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IL NAUFRAGO NEL LAGO DEI RICORDI

Post n°18 pubblicato il 30 Settembre 2005 da poeti76
Foto di poeti76

Ancora scrosci di notevoli gocce trasparenti lì dove il cielo confina con la terra...
Di nuovo nubi dense e impenetrabili come tavolette di ghisa asciutta creata col calore...
I muri delle abitazioni di cemento ridotti a fragili corpuscoli in miniatura su cui l'acqua piovana dipinge figure indecifrabili che spariscono al primo sole.
Piccoli insetti e uccelli gemellati alla ricerca frettolosa e spasmodica di cave terrestri funzionali allo scopo di non bagnare il loro strumento di volo.
Folate di masse d'aria impazzite che cambiano direzione all'improvviso soprendendo chiunque le attraversi. Aria quieta e travolgente che addolcisce l'atmosfera e si nasconde per poi rianimarsi improvvisamente e travolgere tutto col suo fare incessante.
Arbusti giganteschi, dapprima inespugnabili e solidi come roccia perenne, che dondolano al ritmo di musica confusa piegando i loro figli ramificati e abbandonando questi ultimi al loro tragico destino che li separerà per sempre dalla corteccia madre perché divelti dalla forza del messaggero di eolo.
Fasci di luce che nascono tra le mani di Zeus e, grazie al loro voltaggio iperbolico, tratteggiano una strada immaginaria quasi a forma  di sinusoide che conduce dalla volta celeste alle campagne erbose (e, in casi rari, giunge fino alla città impaurendo gli inconsapevoli abitanti).

Rumori assordanti e infernali che seguono il fulmine e torturano i timpani e le paure umane ricordando che siamo piccoli esseri al cospetto della dea natura.
Omini in giacca e cravatta che prendono posto nei loro uffici accompagnati da mezzi con manici e cappello che li proteggono dalla soluzione composta da idrogeno e ossigeno.
Ragazzi coraggiosi che giocano a calcetto incuranti dell'acquazzone che scende su di loro.
Le miscele di bitume che si decompongono come cadaveri millenari al passaggio del fiume di liquido blu chiaro che trabocca da una sponda all'altra del sentiero pedonale.
Il temporale è qui fuori e nel mio cuore.
Pervaso dai ricordi più profondi, mi sento in alcuni momenti come quel naufrago  di una nave appena sbattuto fuori da una tempesta tropicale.
Costui vaga senza metà, come Ulisse di Itaca, alla ricerca disperata di un'isola pacifica o di una zattera di salvataggio.
So che non sarà facile trovare salvezza perchè riaffiorano pensieri travolgenti come quelle gocce su citate. Ma il disperso ci prova perchè il naufragar gli è dolce in questo mare (frase leopardiana).
Quando ogni speranza è persa, ci si trova davanti a una visione divina.
Esiste un mondo che si trova aldilà degli occhi, dopo il muro del pianto e oltre il cervello. Un sito che è nascosto nella parte più profonda del cuore dove si annidano le emozioni.
Per raggiungerlo, bisogna avere una sensibilità così grande da poter nuotare in questo luogo.
Questo fondo ghiacciato diventa caldo al punto giusto quando viene attraversato da persone che viaggiano nel passato.
Ecco io come il naufrago che trovo conforto nel lago dei ricordi e lì avrò sempre con me i miei cari scomparsi.
Le emozioni si ricordano per sempre.
Buona serata.


Il messaggio 17 non esiste perchè è stato un errore.
Il quadro nell'immagine è a questo sito per chi vuole approfondire:
http://www.francescomorante.it/pag_3/302aa.htm
Questo messaggio è dedicato ad un mio amico morto in un incidente stradale. Era credo autunno di qualche anno fa quando ti sei accomodato tra le nubi e i raggi celesti lì dove il temporale non ti darà più fastidio. Così hai preso posto nel mio lago dei ricordi.

