DIAMONDS

Dove le parole finiscono, inizia la musica.( H. Heine )

 
 
 

BUONA GIORNATA!!!

telecomandoLe donne farebbero pazzie per un

telecomando cosi.... apri la foto

Di:MIKU

  

 

VIVERE è la cosa più rara al mondo, la maggior parte delle persone si limita ad esistere...O.Wilde

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MAGICA...

La mia magica bellissima città

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mantova 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

palazzo te 

 

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Nel mondo esiste sempre qualcuno che attende qualcun'altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande citta'. E quando questi due esseri si incontrano, e  i  loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno piu' alcuna importanza.

Esistono solo in quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state create dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l'Amore e che ha creato un'anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole.

Perche', se tutto cio' non esistesse,non avrebbero piu' alcun senso i sogni dell'umanita'.

PAULO COELHO 

 

RIFLESSIONI

  

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro, leggerli

in ordine è   VIVERE...sfogliarli a caso è   SOGNARE...

 

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« 21 giugno 2011 primo gio...Buon Natale »

La notte infinita

Post n°633 pubblicato il 22 Giugno 2011 da aaarrr_2007

La notte infinitanotte

Il  giorno del suo quarantesimo compleanno Sara non è

particolarmente emozionata....... non sa ancora che si

tratterà di un giorno speciale....un giorno che le cambierà

la vita...
Quarant'anni, insegnante, bella e molto corteggiata,

Sara è sposata con Mauro, un architetto di qualche

anno più grande di lei. Sara è l'immagine discreta della

femminilità, é molto dolce, non si arrabbia mai

(se non c'è un motivo, almeno),disponibile, paziente e

sempre disposta a cogliere il latopositivo negli altri.

Soprattutto é innamorata di suo marito

malgrado gli riconosca tanti difetti. In amore é totalizzante

e non ama il sesso senza amore. Con gli amici è brillante,

estroversa e a volte può apparire civettuola. Le piace essere

corteggiata, ma non permette niente di più malgrado le

innumerevoli occasioni che la inseguono con insistenza….

Sara crede molto nel suo lavoro e lo svolge con

molta serietà e con  professionalità. E’ molto stimata dai

colleghi per i suoi saldi principi morali, per la sua onestà,

per la sua disponibilità e soprattutto perché odia  i sotterfugi 

e ogni forma di compromesso.   Mauro, al contrario,

non disdegna le avventure, ma non ha mai avuto una relazione

fissa. E' un uomo attraente, alto, molto preso dal suo lavoro.

E' poco incline alle affettuosità e al sentimentalismo

(affetto da una sano pragmatismo, dice Sara scherzando). 

Il giorno del suo compleanno suo marito è a Londra.

I soliti affari, che non prevedono ritorni consolatori per

“sentimentalizzare” (è un verbo inventato da lui) la

banalità di un compleanno. Perfettamente coerente con la

logica del personaggio(è un’espressione di Sara).

E’ pomeriggio inoltrato quando Sara esce da scuola,

dopo una riunione; é in compagnia di un  collega 

corteggiatore. Che sta ten­tando per l'ennesima volta di

convincerla ad accettare una cena….. Per l'ennesima

volta Sara rifiuta garbatamente. . … ”Al massimo –

gli dice - ti   permetto di offrirmi un caffé".  Entrano in

un bar. Siedono ad un tavolino. Prendono un caffé.

Parlano per un po'. Ad un tavolino poco distante c'é Roby.

E’ un ragazzo americano poco più che ventenne. Alto,

capelli nerissimi ( più che altro sembra latino-americano)

con un ciuffo ribelle che gli cade continuamente sugli occhi

e che continuamente lui riporta indietro, è in Italia per studiare

storia dell’arte Sta guardando Sara.... Sara se ne   accorge e

prova un certo disagio. Nello stesso tempo, peró, non riesce

a fare a meno di incrociare il suo sguardo.

Ed é proprio questo che le procura maggiormente

fastidio(scoprirsi vulnerabile...). Ad un certo punto Sara dice

al collega che deve tornare a casa perché aspetta una telefonata

da suo marito che é a Londra per affari. Prima di alzarsi

apre la borsetta per prendere un fazzoletto; non si accorge di far

cadere la patente di guida sotto il tavolino. Se n’é accorto però

Roby. Sara e il collega escono. Roby raccoglie la patente e la apre.

Sara saluta il collega. Si avvia verso la sua auto in un vicino

parcheggio. Sta per aprire lo sportello quando appare

Roby alle sue spalle."Scommetto che ti chiami Sara"...

scusi ma come fa a ... “aspetta, forse riesco a vedere anche il

tuo cognome. Fammi guardare bene i tuoi occhi:"

Sara é ancoraperplessa e senza parole(non sa come reagire)

"Ecco...il tuo cognome é...Mondini. Esatto?" Si ...ma..lei...mi sta

prendendo in giro. Come fa a conoscere il mio nome?"

