Creato da montanaridaniele il 11/07/2005

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LA STANZA

Post n°366 pubblicato il 03 Aprile 2009 da montanaridaniele
 
Foto di montanaridaniele

La stanza

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi che vorremmo dimenticare;

spesso siamo perseguitati dai rimpianti e dagli errori commessi.

Se desideri cancellare questi momenti, dimenticare i tuoi rimorsi, rifletti sulla grazia di Dio e sul significato di questo sogno che è intitolato “ LA STANZA”.

Mi trovavo in una stanza.

Non c’ era nulla al di fuori di uno scaffale, pieno di cassetti grandi che contenevano dei fogli suddivisi in cartelle.

Erano molto simili a quelli delle biblioteche, che di solito sono sistemati in ordine alfabetico, per autore, per titolo o per tema.

Ma questi cassetti erano disposti in modo svariato ed erano davvero tantissimi:

iniziavano da terra fino al soffitto, e non avevano limite né a destra né a sinistra.

Mentre mi avvicinavo allo scaffale, notai delle etichette su ogni cassetto.

Riportavano una scritta che catturò la mia attenzione: “Ragazzi di cui ero innamorata”.

Aprii il cassetto e cominciai un po’ a sfogliare ciò che vi era scritto.

Lo richiusi subito.

Spaventata mi resi conto che tutti i nomi scritti mi erano familiari.

Senza che nessuno mi avesse detto nulla, capii subito dove mi trovavo in quel momento.

Questa stanza tenebrosa conteneva documenti e interi schedari sulla mia vita.

Qui era tutto scritto, tutte le cose importanti e quelle che lo erano un po’ meno, con tutti i dettagli che in certi casi non ricordavo nemmeno io.

Il mio cuore allora si riempì di curiosità e cominciai ad aprire a caso dei cassetti per ispezionare il loro contenuto.

Alcuni portavano gioia e dei piacevoli ricordi, di altri invece mi vergognavo così tanto che mi voltavo con cautela per vedere se qualcuno mi stesse osservando.

Il cassetto “Gioia” era accanto a quello degli “Amici che avevo deluso”.

I titoli dei cassetti a volte erano abbastanza normali, altre volte un pò strani.

“Libri che ho letto”, “Bugie che ho raccontato”, “Esortazione per gli altri”, “Barzellette delle quali ho riso” …

Alcune frasi, per la precisione con cui erano scritte, mi sembravano quasi ridicole:

“ Parole arrabbiate dette a mia sorella”.

Ma tante altre non erano molto ridicole come “Cose fatte per rabbia”, “Offese dette in silenzio contro i miei genitori”.

E sempre rimanevo sorpresa per il loro contenuto.

Spesso trovavo molte più schede di quante mi sarei aspettata, altre volte meno di quelle che avrei sperato.

L’ enorme quantità di cassetti mi aveva sopraffatta.

Era possibile che con i miei 36 anni avevo riempito mille, anzi, milioni di pagine? Ogni scheda confermava questo mio dubbio.

Tutte erano scritte da me e in fondo era riportata persino la mia firma.

Il cassetto “Musica che ho ascoltato” era molto più grande di tutti gli altri, largo quasi tre metri.

Le schede erano sistemate in modo molto ravvicinato l’ una dall’ altra.

Chiusi il cassetto piena di vergogna, non tanto per la qualità della musica che ascoltavo, ma perché mi resi conto dell’ immenso spreco di tempo dei miei giorni passati.

Quando ho letto la scritta “Pensieri erotici” cominciai a sentire sudore freddo scendermi lungo la schiena .

Aprii il cassetto solo un po’.

Non volevo vedere tutta la sua grandezza e presi in fretta una scheda.

Mi sentii male quando, aprendo la nota, mi accorsi che nemmeno questi momenti erano stati trascurati.

All’ improvviso mi venne una gran rabbia e iniziò a tormentarmi un solo pensiero:

“nessuno deve mai leggere questi fogli!”.

Presa da grande disperazione, aprii tutto il cassetto.

La grandezza ora non aveva più molta importanza.

Dovevo pensare a svuotarlo e a distruggere quei documenti.

Così capovolsi il cassetto e gettai le schede sul pavimento per annientarle.

Ma nemmeno una si distruggeva!! Senza fiato presi in mano uno di questi fogli e mi resi conto che erano duri come l’ acciaio, indistruttibili.

Abbattuta e completamente indifesa, rimisi al suo posto il cassetto.

In un altro cassetto c’ era la scritta “ Persone a cui ho parlato di Gesù”.

Il manico di questo cassetto era più pulito di quelli intorno, più nuovo, quasi inutilizzato.

Aprii il cassetto e la sua dimensione non era che di pochi centimetri.

Potevo contare le schede che c’erano sulle dita di una mano.

Lacrime cominciarono a riempire i miei occhi, nel silenzio della stanza si sentivano solo i miei singhiozzi.

Mi inginocchiai e piansi ad alta voce, mi vergognavo in modo tremendo.

Nessuno, proprio nessuno doveva scoprire questa stanza.

Dovevo chiudere a chiave la serratura della porta e nascondere bene la chiave.

Poi quando ormai non avevo più lacrime, vidi entrare un uomo.

“Ho no!!!, per favore, non lui, non ora. Nooo, tutti, ma non lui, non Gesù”

Era lì, e cominciò ad aprire i cassetti uno ad uno...

Io evitavo il suo sguardo, non volevo vedere la sua reazione.

Ma quando mi girai e lo guardai in faccia,vidi che lui soffriva più di me.

Anche lui aveva cominciato ad aprire proprio quei cassetti per me più imbarazzanti.

Perché doveva leggere proprio le mie schede?

Ad un tratto anche lui si voltò e mi guardò.

I suoi occhi erano pieni di compassione, abbassai la testa, misi le mani davanti la faccia, e ripresi a piangere.

Lui si avvicinò e mise il suo braccio su di me.

Avrebbe potuto dire tante cose, ma rimase in silenzio.

Piangeva con me.

Poi si alzò e ritornò ad aprire i cassetti.

Cominciò, da una parte della stanza, ad aprirli uno ad uno.

Prendeva tutte le schede e, cancellando il mio nome, metteva la sua firma. Questo su tutti i documenti!!

“noooo!!!” io urlavo e corsi da lui.

L’ unica cosa che riuscii a dire fu  “no, noo!!” e cercavo di strappargli i fogli tra le mani.

Il suo nome non doveva essere sulle mie schede!! Ma ormai era già scritto, con il colore rosso del suo sangue.

Il mio nome non si leggeva più, si vedeva solo il suo, quello di Gesù.

Mise la firma con il suo sangue su tutte.

In silenzio riprese anche la scheda che io avevo tra le mani.

Mi sorrideva con tristezza mentre continuava a finire il suo lavoro.

Non so come abbia fatto a finirle tutte così in fretta, ma poco dopo sentii chiudersi anche l’ultimo cassetto.

Allora lui mise le sue mani sulle mie spalle e mi disse: “Tutto è compiuto”.

L’ unica cosa che adesso mi aspettava erano tanti altri cassetti vuoti con nuove schede da riempire.

Giovanni 3:16 “Perché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito figlio, affinchè chiunque crede in lui non muoia, ma abbia vita eterna.”

 OGGI  POTREBBE ESSERE L’ULTIMO GIORNO UTILE  PER RICONOSCERE  QUESTO DONO, IL DOMANI NON CI APPARTIENE, FIN QUANDO NE ABBIAMO LA POSSIBILITA’,  CAMBIAMO  LA NOSTRA VITA ……….!!!!!!!!!!!!!!!!

 
 
 
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