 
 
 

L'UOMO E LA NUVOLA

Post n°16 pubblicato il 23 Settembre 2005 da poeti76
Foto di poeti76

Ciao Nuvola,
come va?
So che stai bene perché sei la compagna di tante avventure più o meno belle.
Ormai è una vita che ci conosciamo. Ti ho visto crescere.
Ricordo ancora quando eri piccolina. Eri poco più di un batuffolo bianchissimo che accompagnava le mie giornate coprendo delicatamente il sole e ricordandomi, col tuo affetto paterno, che la vita non sarà sempre felice.
Anch'io ero piccolo e con le mie mani delicate e il mio visino angelico sorridevo incurante del vicino autunno dell'esistenza.
Mi trastullavo coi miei giochi, toccavo ogni oggetto attorno a me, camminavo carponi, cercavo la mano dei miei genitori e non conoscevo, quasi per niente, il significato dei problemi.
Coloro a me cari, che mi avevano donato la vita, pensavano a me. Così io potevo godermi per qualche anno la beata giovinezza incosciente.
Come sei cresciuta nuvoletta durante l'adolescenza man mano che anch'io maturavo.
Tu, la mia piccola nuvola dolce e bianca, la mia piccola compagna del paese dei balocchi, il mio primo contatto col mondo dopo i genitori, proprio tu ora eri diventata un peso sopra la mia coscienza?
Mi avevi insegnato a conoscere i difetti del mondo, mi sembravi un affettuosa madre, mi facevi riflettere quando ero troppo allegro...e ora invece mi caricavi di responsabilità?
Conoscendo le riflessioni Leopardiane dei problemi connaturati all'uomo (pessimismo fatalista) , ho imparato ad accettare il tuo peso conscio che la vita stessa è fatta di decisioni e scelte: non sei tu la causa di tutto povera nube.
Quel bambino oggi è un uomo ormai e la nuvola è una polvere scura che avvolge ogni individuo.
L'inverno della vita è arrivato e i problemi sono sempre più grossi.
L'ho capito fin dalle prime volte conosciuti che mi rispetti quando mi hai lasciato correre da solo nei prati della vita.
Devo risolvere i problemi da solo e crescere. Tu mi accompagnerai e io provvedeverò alla mia sussistenza.
Ma questa volta sarò io a gestire al meglio le situazioni e tu sarai sconfitta.
Un giorno, non molto tempo fa, mi facesti una domanda. La ricordo ancora.
Come farò a evitare il potente peso dei tuoi problemi nuvola?
Devi sapere che nella vita di ognuno di noi sono presenti raggi di sole che tu non puoi contrastare.
Questi fasci di luce sono gli amici, i genitori, i parenti, l'amore, un conoscente, ecc...
Loro ci aiutano a risolvere problemi che non riusciamo da soli.
Oggi io ho incontrato il mio raggio di luce che mi ha insegnato tanto.
So che sarai sempre con me nuvola. Ma è arrivato il momento di farmi andare.
Voglio vedere sempre il sole.
Anche tutti voi sappiate che avete questa nuvola di problemi che vi circonda. Però lottate con tutte le vostre forze e affidate alle persone care  che vi vogliono bene per superare i momenti difficili.
Forse quando avrò finito questa lettera, sarai sparita.
Ma non sentirò la tua mancanza.
Sono un uomo e non voglio più vedere questa nuvola.
Voglio vincere e lottare contro i problemi della vita.
Ti saluto nuvola.
Con affetto, tuo Simone.

 
 
 

