Creato da Darkness.Mind il 27/08/2010

A Dark Mind

Io, con i miei pensieri e le mie paure. Come nebbie mi avvolgono nel buio della notte per liberarmi quasi subito ai primi rosei e candidi barlumi di luce mattutina. Mi ritrovo quì, nelle cobaltee fragranze di luce a raccontare di me e dei miei pensieri. Io, con le mie paure e i miei pensieri...

 

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DARKNESS

Post n°150 pubblicato il 30 Gennaio 2011 da Darkness.Mind
 

  stallion

La mazza colpì la sua spada nel centro, curvandola e provocando, nello stesso momento, un irresistibile e violento tremore che si propagò verso il basso, dalla lama alla sua mano. Lei sentì il rumore di un debole pianto, ebbe come l'impressione che il suo avambraccio avesse la stessa consistenza di una bambola di stracci. Udì di nuovo quel lamento, ora finalmente comprese, era proprio lei, quel lamento proveniva da lei. Guardò come se la scena davanti ai propri occhi, stesse scorrendo al rallentatore, il passaggio dell'enorme equino sbuffante vapore, le diede la sensazione che le proprie narici si allargassero ardendo.
All'improvviso la scena che lei vedeva nitida e chiara davanti ai suoi occhi, venne lacerata in un baleno dall'apparire di un oscuro profilo, il quale con grande forza, si gettò sullo stallone d'argento. Un lupo, dalla taglia massiccia, aveva le sue lunghe zanne, infilate profondamente nella gola argentea dell'equino, prima ancora che questo potesse rendersene conto. Il lupo cercò il suo equilibrio agitando le sue potenti zampe, rimanendo così attaccato al possente destriero. Il suo peso e la velocità del cavallo causarono il tracollo dello stallone, il quale cadde rovinosamente sul terreno fangoso.
Con un nitrito tonante, la vita dello stallone fu succhiata via dal morso spietato del canino animale, i soldati che avanzavano ai lati del destriero vedendo gli schizzi di sangue zampillare dallo stallone rimasero inermi non sapendo che fare. La donna guardò la scena con sguardo fisso e pieno di gratitudine, rimanendo impassibile ed attenta nonostante la grande fuoriuscita di sangue che vide di fronte ai suoi occhi.
Raccolse un piccolo pugnale che trovò in una carcassa accanto a lei e lo strinse con la mano sinistra, la lama risultava instabile per via del fatto che lei non fosse ambidestra. Si spostò silenziosamente a carponi dietro ad un soldato, conficcando la lama tra le sue costole, sentendo la lama oscillare. Ritrasse la lama e altrettanto silenziosamente si avvicinò a un altro soldato, piantandogli la lama attraverso la gola, sentì il calore del vermiglio liquido schizzare contro di se. Il sangue dell'uomo gli imperlò la faccia, una goccia scese fino all'angolo del suo labbro, mentre mescolandosi col suo consacrò la giusta sconfitta del soldato.
I suoi capelli scuri, che normalmente scendevano lungo la schiena fino alla vita, ora erano raccolti in una coda raggomitolata dietro alla sua testa, e avevano sembianze di un agglomerato arruffato intriso di sudore e sangue. Aveva con se un foglio di carta postale, lo mise tra la sua camicia inzuppata e il torace. Aveva molto freddo, si sentiva congelare, si costrinse a non tremare davanti a lui. Lei non volle mostrare alcuna debolezza in modo apparente, specialmente nello stato in cui si trovava in quel momento.

... continua

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