«L'attore non deve soltanto cantare, deve anche mostrare uno che canta. Non deve sforzarsi troppo di dar risalto al contenuto sentimentale della canzone (è lecito offrire ad altri un cibo che abbiamo già mangiato?), ma indicare gesti che sono, per così dire, gli usi e costumi del corpo».
Questo raccomandò Brecht nelle note in margine all'«Opera da tre soldi». E questo fa Isa Danieli in «Fragile», il recital che propone al Bellini: a partire dal costume che indossa, un abito da sera nero dai cui spacchi irrompono, magari nell'ondeggiare dell'attrice su lievi passi di valzer, eclatanti lampi rosso sangue. È il rigore che disciplina la passione. Ed altri ossimori seguono, tutti vitalissimi e trascinanti: per esempio, la vicinanza accoppiata con la lontananza, il passato fuso con il presente.
Il Bovio di «Nannina» e il Di Giacomo di «'E cecate a Caravaggio» e «Lassammo fa' Dio...» abbracciano Pasolini, Erri De Luca e appunto Brecht, classici della canzone napoletana come «Silenzio cantatore» ed «Era de maggio» regalano uno specchio a «Che cosa sono le nuvole» di Modugno e «Gracias a la vida» di Violeta Parra. Perché lo scopo del recital, spiega Isa, è «cantare i ricordi e le emozioni per aprirsi alla speranza di un mondo migliore di questo».
Ebbene, affinché - nel rispetto della lezione di Brecht - i ricordi e le emozioni non diventino, per dirla con Cardarelli, le «ombre troppo lunghe / del nostro breve corpo» e i «melanconici e muti / fantasmi agitati da un vento funebre», ecco che la Danieli li avviluppa in un sapiente gioco di sguardi e movenze che, rifiutando la retorica della complicità con le parole, ne fanno carne e nervi: qui e ora, in un momento pieno e unico.
Certo, non manca l'amarcord personale, sotto specie del monologo di Maria, la cameriera di «Mia famiglia», che Eduardo, racconta Isa, scrisse apposta per lei, per incoraggiarla e segnalarla al pubblico. Ma è con Viviani che il recital si esalta, dando conferma al discorso fin qui svolto. Arrivano prima «Avvertimento» e poi «So' Bammenella 'e copp' 'e Quartiere»: e quest'ultima la Danieli l'esegue - accompagnandosi con la chitarra e assistita dalla fisarmonica di Luca Urciuolo, che sa tanto di «musette» - sul motivo originale francese della «Valse brune».
Faceva così anche l'indimenticabile Rosalia Maggio. E allora, «Fragile» significa forte, perché più forte del tempo è la consonanza poetica di cui vive.
Enrico Fiore
(«Il Mattino», 14 aprile 2011)
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