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Creato da ComitatoL il 14/11/2007
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Padre perdona loro. Anche se sanno quello che fanno?
I CRIMINI SESSUALI DEL CLERO CATTOLICO
La normativa del “Catechismo della Chiesa Cattolica” considera come “peccati” (1) i seguenti comportamenti connessi alla sessualità umana: La “lussuria” (2), la “masturbazione” (3), la “fornicazione” (4), la “pornografia” (5), la “prostituzione” (6) e lo “stupro” (7). Mentre, non sono esplicitamente previsti come “peccaminosi” l’“omosessualità” e la “pedofilia” in quanto, con ogni evidenza, costituiscono i due comportamenti sessuali anomali abnormemente rilevabili nel clero cattolico, sebbene la “pedofilia” sia larvatamente lasciata intuire come “stupro più grave”. Ma, lo stupro su minore è ritenuto un crimine strettamente riservato alla competenza del “Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede” che si estingue automaticamente per prescrizione in dieci anni con la pacificazione che il delitto se commesso da un sacerdote su un minorenne comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il diciottesimo anno d’età e tutto il procedimento giuridico deve restare soggetto al “segreto pontificio”!
I “crimini sessuali” di cui si sono resi responsabili i prelati cattolici di ogni tempo ed in ogni luogo sono numerosissimi, tanto che non pochi sono riusciti a sfuggire all’energico occultamento operato dalle autorità ecclesiastiche. A riguardo, è esemplare riportare i casi recentemente documentati come segue. Joseph Hartman, ingegnere trentasettenne ex seminarista, ha denunziato il Cardinale viennese Hans Herman Gröer per essere stato da lui abusato sessualmente per quattro anni consecutivi, un secondo ex seminarista ha confermato la testimonianza di Hartmann poiché «…anche lui, all’epoca aveva subito le insidie sessuali di padre Gröer, e così molti altri ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni, al punto che nel seminario “nessuno di noi voleva più andare a confessarsi da lui”. Il reverendo Udo Fischer dichiarò ai giornali di avere informato fin dal 1985 i vertici della Congregazione dei benedettini che padre Gröer aveva forti tendenze omosessuali Altri nove ex seminaristi confermarono di avere subito molestie e abusi sessuali. Gröer era notoriamente dedito a molestie sessuali verso i minori ed a pratiche omosessuali con seminaristi adolescenti. Il teologo austriaco Adolf Holl confermò alla stampa che nel clero viennese molti erano a conoscenza di quei torbidi trascorsi del monaco Gröer ben prima della sua nomina vescovile, e affermò che il vero scandalo consisteva appunto nella nomina papale di padre Gröer al vertice della Chiesa austriaca nonostante i suoi noti trascorsi peccaminosi. Ai primi di aprile il monaco benedettino Emmanuel Bauer confermò per iscritto di avere subito molestie sessuali da padre Gröer. Ma l’arcivescovo Gröer aveva tali santi nel paradiso della Curia vaticana da essere un vero intoccabile. Mentre lo scandalo non accennava a placarsi, il cardinale Gröer continuava a restarsene abbarbicato alla poltrona arcivescovile. Le proteste dei fedeli contavano niente. L’arcivescovo Gröer restò al suo posto, come se niente fosse stato, fino a tutta l’estate del 1995. Per il Vaticano non c’era nessuno scandalo Gröer, infatti la Cogregazione dottrinaria del prefetto Ratzinger ― competente esclusiva dei delicata graviora ― non aveva attivato alcun processo canonico né qualsivoglia intervento e neppure intendeva farlo: l’ordine era di far finta di niente. Per il duo Ratzinger-Wojtyla, il cardinale Gröer doveva essere difeso anche a dispetto dell’evidenza dei fatti. Il 3 gennaio, durante una intervista radiofonica, l’abate del monastero bnedettino di Göttweig ammise che le denunce a carico di Gröer per molestie e abusi erano sempre più numerose. (segue è lunghissimo ma basta così e più che sufficiente)
un solo commento...........triste chi cade nella fossa dei leoni o sarebbe meglio chiamarli sciacalli
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Inviato da: moraesposito
il 17/06/2014 alle 15:38
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