Creato da: elalamein42 il 20/12/2006
Una tomba in mezzo al deserto, dedicata ad una Sconfitta.

Area personale

 

DANIELA SEI UN MITO !!!

immagine

Il terrorismo islamico ha minacciato di morte l' On. Daniela Santanchè (AN) per la sua battaglia contro il velo.

 

Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica, tanto e' vero che viene aggiornato senza regolare periodicita'.
Pertanto non puo' considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Questo Blog costituisce una sorta di diario personale in cui l’autore, prendendo spunto da vari argomenti, sviluppa un proprio personale discorso, aprendolo al commento degli altri bloggers registrati della community.

Chiunque ravvisasse in questo Blog del materiale che ritenesse di propria appartenenza puo' segnalarlo all’autore, che provvedera' alla rimozione immediata dello stesso.

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 7
 

Ultime visite al Blog

senza_amoretyto57samuelemadrigalizamedokino86Sonia.Pitissarti.paolo_1969eranaealacla.mart_2006LupoSolitairoelalamein42voiomanoposoa.cosenzaDocGullpauline7
 

dedicato alla sorella di Zidane

immagine
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2024 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29      
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« JUST IN TIME (STRAVAGANZ...L'OCTOBRE NOIR DU PRESIDENT »

FISCHI PER FIASCHI

Post n°19 pubblicato il 11 Settembre 2007 da elalamein42

Dice: a Parigi non hanno fischiato il nostro inno nazionale. No, infatti: hanno detto che abbiamo rubato la coppa del mondo, hanno fatto di quell'animale di Zidane un eroe nazionale, hanno detto che siamo ladri, imbroglioni e provocatori, che siamo corrotti, che compriamo le partite, ma l'inno no, non ce lo hanno fischiato. Il fatto che non abbiano fischiato, dà la misura di quanto siano ipocriti. L'eleganza di accettare una sconfitta non l'hanno avuta, ma hanno ostentato al mondo quella di tollerare il nostro inno. Ci hanno gettato addosso tonnellate di fango, ma hanno tenuto all'etichetta. A San Siro gli italiani hanno fatto sapere la loro risposta, unanime, fischiando in 80.000 l'inno nazionale francese, quella Marsigliese che rievoca i fiumi di sangue della loro rivoluzione, di cui sono tanto orgogliosi.

E la stampa italiana (quella altrettanto buonista e ipocrita) si vergogna, si dissocia, si autoflagella, si straccia le vesti per questa manifestazione di "maleducazione".

A me i fischi di San Siro, invece, hanno rievocato un grazioso siparietto della politica italiana Anni Ottanta: interrogato sulla tempesta di fischi che il suo Congresso indirizzò a Enrico Berlinguer, l'allora leader socialista Craxi dichiarò, con ghigno satanico, che era dispiaciuto di non saper fischiare.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/ELALAMEIN/trackback.php?msg=3239760

