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Creato da ComitatoL il 14/11/2007
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| « Messaggio #78 | Scacco matto » |
Post N° 79
LA CIVILTÁ COMINCIA DALLA SCUOLA
Puó sembrare una frase di rito, ovvia, ma in realtá non sempre il suo concetto viene considerato e qualche volta addirittura contestato.
Oggi scopriamo la „civiltá” dei cosiddetti „figli del ’68”, quelli che sognavano un mondo diverso e, non essendo riusciti a dario ai propri figli, ne tramandano gli ideali sperando che questi ultimi lo possano fare con i propri nipoti.
Scopriamo che la guerra al „nozionismo” era in realtá un escamotage per sorvolare sulla pacchiana ignoranza di alcuni insegnanti, che portar fuori i bambini delle elementari e far loro dipingere i muri dell’edificio scolastico con fiori e colori non era la concessione di una „libertá di espressione” ma era il primo insegnamento della distruzione dei valori di riferimento: l’edificio scolastico come oggetto da dissacrare.
Checché se ne dica, in molti Paesi comunisti, queste „stranezze” non solo non esistevano ma erano addirittura (logicamente) punite. Ancor oggi nelle scuole ungheresi (per fare un esempio a me noto) di ogni ordine e grado vige un codice di comportamento sia per gli insegnanti che per gli studenti.
Prima di tutto la serietá. Le scuole cominciano il primo settembre e terminano nei primissimi giorni di giugno. Esse sono articolate in otto classi generali, ininterrotte, obbligatorie per tutti. Dopo le prime settimane, gli studenti e i professori che hanno iniziato un nuovo corso di studi vengono invitati ad un „tábor” cioé un campeggio o una colonia di vacanza (tre-cinque giorni), in cui vecchi e nuovi compagni socializzano e conoscono i professori.
Per ogni classe é obbligatorio un capo-classe. Ma non é uno studente che scrive i nomi dei cattivi sulla lavagna, come da noi. Si tratta invece di un insegnante, particolarmente qualificato e sensibile, che prende a cuore la classe, le sue difese, dialoga con gli studenti extra-orario, parla con le famiglie e illustra i problemi al Preside.
Ogni quadrimestre gli studenti sostengono un esame, dal quale si evince la loro preparazione. I voti vanno dallo zero al cinque, la sufficienza comincia dal due, anche se é un giudizio molto scarso. Dopo 30 ore di assenze non giustificate da certificati ufficiali, lo studente, se non frequenta piú i corsi dell’obbligo, viene espulso dall’Istituto.
Anche in primavera vengono organizzate delle colonie, in montagna o all’estero, prima della fine dell’anno scolastico.
Al termine del corso di studi, cioé dopo l’ottavo e il tredicesimo anno scolastico, viene organizzata una grande festa ufficiale, a cui partecipano tutti gli insegnanti, tutti gli studenti, anche quelli che poi continuano, tutti i genitori, parenti e amici dello studente. Una festa con centinaia di persone, tutte vestite in lungo, i ragazzi con pantaloni/gonna neri e camicie bianche. Tutti portano fiori e regali agli insegnanti che, per ricambiare, invitano i propri allievi spesso ad una festa in casa.
Questo si chiama „ballagás” che significa passeggiata, dato che gli studenti, con in testa i professori, percorrono in fila tutti i corridoi e le scale dell’Istituto.
Vi assicuro che é una festa commovente, ben diversa dai nostri ambienti liceali, pieni di stupiditá, violenza, droga e motorini, dove tutti si salutano frettolosamente per andarsene al mare o in montagna…Qualche nostro ministro dovrebbe umilmente venire a vedere….
un post di Barossmarkoff
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Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:38
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