"Te l'ho detto; riesco a leggere dentro di te. E poi, dai,

non sono tanto vecchio da meritare il "lei". Sara scoppia

a ridere: "Non so come fa ma certamente c'é un trucco".

"Nessun trucco:é solo che si sta avverando una profezia". 

"Quale profezia?"  "Beh, una zingara tempo fa mi disse

che se fossi riuscito a leggere i pensieri di una

donna allora me ne sarei innamorato".

"Mi ha appena vista ed è già innamorato!?" "Forse"...

 "Bene, vedo che si è divertito abbastanza"."Allora ti faccio

un'altra... come si dice ...divinazione: tu abiti al numero...

(fa finta di pensare)352 di ...Viale Indipendenza". Sara

comincia a spazientirsi, anche se in fondo si scopre

stranamente indulgente e divertita. “Senti- gli dice passando

direttamente dal lei al tu – o mi dici dov’è il trucco oppure ...”,

ma le viene da ridere e non finisce la frase. Roby, allora,

scoppiando in una sonora risata le porge la patente.

Rimangono per un po’ in silenzio. Ora Sara appare

imbarazzata e cerca di nasconderlo aprendo la

borsetta per rimettervi la patente.“Sai che potrei

essere tua madre?”, Sara ha ripreso il controllo di

sé stessa.“Si ma io non  potrei essere tuo figlio!!”.

E conquesta provocazione Roby la fa ancora sorridere.

Poi, tutto sembra precipitare come in una serie di

sequenze di un film muto, il cui unico sonoro sono i

rumori della strada. Sara e Roby nell’auto di lei.

Fuori dal traffico fino al mare. Camminano lungo

una spiaggia semideserta. Paul parla di sé(perché

è in Italia e così via). Sara parla del suo lavoro e

di suo marito. Siedono sulla sabbia...gabbiani contro un

sole che sta per tramontare. Roby le prende la mano.

Lei sta ferma per un attimo, poi si alza e si avvia

verso l’auto. Roby la segue.Il silenzio è ancora una

presenza fra di loro: ma lei ora non appare più

imbarazzata; sul suo volto un’ombra di tristezza densa,

però, di una nostalgia che non ha mai provato.

E’ questa sensazione che la sconvolge.,scoprirsi indifesa,

scalfita nei suoi principi, esposta agli attacchi di una forma

di sensualità che non ha mai provato, e che,comunque,

sembrava sapesse dominare. Nello stesso tempo, però,

brividi sulla pelle le danno quasi un senso di euforica

serenità.Prima di salire in auto si gira verso Roby,

vicinissimo da sentire il suo respiro.“Devo tornare

a casa, mio marito avrà già telefonato”. “Vengo con te”.

“Sei pazzo”. Ma la sceneggiatura del film è già scritta.

Un regista invisibile ha già deciso: Roby le afferra il volto

con le mani e la bacia. Lei non accenna neanche a sottrarsi.

A lungo si baciano e ritornano i brividi sulla pelle a

restituirle le ragioni della sua femminilità.  “Forse

sono io la pazza”.E altre sequenze incalzano. Ancora

in auto, in corsa con il tramonto e con gli ultimi gabbiani.

La casa di Sara: è una villa stile mediterraneo. Roby  le

accarezza i capelli. La bacia dolcemente. Squilla il

telefono. Sara parla con suo marito: “come va….

il lavoro…..che noia…..torno domani sera…ci vediamo…”

Ma le parole di Mauro si perdono lungo i cavi telefonici

come un’eco indistinta e senza senso. Roby va in cucina

e apre il frigorifero.Lei lo guarda come se lo conoscesse

da sempre e lui si muove con la naturale impalpabile

sicurezza dei giovani, padroni di un mondo che non conosce

riserve. Vera prepara da mangiare.Mentre mangiano suona

ancora il telefono. E' un'amica di Sara che la invita al

cinema. Sara chiude il telefono; lui lo stacca e lascia

che suoni "occupato".La spoglia lentamente ; lentamente

si avviano verso la camera da letto. Fanno l’amore a lungo,

piano, dolcemente.  Sara piange lentamente. Roby le chiede:

"Perché Sara... Sono una stupida Roby ,è la prima

volta che…..tradisco mio marito,  ma non sto piangendo

per questo: é perché mi sembra di aver tradito me stessa".