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
 
Nessun Trackback
 
Commenti al Post:
MagoGandalf2006
MagoGandalf2006 il 12/09/07 alle 13:33 via WEB
Caro Elalamein42,
Prima di iniziare una comunicazione di servizio: Il Blog "Tomba in mezzo al deserto, dedicata ad una Sconfitta" riprende da oggi il suo posto fra i Blog favoriti dopo il superamento del fatidico (e iettatorio) numero 17.
Non ho visto la partita ma ho particolarmente apprezzato lo striscione con la coppa del mondo e la scritta "Merci".
Su ciò che abbiamo letto e sentito nel post-partita invece, non basterebbe l'intera blogosfera di libero per riuscire per commentare adeguatamente il tutto: che Diarra dica cagate ci può anche stare (Nomen omen) ma che lo facciano tutti i media all'unisono é sinceramente troppo.
Proverò a limitarmi ad un paio di casi, il primo peraltro sfiora il personale.
Era già successo altre volte infatti, che la redazione di piazza Indipendenza attingesse ai post del mio Blog ("Il colpo doppio di mister Afef" per esempio venne ripreso da Giovanni Pons, come sottolineai nel mio messaggio "Incolla e copia").
Ora succede anche con i commenti.
Su "La Repubblica" dell'8 settembre Francesco Merlo, corsivista a volte brillante (quando c'é da parlare -male- di Berlusconi) a volte no (ed é il nostro caso), introduce in prima pagina sotto il titolo "Da Bartali a Domenech l'eterno derby italo-francese" il match-clou delle qualificazioni europee.
Comincia dalla fine del mio commento postato qui sul post precedente, cioé dalle note di Paolo Conte, di cui riesce perfino a sbagliare (sacrilegio!) le parole:
Quel naso triste come una salita,
quegli occhi allegri da italiano in gita.
Dove gli occhi, nel Merlo-pensiero, diventano "la faccia".
Rievoca anche lui, a modo suo, l'anno fatale 1938 fin dove gli riesce: della frase del presidente francese, per esempio, non vi é traccia.
Poi però decide di fare di testa sua.
E sbarella.
Così il maratoneta Dorando Pietri diventa "un pasticcere di Reggio Emilia", quando questi nacque in quel di Mandrio, visse in Carpi e morì a SanRemo.
Poi vaneggia di una "Grandiosa sconfitta che subimmo dagli inglesi nel 1936 con uno dei nostri in campo sanguinante"; dall'indizio datomi dal granguignolesco editorialista immagino intenda riferirsi ai "Leoni di Highbury", peccato che tale partita sia stata giocata nel novembre del 1934 e fu la prima uscita italiana dopo la vittoria della coppa del mondo.
Infine rievoca "l'epico scontro con la Germania del 1968", alludendo al 4-3 del mondiale messicano del 1970.
In mezzo a tutti questi strafalcioni la "Morale" (se un corsivista di Repubblica non ci dice la "Morale" che scrive a fare?) del frastornato Merlo é questa: I francesi sanno essere grandi nelle loro false vittorie, gli italiani nelle vere sconfitte.
Questa affermazione da sola, se possibile, batte tutto il resto.
Il concetto di "gloriosa derrota" proprio non ci appartiene, ci siamo dimostrati capaci di qualsiasi bassezza pur di correre in soccorso del vincitore: il giorno in cui scriveva questo delirio, l'8 settembre, dovrebbe ricordargli qualcosa.
Questo stesso Blog é intitolato ad una "gloriosa derrota"; e ce ne furono diverse altre nella storia italiana.
Una per tutte: Canne, sempre nelle Puglie, dove vennero azzerate in un sol colpo tutte le risorse -non solo militari- di Roma.
Allora non si saltò il fosso ma si continuò a combattere.
Oggi tutto é dimenticato, tutto viene rimosso.
Il nostro orgoglio nazionale é tutto per l'8 settembre, mentre le uniche canne conosciute non sono quelle del luogo della sanguinosa battaglia fra Roma e Cartagine.
Anche per questo la mistificazione storica -piccola e grande- ha buon gioco.
Merlo scrive senza vergogna che l'Italia é altresì orgogliosa dell'eroico 1-4 incassato dal Brasile nella finale del 1970 ('68 secondo Merlo: il richiamo della foresta...), quando sono in molti a ricordare i pomodori che accolsero il ritorno degli "eroi" azzurri, rei di avere ceduto in finale contro una delle squadre più forti di sempre e solo quando la stanchezza dei supplementari giocati in semifinale si fece sentire.
Orgogliosi del pianto di Franz Baresi sulla spalla di Arrigo Sacchi dopo essere arrivati ad undici metri dal titolo mondiale?
Certo, come no...
Ricordo uno spot della Wind che cambiava la storia (quello che fa anche Merlo) pur di farci vedere come avremmo davvero voluto che andasse a finire.
Quanto a Dorando Pietri gli onori iniziali arrivarono tutti da oltreconfine: l'articolo di Conan Doyle come la sinfonia di Irving.
In seguito, dopo aver visto l'ottimo affare fatto dal maratoneta emiliano, che barattò -suo malgrado- la medaglia d'oro olimpica con la fama mondiale, spuntarono mostre, rassegne e quant'altro a lui dedicate.
Parigi, ricordiamolo, ha sempre esercitato un fascino irresistibile verso la gauche caviar italiana e nel 1938 Merlo e quelli come lui si trovavano in tribuna allo stadio des Colombes a fischiare come una vaporiera sia l'inno che i calciatori italiani/fascisti.
Questo però si guarda bene dallo scriverlo: in fondo les bleus, già allora farciti di giocatori di ogni provenienza, persero e, sia pur in ritardo di 70 anni, sul carro del vincitore -fascista o non fascista- non si rinuncia a salire.
Per principio.
Altro che "gloriosa derrota"....
Un'altra chicca datata 8 settembre la troviamo su "La Stampa" dove un Roberto Beccantini versione cinegiornale ci racconta, dopo aver omaggiato l'8 settembre, delle gesta che la nazionale azzurra -in cielo, in terra, in mare- avrebbe compiuto sui parquet, diamanti, piscine, campi e campetti d'Europa.
Contro la Lituania nel basket, la Nuova Zelanda nel Rugby, la Francia nel calcio, la Croazia nel Volley e la Spagna nel baseball: la parola d'ordine é una e una soltanto...
Anche qui si tratta di propaganda a buon mercato: l'Italia non aveva dichiarato guerra a nessuno; semplicemente un banale ingorgo di eventi tipico dell'anno preolimpico spediva contemporaneamente in campo più rappresentative.
Anche molte altre nazionali europee avevano un calendario simile ma perché togliere fascino e suspence solo per dire come stavano realmente le cose? Del baseball d'altronde Beccantini, il suo giornale e i suoi lettori se ne fregano (il giorno dopo non veniva dato neppure il risultato...) ma siccome tutto fa brodo -persino mazze e guantoni- il nostro bravo cronista si inventa catcher.
Questi sono solo 2 esempi di mistificazione e spettacolarizzazione mediatica ma si potrebbe continuare a lungo: non mancano né il materiale, né gli argomenti.
La voglia sì, quella é sempre di meno.
Un caro saluto.
(Rispondi)
 
