|
|
Creato da ComitatoL il 14/11/2007
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
|
stop alla pedofilia

Area personale
Menu
Anche se tutti... NOI NO!!!
È BENE CHE TU SAPPIA........PEDOFILO
Ultimi commenti
I miei Blog Amici
- ARCHEO
- Silenzio Rumore
- GIRO IN GIRO
- Soggheu
- ALCHIMIA
- PEQUOD Il Blog Dei Marinai
- LIBERIAMONAPOLI
- LISOLA CHE CE
- ITALIA NEL CUORE
- La Tana di LupoNero
- LIBERAL BLOG
- Rasna
- MANGIARE BENE
- COLLINE DARGILLA
- SOGNOITALIANO
- SATIREGGIANDO
- PENSIERONAZIONALE
- VENTIDIDESTRA
- Politik
- VIVA LA VIDA
LINK TESTATE GIORNALISTICHE
Link Segnalati
Tag
Contatta l'autore
|
Nickname: ComitatoL
|
|
|
|
Età: 53 Prov: RM |
Chi può scrivere sul blog
| « Il mio omaggio a Giacint... | Un eroe borghese » |
Made in U.S.A.
Traduzione condensata di un rapporto dal sito americano ‘The New American’, il cui indirizzo è riportato in bibliografia e risulta essere l’unica fonte di quanto scritto in seguito, riportiamo i passi più significativi
La tesi dice che il presidente Roosevelt ha deliberatamente provocato l’attacco giapponese, ed essendo a conoscenza della data e dei dettagli, li ha coscientemente taciuti ai comandanti della base navale in modo che l’attacco riuscisse:in questo modo ha ottenuto lo scopo voluto, cioè riuscire a fare entrare gli Stati Uniti nella guerra mondiale contro il volere della grande maggioranza degli americani.
‘Il Giappone è stato provocato a attaccare gli Stati Uniti a Pearl Harbour, è una contraffazione della storia dire che gli Stati Uniti sono stati obbligati ad entrare in guerra’, Oliver Lyttleton, Ministro Inglese, 1944. ‘Il Giappone ha reagito ad un tentativo di strangolamento economico-militare: la guerra è stata una necessità di autodifesa, Generale Douglas McArthur.
Roosevelt sapeva che i sondaggi davano ‘88% degli americani contro la guerra, e perciò ingannava il suo popolo, come con il famoso messaggio alla radio già citato nel corso della campagna elettorale per le elezioni del 1941: ‘Lo ho già detto ma ve lo voglio ripetere ancora ed ancora, i vostri figli non saranno mandati in nessuna guerra straniera...’.
Ma lontano dai microfoni, ed alle spalle dei suoi ingenui elettori, diceva cose del tutto differenti: ‘Il Presidente è deciso sul fatto che noi dobbiamo vincere la guerra insieme... capitemi bene... mi ha mandato qui per dirvi che a tutti i costi e con tutti i mezzi vi porterà fino alla vittoria, qualunque cosa succeda... non c’è nulla che non farà fino a quando ne ha i poteri’, Harry Hopkins a Winston Churchill, Gennaio 1941.
‘Nello stesso mese i colloqui tra le delegazioni militari dei due paesi iniziarono nel più stretto segreto, e questo significava evitare che trapelassero informazioni al pubblico negli Stati Uniti’, William Stevenson, nel libro ‘A man called intrepid’. ‘Se gli isolazionisti avessero conosciuto lo scopo dell’alleanza segreta tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra, la loro richiesta di destituzione del Presidente sarebbe rimbombata come un tuono attraverso tutta la Nazione’, Robert Sherwood, biografo di Roosevelt.
Tyler Kent, un impiegato dell’ambasciata americana a Londra tento di far conoscere negli Stati Uniti alcuni messaggi che rivelavano le intenzioni di Roosevelt per portare gli Stati Uniti in guerra. Colto sul fatto fu imprigionato in Inghilterra e tenuto in isolamento fino alla fine della guerra. Insomma, nel comportamento dei presidenti degli Stati Uniti una costante rimane attraverso gli anni: Roosevelt ha ingannato il suo popolo nel 1940 per portarlo in guerra esattamente come ha fatto Busch per andare ad invadere l’Iraq.
UNA PROVOCAZIONE INTENZIONALE.
Dopo aver tentato in tutti i modi e senza risultati di provocare i tedeschi, Roosevelt passò a provocare i giapponesi e si fece preparare una lista di azioni adatte allo scopo dal Comandante McCollum, responsabile per l’Ufficio Lontano Oriente dello spionaggio navale.., e le fece tutte:
• sequestro di tutti i valori e dei contanti giapponesi negli Stati Uniti,
• divieto alle navi giapponesi di usare il canale di Panama,
• embargo totale sul commercio estero giapponese, comprese le forniture di petrolio,
• minacce militari se il Giappone non avesse cambiato la sua politica estera nel Pacifico,
• ultimatum con richiesta di ritiro delle truppe giapponesi dalla Cina e denuncia del Patto Tripartito.
‘La questione era come trattare i giapponesi fino al momento in cui si decidevano a sparare il primo colpo’, Henry Stimson, Ministro alla Guerra, diario in data 25 Novembre.
