CONTROSCENA

Il teatro visto da Enrico Fiore

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 3
 

 

« Nello Mascia: "Luca Cup...La pazienza di Gino Rivieccio »

Addio a Mariolina Mirra

Post n°489 pubblicato il 06 Novembre 2011 da arieleO
 

Sempre più spesso mi torna in mente l'ultimo verso della poesia di Eduardo «'A sagliuta»: «Chi more doppo, more overamente». Eduardo parlava della solitudine e della rassegnazione di chi si ritrova a sopravvivere «mmiez'a nu munno nuovo», pieno di gente ma senza amici. E ancora, e prepotente, s'è riaffacciato quel verso nel cervello e nel cuore, adesso che - a 69 anni, vinta da una crudele malattia (i funerali alle 12,30 di oggi, presso la chiesa di San Francesco d'Assisi) - se n'è andata pure Mariolina Mirra. Perché (e stavolta davvero non si tratta della solita frase fatta) con lei scompare un altro pezzo significativo del mondo che conoscevamo e amavamo: e non parlo soltanto del mondo del teatro.
   Mariolina era una figlia d'arte nel senso più autentico, alto e pieno dell'espressione: in quanto figlia del Giovanni De Gaudio che all'inizio degli anni Trenta (per l'esattezza, come annunciò il giorno prima «Il Mattino», l'inaugurazione avvenne alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia il 16 marzo del 1933) aprì quel teatro Diana che fu un emblema del nascente ed elegante quartiere del Vomero e da subito, infatti, prese ad ospitare i maggiori esponenti della scena ufficiale, da Zacconi alle sorelle Gramatica, dalla Borboni ad Armando Gill, da Lucy d'Albert a Beniamino Gigli, da Viviani a Totò. E sempre sotto specie di simbolo, fu sul palcoscenico del Diana che si verificò la clamorosa rottura dei rapporti fra Eduardo e il fratello Peppino.
   Poi, riemerso nel '48 dalle macerie della guerra, il Diana venne guidato a nuovi e altrettanto prestigiosi traguardi per l'appunto da Mariolina, affiancata dalla sagacia organizzativa del marito Lucio. E sul suo palcoscenico si alternarono - cito a caso, ovviamente - i vari Luigi e Luca De Filippo, Enrico Maria Salerno, Valeria Moriconi, Mariangela Melato, Vittorio Gassman, i Maggio, Giorgio Gaber, Umberto Orsini, Nino Manfredi, Aldo e Carlo Giuffré, Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Gabriele Lavia e Monica Guerritore, Glauco Mauri, Rossella Falk, Claudia Cardinale, Anna Proclemer, Lina Sastri…
   Mi fermo, l'elenco sarebbe infinito. Aggiungo solo che sempre al Diana vedemmo nel '96 «Le ultime lune», l'addio alle scene e alla vita di Marcello Mastroianni. E a parte le ospitalità, non meno decisive furono le produzioni, varate, certo, con la supervisione tecnica e amministrativa di Lucio, ma sempre ispirate da Mariolina, sulla traccia di un gusto preciso e di un intuito e una lungimiranza rari: si va, tanto per citare solo qualche titolo, da «Pane altrui» di Turgenev a «L'amico del cuore» di Vincenzo Salemme, da «Natale in casa Cupiello» di Eduardo a «Il piacere dell'onestà» di Pirandello, da «Margherita Gautier, la signora dalle camelie» di Patroni Griffi a «Oberon» di Chiti con Pupella Maggio protagonista. E a riprova del loro livello, non poche di queste produzioni ottennero il Biglietto d'Oro, il riconoscimento destinato dall'Agis agli spettacoli italiani con il maggior numero di spettatori.
   Non fu un caso, insomma, se «Il Mattino», per commemorare Eduardo a dieci anni dalla scomparsa, scelse nell'ottobre del '94 proprio il palcoscenico del teatro di via Luca Giordano. E sì, poteva essere contenta della sua creatura, che aveva aiutato a crescere e a diventare forte, la donna che, bambina, in quella lontana sera del '48 tagliò sul palcoscenico del riaperto Diana il nastro tricolore del nuovo sipario. Ma voglio concludere con il ricordo di certe cene per pochissimi a casa dei Mirra.
   Mariolina sapeva coniugare il ruolo di perfetta padrona di casa e quello d'infallibile animatrice, tanto dei convenevoli quanto delle discussioni. Penso, in particolare, a come fece da sponda allo stile, alla misura, all'elegante fusione d'accenti dispiegati da Aroldo Tieri appena una mezz'ora dopo aver smesso i panni del Lord Goring di «Un marito ideale» di Oscar Wilde; o alla sottile manovra «provocatoria» con cui spinse Alberto Lionello a fustigare la pigrizia di tanti dei suoi colleghi più giovani.
   Già. Più volte, negli ultimi tempi, Mariolina mi disse: «Noi apparteniamo a un altro mondo». Era, il suo, lo stesso rimpianto di Eduardo.

                                                Enrico Fiore

(«Il Mattino», 5 novembre 2011)

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: arieleO
Data di creazione: 16/02/2008
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

MirandaMirandaasc.ferraraLuigiLafranceschinaanitalaudandomadda6211avvespositoguglielmokizzy1965figio19cleomaraFicone1400leo00marcoalfa4delynnodefranceschi.chrisasdiwal
 

ULTIMI COMMENTI

solo tu beppe puoi interpretare questi personaggi...
Inviato da: roberto
il 11/12/2013 alle 16:45
 
Cara Floriana, anche per me è stato un piacere incontrarLa....
Inviato da: arieleO
il 12/11/2013 alle 09:39
 
Caro Maestro Fiore, condivido ( per quello che vale) la...
Inviato da: floriana
il 11/11/2013 alle 19:40
 
Cara Francesca, innanzitutto la ringrazio per...
Inviato da: Federico Vacalebre
il 16/10/2013 alle 17:14
 
Gentile Francesca, credo che nessuno possa risponderLe...
Inviato da: arieleO
il 16/10/2013 alle 17:10
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963