 
elalamein42
elalamein42 il 13/09/07 alle 10:30 via WEB
Ciao MagoGandalf2006. Volevo risponderti sul tuo blog, come fai giustamente tu, che lasci l'ultima parola a chi ti lascia commenti e rispondi casomai nel blog degli altri: giustissimo. Però non ho trovato aggiornamenti; perciò non ho resistito alla tentazione di risponderti qui. La tesi di Merlo, i francesi grandi nelle false vittorie, gli italiani invece nelle gloriosas derrotas ... boh ... non so commentarla. Come dici tu, è bravo quando vuole, meno quando attiva il copia incolla. Comunque mi sfizia il fatto che i Merlo vengano a sbirciare dentro i nostri blogguzzi; ma subito dopo penso che lui è Merlo, noi restiamo anonimi e un po' mi fa rabbia ... La dignità, l'onestà di citare le fonti della propria ispirazione (che tralaltro sarebbe anche una cosa simpatica, perfettamente comprensibile dai lettori) no, eh? Questi sono i moralisti di Repubblica; un tanto al chilo, come diceva il povero Bettino (non ne faccio un eroe, beninteso: ma ... aveva nemici talmente peggiori di lui, che ti viene voglia di continuare a difenderlo anche dopo morto ...). Ho una mia teoria: per diventare pubblicista, poi giornalista, quelli veri, non puoi non essere un po' "impiegatino del catasto": del tipo di quelli ambiziosi che fanno la fila, conoscono la gente giusta, di quelli un po' furbetti, più che talentuosi. Chi premierebbe il talento in sè e per sè, del resto? Il giornalismo italiano vuole formare, non informare, è schierato, i direttori sono colonnelli di eserciti politici, guarda Mauro, guarda Mieli, guarda Ferrara. Con la scusa che l'oggettività è un'utopia, il fatto, il documento sono secondari, quello che conta è l'interpretazione, che precede il fatto. I fatti sono fastidiosi, fuorvianti. I Serra e gli Scalfari li trattano con i guanti, li sezionano, li addizionano di ideologia, fino a deformarli, ricomporli e renderli conformi e utili alla propria tesi. Anzi, alla tesi del proprio blocco. Perchè di scontro di potere si tratta, non di chiacchiere. Un caro saluto.
(Rispondi)
 
 
 
elalamein42
elalamein42 il 13/09/07 alle 10:34 via WEB
Comunque ... dove lo trovi un blogger che discetta di sport e di fumetti e poi ti cita la rovinosa battaglia di Canne? ... Con cognizione di causa, intendo. Bentornato Mago carissimo.
(Rispondi)
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963