E’ interessante notare come la minaccia e la messa in opera di sanzioni economiche e commerciali siano state negli anni una costante dei governi al servizio della grande finanza anglo-americana. il boicottaggio economico annunciato dal Congresso Mondiale Ebraico alla Germania (1934), le Sanzioni all’italia fascista (1936), le azioni sopra menzionate contro il Giappone del 1941 derivano esattamente dalla stessa mentalità che ha portato all’embargo contro l’iraq di Saddam Hussein.
L’esca offerta ai giapponesi era la Flotta del Pacifico, trasferita a Pearl Harbour spostandola dalle sue basi solite sulla costa americana, di cui San Diego era la principale. L’ammiraglio in comando Richardson si recò immediatamente a Washington per protestare contro una decisione che gli sembrava totalmente illogica, e con ottimi motivi e Pearl Harbour poteva essere attaccata da ogni direzione, quindi era un porto molto vulnerabile,
• il porto non permetteva la posa di reti anti-siluro,
• la base era difficile da rifornire,
• non esistevano bacini di carenaggio, impossibile basarvi una flotta oceanica,
• non esistevano adeguati depositi di carburante.
Proprio così... avete indovinato, l’ammiraglio fu sollevato dal comando e sostituito dall’ammiraglio Kimmel. Il suo commento a posteriori: ‘Il Presidente era deciso a portare gli Stati Uniti in guerra, se l’Inghilterra avesse resistito fino al giorno della sua rielezione’.
LO SAPEVANO PRIMA.
Gli americani avevano decriptato sia il Codice Diplomatico che il codice Navale dei giapponesi, e la lettura dei messaggi da loro decifrati è assolutamente istruttiva, per chi si deve convincere della malafede americana.
9 Ottobre 1941; il console giapponese ad Honolulu riceve la richiesta di segnalare la posizione degli approdi per le singole navi americane su di un reticolo numerato; è l’informazione che serve ai caccia-bombardieri e agli aerosiluranti per decidere la direzione di avvicinamento ai loro obiettivi.
29 Novembre 1941: agli ambasciatori giapponesi viene comunicato che, dopo il ricevimento dell’ultimatum americano la rottura delle trattative è inevitabile, sebbene il Governo non desidera che la decisione venga lasciata trasparire.
1 Dicembre 1941: le ambasciate nei paesi non facenti parte dell’Asse vengono avvisate di distruggere i documenti segreti e tutte le copie del codice di cifratura tranne una; una decisione classica che precede immediatamente la dichiarazione di guerra.
4Dicembre 1941: il messaggio ‘Higashi no kaze ame’ (‘vento da Est, pioggia’) che Tokio aveva pre-annunciato a tutti i consolati giapponesi e alle agenzie commerciali in data 18 Novembre come segnale di guerra imminente, viene trasmesso tre volte nel bollettino meteorologico. Tutte le stazioni radio del Servizio Informazioni Navali americano avevano il messaggio stampato su cartoncini appiccicati alle radio.
Inoltre..
26 Novembre 1941: l’ammiraglio Yamamoto invia i seguenti ordini alla Prima Flotta Aerea: ‘La forza di attacco tiene tutti i suoi movimenti segreti ed evitando attacchi da aerei e sommergibili, avanza nel mare delle Hawai ed attacca la flotta degli Stati Uniti nel preciso momento della apertura delle ostilità, vibrando un colpo mortale. Il primo attacco aereo sarà effettuato all’alba del giorno X, la data esatta sarà comunicata in seguito’.
E’ tale la segretezza sui messaggi navali giapponesi decifrati all’epoca che ancora oggi non si può sapere da quale ufficio americano questo messaggio provenga, e nemmeno il nome dell’ufficiale che lo ha tradotto, certo è che sul significato del messaggio non ci possono essere molti dubbi.
29 Novembre 1941: il Segretario di Stato (Ministro degli Esteri) Cordeli Hull passa sottobanco al giornalista amico Joseph Leib la traduzione di molti messaggi giapponesi dicendogli di pubblicare sui giornali, senza fare il suo nome per nessun motivo, che i giapponesi stavano per attaccare e che Roosevelt voleva lasciarli fare.
Nessun giornale tranne uno li pubblicò, ed anche quello solo in parte. Leib ha raccontato l’episodio in un recente documentario su History Channel. In ogni caso, mentre a Washington tutti ne parlavano, nessuna informazione precisa raggiunse mai l’ignaro ammiraglio Kimmel ed il comandante Short, responsabile della difesa contraerea.
Quel gentiluomo di McCollum, quello che aveva preparato per Roosevelt la lista della azioni per provocare i giapponesi, scriveva a Kimmel queste parole: ‘Il Servizio Informazioni Navali non dà nessun credito a queste voci. In aggiunta le informazioni sulla posizione e lo schieramento -delle forze navali e terrestri giapponesi non lasciano pensare ad alcuna mossa contro Pearl Harbour nel futuro prevedibile’.
non vi sembra questa.......una storia analoga a fatti di recente memoria? Ho letto e riletto tante troppe analogie con '11 settembre 2001.......evito di commentare sono considerata un'anti americana.......altro che anti americana i fatti parlano chiaro
pubblicherò poi anche la seconda parte anch'essa interessante sarebbe stata un'interminabile lettura
Tratto dal sito ControStoria
|
|





Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:38
Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:36
Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:36
Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:35
Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:23