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Spy story
Telecom, gli spioni erano autonomi dai vertici
Sabato 23.02.2008 14:00 da affari italiani
C’è lo zampino della Cia (e anche qualcosa in più dello zampino) nella struttura del trio Mancini, Tavaroli e Cipriani incistati nella Telecom e poi scoperta dalla Procura di Milano.
chi rispondeva questa struttura? Una risposta a questa domanda arriva ora dal libro La Repubblica del ricatto, una ricca e documentata inchiesta di 300 pagine sui misteri recenti d’Italia, scritta dal giornalista del settimanale Il Mondo, Sandro Orlando, esperto di servizi segreti e criminalità economica, prefato da Furio Colombo. La piattaforma di spionaggio era preesistente a Telecom e autonoma dai suoi vertici”, conclude l’inchiestista. “Di volta in volta doveva essere messa a disposizione dei servizi italiani, americani, francesi”. Conclusione dell’autore: “Negli anni questa “piattaforma di spionaggio”, che evidentemente aveva anche lo scopo di arricchire i suoi partecipanti, doveva essersi sganciata dai suoi iniziali ispiratori e sostenitori, privatizzandosi almeno in parte. Tant’è che i tre amici, lo 007, il manager e il superpoliziotto, erano arrivati a coltivare un progetto imprenditoriale: la creazione di una superagenzia d’investigazione capace di far concorrenza al numero uno mondiale del settore, la Kroll Associates”.
Il rapporto di Tavaroli e Mancini con la Cia secondo Orlando risaliva alla metà degli anni ’80, ad un loro incontro con Gianpaolo Spinelli, spia italoamericana in forza all’ambasciata statunitense di Roma. In questo gioco di triangolazioni e di denaro si sarebbero poi inseriti anche Cipriani, Spinelli e l’agente francese Guatteri. Per costituite tutti insieme quel network che Orlando chiama “la Banda Bassotti”.
Giornalismo d'inchiesta/ L'autore de "La Repubblica del Ricatto" Sandro Orlando ad Affari: "L'informazione corrotta avvelena il clima politico italiano"
Un affresco. Dalle tinte cupe, oscure, dagli scenari inquietanti. E anche, in alcuni passi, ironico e divertente. "La Repubblica del Ricatto" di Sandro Orlando, giornalista del settimanale Il Mondo, è un'opera che parla di dossier non autorizzati, di depistaggi, di inchieste false e di finti scoop. L'autore, intervistato da Affari, spiega i segreti di un'Italia che vive di sotterfugi e di informazione corrotta. Parla dei dossier illegali Telecom, del caso Pio Pompa, della commissione Mitrokhin e di quella Telekom Serbia.
Provocazione di alpha
in merito a Telecom e alle intercettazioni nel caso calciopoli.........come mai morattone non è mai stato intercettato? ummmmmmmmmm
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il 17/06/2014 alle 15:38
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