LA FALSA MONETA

Post n°15 pubblicato il 19 Settembre 2005 da poeti76
Foto di poeti76

Buongiorno a tutti i chatters.
Questa volta mi trovo a scrivere di pomeriggio.
Vedo quindi, oggi ancora per una manciata di ore, l'astro infuocato che illumina e scalda  il nostro mondo con i suoi lunghissimi tentacoli luminescenti e dorati.
Dobbiamo tanto a questa stella color ocra pallido che esiste da 5 miliardi di anni e ci permette l'esistenza.
Una luce tanto luminosa da permettirci di vedere la natura coi nostri occhi, tanto forte d'estate da farci colorare la pelle di scuro, tanto calda da scioghiere i ghiacciai e tanto dolce da donarci i frutti della terra consentendo alle piante di effettuare la fotosintesi clorofilliana.
E' vero quando si dice che sole è vita.
La stessa forma della palla gialla è quella delle monete metalliche che usiamo ogni giorno.
Oggi mi sono ritrovato come spesso ognuno di voi a guardare l'euro metallico.
Che moneta affascinante!
Un cuore grigio contornato da un cerchio dorato che reca sul dorso il celebre disegno di Leonardo da Vinci sulle proporzioni ideali del corpo umano.
Pensavo a quando da bambino lanciavo le 100 lire in aria per decidere chi iniziava un gioco  a seconda dell'uscita frontale di testa o croce.
Ebbene sì! La mia mente è tornata indietro nel tempo alla famosa 100 lire minerva.
Giusto per intenderci, la tipica 100 lire che usavamo è quella che presenta una testa di donna come diritto e la figura mitologica di Minerva (dea della saggezza) come rovescio.
Quanti di noi l'hanno lanciata spesso in aria o quanti si divertivano a farla trottolare con l'unico scopo di riempire gli spazi di tempo vuoti.
La cosa divertente è che la moneta oggi più utilizzata è 1 euro pari a circa 2.000 lire di una volta. Quella invece a tanti cara valeva solo 100 lire.
Fa ridere pensare a quanto i tempi siano cambiati.
Si sorride fantasticando che fra qualche decennio i nostri nipoti non conosceranno più questa moneta minerva.
Noi ormai vecchi racconteremo di quando giocavamo con una moneta con un valore molto piccolo che tuttavia ci permetteva l'acquisto di dolci caramelle.
I nostri cari piccoli ci guarderanno con visi stralunati immaginandoci pazzoidi arteriosclerotici narratori di favole dato che la moneta monetallica più usata in futuro sarà forse il 100.000 euro. (ahahahaha)
E' allegro rendersi conto che un pò sto invecchiando se tante cose che vedevo da piccolo oggi non ci sono più.
I nostri occhi perdono però un pò di sorriso quando ci vengono nei pensieri le persone che ogni giorno fanno i conti con questo aumento dei prezzi (inflazione) e lottano con una vita molto difficile dal punto di vista economico (anche per il passaggio all'euro).
Questi sono gli eroi dei giorni nostri.
Se un giorno decidessimo di lanciare la moneta per decidere se è più importante l'amore o l'amicizia?
Cosa verrebbe fuori?
Ovviamente è un gesto metaforico perché non è una decisione che va presa in questo modo.
Mi serve solo per capire quanto può essere importante l'amore rispetto all'amicizia.
Sono due sentimenti paritetici? O uno è più importante dell'altro?
Banale sarebbe dire che sono sullo stesso piano.
Ma esistono  risposte banali? Io penso di no.
C'è chi dice che l'amore è più importante e io concordo sotto certi aspetti.
L'affermazione che può sorprendere è quella che dice che più importante è l'amicizia.
In un'ipotetica scala di valori l'amore non viene prima dell'amicizia? O almeno valgono uguale?
D'accordo che è sbagliato rinunciare agli amici.
Però capita di dover privilegiare l'uno o l'altro.
Si può realmente negare qualcosa al proprio ragazzo o ragazza in nome dei propri amici?
Mi piace pensare ad una metafora in cui l'amore e l'amicizia sono facce della stessa moneta dove quest'ultima simboleggia la persona.
Mi chiedo se sia proprio questo il modo giusto di vedere le cose.
Esce croce dell'amore.
Spesso sbattiamo nel nostro mondo di fronte a persone che spariscono dalla vista degli amici o elargiscono meno affetto perché sono completamente prese dall'innamoramento.
Magari è giusto che sia così.
In fin dei conti, con il proprio uomo o donna bisognerà in teoria viverci e anche per lungo tempo.
Con l'amico si può condividere tanto ma non è lo stesso rapporto che si costruisce con l'amato.
Ora voglio fare l'avvocato del diavolo.
Esce testa dell'amicizia.
Cioè se, al contrario, sono proprio gli amici quelli che durano per sempre e gli amori quelli che passano?
Non sarebbe più giusto, in cotal caso, donare qualcosa di più a un amico?
Forse la teoria della moneta non è poi così vera.
Chi lo sa!
Probabilmente sono due monete distinte (proprio come l'euro e la 100 lire) a cui ognuno attribuisce valori diversi a seconda delle proprie esperienze e conoscenze e in base a quello che prova in quella situazione.
Mi piace chiamarlo "Principio della falsa moneta".
La moneta, in realtà, non ha 2 facce perché la persona non ha 2 identità diverse.
La persona ha una faccia unica e decide cosa è meglio in quel momento.
Non si può dire se sia più importante l'amore o l'amicizia.
Si può solo dire che bisogna rispettare ogni tipo di rapporto.
Inutile dire che, per quello che fa provare, l'amore ha una preferenza dal mio punto di vista.
Come sempre una risposta univoca è impossibile. Dipende dalle valutazioni personali e dalle situazioni specifiche.
Ognuno gestisce i rapporti nel modo in cui ritiene più opportuno.
L'emozione non ha due facce. Ha una faccia sola che è quella del cuore.
Buona serata.