"E' solo questo?"  "Non so ma  sono felice!"Fuori il cielo è

ormai un tappeto rosso. Altre sequenze sono già pronte.

Una coppia di amici di Sara che bussa alla sua porta, insiste

e poi se ne va... Immagini di suo marito a Londra, mentre

discute con delle persone, mentre tenta ancora di telefonarle

si alternano in un riquadro che il nostro regista immaginario

visualizza nella parte superiore dello schermo.Roby e Sara

ascoltano della musica. Ballano. Sara racconta alcuni

episodi della sua infanzia. Roby parla del suo paese

si addormentano sul tappeto. Sara si sveglia.Roby

dorme. Sara lo accarezza piano.  Roby si sveglia.

Si accorgono che la stanza è inondata dalla luce della

luna piena. Roby propone di andare fuori a correre sulla

sabbia.Il mare è d’argento. Si prendono per

mano e cominciano a correre.Rimangono nudi. Roby la

trascina in acqua e si tuffano giocando, abbracciandosi

e facendo l’amore.L’alba si fa strada lentamente.Le immagini,

dal mare si spostano all’interno della villa.La luce filtra dalla

finestra.Sara e Roby dormono. Sara si sveglia:

riattacca la cornetta del telefono. Prepara il caffé. 

Roby si sveglia. Bevono il caffé.Fanno ancora l’amore:

squilla il telefono. Sara non risponde.Si rivestono. Sara:

"Dobbiamo andarcene". Roby” Ti rivedrò? Sara:

"Non mi sembra ragionevole".  Roby..." E la profezia?"

Sara non risponde. Si baciano e poi escono per salire

in macchina.La ragione? Sara ricorda le parole

di quel filosofo francese…Déscartes? “il cuore ha delle

ragioni che la ragione non conosce….”. Allora è vero!

Mai usare la ragione come un principio inflessibile: e se

fosse un bluff del cuore, un tentativo di abbattere i

confini della realtà con la mistificazione del sogno.

Ora Sara è confusa, e questa cosa la fa arrabbiare.

Osserva sé stessa che si muove al rallenty….”Non sono io…..

mi sono persa in un bosco che non conosco….ma

da cui non vorrei più uscire….dovrei essere più arrabbiata….

ma lo rifarei…dovrei forse cercare degli alibi?…questo mai…. 

Suona il telefono, ma nessuno risponde.L’auto raggiunge

la periferia della città. Sara accosta l’auto vicino ad un

punto di chiamata dei taxi, situato alla parte opposta

della strada. Roby è sempre rimasto taciturno, ha solo

guardato continuamente Sara mentre guidava.

Ora Sara si gira a guardarlo, sorride mentre gli prende

la mano: “Lo sai anche tu, non è vero? che non

possiamo più rivederci”. Roby sembra rassegnato:”

Ma non sono  tuo figlio, ripete!!” “Tu sei mio figlio”,

le parole di Sara  suonano assurde, ma non

ammettono replica. “Purtroppo si nasce una sola volta,

ci si incontra solo una volta…”. Ma son pensieri che

non diventano parole. Non è più tempo per le parole.

I pensieri rimarranno ricordi e i ricordi sono la memoria

di tutto ciò che non sarà mai più…..è un gioco che non

abbiamo inventato noi: tutto questo mentre guarda ancora

Roby con tenerezza. Non si baciano, non si abbracciano,

solo i loro sguardi si sfiorano....lentamente e Roby scende

dall’auto, ora sta attraversando la strada si gira

per guardare ancora Sara, ancora una volta, poi le

grida:"non sempre i sogni finiscono all'alba”...

sale sul taxi e......

Come mi ha suggerito un'amica,"Donna

vittoriana" visto che nemmenoa me piaceva come

terminava la storia, il finale  di questo film non 

ancora scritto, ma che,  in molti hanno vissuto, lo

lascio alla vostra immaginazione ...ognuno di voi

così potrà esserne ...protagonista!!!

 

 
 
 
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Un blog di: aaarrr_2007
Data di creazione: 04/02/2008
 
 

 

 

 

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(William Shakespeare )

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Un professore di filosofia sale in cattedra e, prima di iniziare la lezione, toglie dalla cartella un grande foglio bianco con una piccola macchia d'inchiostro nel mezzo.
Rivolto agli studenti domanda: "Che cosa vedete qui?".
"Una macchia d'inchiostro", rispose qualcuno.
"Bene", continua il professore, "così sono gli uomini: vedono soltanto le macchie, anche le più piccole, e non il grande e stupendo foglio bianco che è la vita".
(V. Buttafava)


 

Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch'io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d'amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e più parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d'amore intendere con gli occhi.
                                                                 

                                                                       William Shakespeare

 
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