giorni un paese   di 5.000 abitanti in un palcoscenico di tensioni desideranti e comunione collettiva.

Nell 1992, Barcellona era diventata una delle metropoli più eleganti d'Europa, le Olimpiadi avevano lasciato un quartiere nuovo di zecca, la teleferica (rinnovata) verso Montjuic, dalla cui sommità si coglie gran parte della città e una vasta porzione di mre  e una miriade di locali che assediavano le Ramblas. Mi piaceva perdermi nelle piazzette del Barrio Gotico, entrare nelle chiese ricche di ornamenti, pramenti, immagini sacre in pose enfatiche o ieratiche, camminare senza meta tra Diagonal, Placa de Catalunya e il Port Vell, il porto vecchio dedicato a Colombo.

Dopo più di 20 anni torniamo nella capitale catalana. Senza aspettative eccessive, consapevoli che la globalizzazione ha amalgamato anche paesi molto diversi tra di loro, ma con la speranza di ritrovare scorci, angoli, prospettive, qualche frammento di bellezza disseminato tra gli edifici liberty di Gaudì, i monumenti gotici del centro, le architetture composite del barrio chino.

Un saluto affettuoso a tutti/e voi, a presto.

W

 

 

 
 
 
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(in seguito a uno spiacevole episodio
avvenuto su un blog della community)

 

LA RECENSIONE

usumacinta

DIECIMILA E CENTO GIORNI
Storie di uomini tra Italia e America Latina
di MARIA PIA ROMANO

Un tuffo che ha il colore del giallo ocra e del verde intenso, di mandorle amare, schizzi di sudore e deliri di lacrime. Di Italia ed America Latina, di viaggi e di fughe, di ritorni e di allontanamenti. Di esaltazione di popoli, di passioni e grida senza voce nella notte. Del blu e dell'azzurro di cielo e mare. Gli stessi che guardano fluire i giorni, i diecimila e cento giorni, mentre la brezza marina scuote il pino le cui radici restano annodate alla terra. All'amore, alla ricerca costante che dà un senso alle cose, alla vita che è fatta di scenari che cambiano, di sogni di libertà da
condividere con i compagni, di ansie e sconforti segreti, che si affondano nel dolore della bulimia, ingurgitando per rabbia e insoddisfazione cibi di cui non si riesce a percepire il sapore. Emersione, immersione, navigazione, approdo: in quattro sezioni si snoda avvincente la narrazione, che racchiude un arco di trentaquattro anni, dal 1970 al 2004.

E' uno di quei libri che si vorrebbe non finissero mai i "Diecimila e cento giorni" di Claudio Martini, edito da Besa. Ti capita tra le mani e lo leggi d'un fiato, perdendoti in quei nomi che diventano subito uomini e tu li ascolti e li vedi soffrire, gioire, respirare, far l'amore. Destini che s'incrociano e si salvano a vicenda, in un costrutto narrativo di suprema bellezza.

Ci sono immagini che s'imprimono nitide e vere nella mente, mentre insegui il tuo cuore rapito dalle storie. Storie di uomini. Storie che vengono fuori in una sorta di "stream of consciousness", in cui più che la cronologia conta il tempo interiore, che ti porta direttamente dentro le porte delle loro case e ti dischiude l'universo dell'anima. Fotogrammi sospesi tra un'Italia che si chiude dietro un perbenismo di facciata e cela solo irriguardose marginalità ed un'America Latina che grida la sua libertà con fierezza sconcertante, mentre è ancora oppressa da un macigno sul cuore che non la fa respirare.

Lo psicologo di origini tarantine, che ha una lunga esperienza di lavoro all'estero, proprio in America Latina, scrive di Perù, Nicaragua, Messico, Kosovo, Italia con la penna guizzante di una grande intelligenza che, come lama, squarcia la cortina dell'indifferenza dei tanti.

 

 
 

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