 
 
 

IL DILEMMA DELL'UOVO DI CIOCCOLATO

Post n°14 pubblicato il 13 Settembre 2005 da poeti76
Foto di poeti76

Sta arrivando il momento di andare a letto.
Mi fanno compagna i fuochi d'artificio che sento fuori dalla finestra per chissà quale festa di paese vicino,
qualche canzone scelta e messa tra le mie preferite e queste parole con cui mi emoziono e cerco di trasmettere qualcosa.
L'atmosfera è quella di sempre: il cielo scuro, la luna, le stelle, la finestra e il mio pc su cui poggio i polpastrelli delle mie dita per digitare lettere che forse prenderanno la forma di una freccia fatata e penetreranno in qualche cuore lasciando un segno tangibile e silenzioso nell'anima.
Oggi mentre mangiavo una stecca di cioccolato, mi sono trovato a fare una riflessione.
Mi sono ricordato della caratteristica particolare dell'uovo di Pasqua.
Molti sono attratti dalla carta multicolore e artistica che è la parte esterna dell'uovo.
Quante volte siamo affascinati da un bell'uovo al punto di non soffermarci sull'interno.
Per me l'uovo di cioccolato, sebbene confezionato con cura e ad arte, è buono per la qualità del suo interno e non tanto per la busta colorata che lo avvolge.
Credo che non ha molto interesse l'aspetto esteriore dell'uovo ma molto di più al contenuto.
Siamo davanti al dilemma dell'uovo di cioccolato.
Cosa conta nella vita? L'aspetto interiore o quello esteriore?
Fin da piccoli ci abituano a vedere il bello e non il buono.
I nostri giocattoli preferiti sono quelli che costano di più, quelli che emanano luce, quelli che si muovono da soli, quelli elettronici, ecc...
Che fine hanno fatto le bambole, le costruzioni e i trenini di una volta?
Lungi da me un'idea di ripudio della tecnologia e del progresso. Ma non è che stiamo buttando a mare la creatività, l'espressione e il significato del giocattolo?
Poi crescendo ci soffermiamo sul pc più veloce, sul vestito più bello, sulla macchina più appariscente, ecc...non stiamo perdendo di vista la comodità e l'affidabilità?
Stiamo forse coltivando una società in cui gli ideali si perdono e conta la sopraffazione del prossimo perchè vale il concetto che "morte tua, vita mia"?
Un archetipo di esistenza in cui vale la legge della giungla?
Il migliore è forse colui che appare e non colui che è?
Sono difetti che devo dire molta parte della vita attuale contiene.
E' difficile dire che oggi l'estetica non conta niente.
Il nostro stesso modo di pensare è fondato sull'estetismo.
Vedo persone che vagano nel mondo e nel tempo come mendaci edoni di loro stessi.
La società ci vincola a queste regole: se non appari, non sei.
Chi viola questo comandamento terrestre, è irrimediabilmente escluso.
Io non potrò mai dirvi di non vivere sul filo dell'apparire.
Come ho detto, è un vincolo forte del nostro mondo.
Mi preme però consigliarvi fortemente di essere.
Non lasciate che l'aspetto esteriore condizioni il vostro essere interiore.
Ricordatevi che l'uovo di cioccolato ben confezionato non vale niente se il suo contenuto non è buono.
Questo è l'insegnamento dell'uovo.
Ognuno di noi può anche coltivare il suo aspetto esteriore purchè non dimentichi che è l'essere interno quello che conta.
L'emoziona non si divide in interno e esterno. Viene sempre da dentro.
E' arrivato il momento di dormire davvero.
Notte a tutti.

 
 
 

INDIFFERENZA

Post n°13 pubblicato il 07 Settembre 2005 da poeti76

La notte è arrivata.
Ormai il mio compleanno è passato già da 3 lune.
I giorni passano molto velocemente.
Mi sembra ieri che organizzavamo con gli amici la vacanza estiva di agosto.
Invece era giugno e ora siamo a settembre.
Il sole tramonta prima la sera. Ormai già alle 19 si vede il buio mentre prima avevamo luce naturale fino alle 21.
La luna sembra più splendente perchè diventa padrona delle giornate dato che le ore notturne sono sempre maggiori.
Gli uccelli cantano meno e incominciano a sparire dalla vista umana anche se sono nascosti in qualche parte più calda.
Qualche foglia invecchiata comincia a cadere e i rami rinsecchiscono.
Il vento non è più il benevolo portatore di fresco estivo ma il soave traghettatore verso il freddo.
Il mare, chiamato distesa d'acqua nella bella stagione, comincia a incrinare il suo moto ondoso e lo colora lievemente una per ora piccola spuma bianca.
Il cielo limpido come uno specchio ha lasciato il posto a una visione più sognatrice dell'arco celeste perché soffici ammassi nuvolosi gli fanno da sfondo.
Qualche goccia d'acqua piovana ormai riempie le nostre strade e rabbuia l'atmosfera.
Per le strade le comode maniche corte della sera vengono sostituite da qualche maglioncino più pesante.
I segni ci sono tutti: sta arrivando l'autunno.
Ti accorgi che a poco a poco il tuo umore diventa più malinconico dipingendo nel tuo animo un color più spento.
In effetti, tanti gradiscono anche questa stagione.
Però di sicuro l'estate è vista come periodo di divertimento e l'autunno è la fine del gioco e per questo è tanto odiato.
Mi sento di schierarmi dalla parte di questo periodo senza colpa che va da settembre a dicembre.
Purtroppo viene dopo il caldo e le vacanze ma sono comunque 3 bei mesi.
Che stagione è l'autunno?
E' tempo di passaggio, tempo di cambiamento, tempo di moderazione e di attesa, ecc...
Forse per queste sue caratteristiche mi ricorda qualsiasi cosa che si trova nell'indecisione, cioè l'indifferenza.
Cos'è l'indifferenza?
Quante volte è capitato di vedere persone che stanno male e chiedono aiuto che gli viene negato?
O peggio ancora quante volte qualcuno fa male ad un altro e non si interviene come la più grande omertosità che esista?
Costui è l'indifferente.
E' l'ignavo dell'inferno dantesco.
Forse una persona che si comporta peggio di chi fa male perché accetta passivamente che ciò avvenga e resta a guardare.
Almeno chi fa male prende una decisione. Decide da che parte stare.
L'indifferente non decide niente e fa il gioco dei disonesti.
Credo che il mondo sia pieno di questo.
Anche ognuno di noi forse qualche volta lo è stato.
Vi invito a riflettere e non comportarvi come costoro.
Nella vita anche nelle piccole cose è sempre importante prendere una decisione e non lasciare che il mondo ci cada addosso.
Riflettere è importante ma decidere lo è altrettanto.
Il pensare fine a se stesso non serve a niente. Scegliere dopo aver pensato rende l'uomo migliore.
Io ho scelto di non affogare nel mare dell'indifferenza. Fatelo anche voi.
L'emozione non è mai indifferente...
Cielo fai da cornice ai sogni dei miei amici virtuali.
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Un blog di: poeti76
Data di creazione: 21/08/2005
 

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