Creato da michele_porcaro il 09/01/2010

La grotta dell'anima

Vivere lib(e)ri, sogni, idee, riflessioni, emozioni

 

 

Discesa agli Inferi. Viaggio alla ricerca del Sé

E' da poco uscito il mio saggio. 

 

Il viaggio esprime un desiderio profondo di cambiamento interiore, un bisogno di esperienze nuove, più che di spostamento locale. Secondo Jung, testimonia una insoddisfazione che spinge alla ricerca e alla scoperta di nuovi orizzonti. […] Il viaggio nell’inferno rappresenta una discesa alle origini, come nel sesto canto dell’Eneide, o una discesa nell’inconscio, secondo le interpretazioni moderne. I Romani si cercavano titoli di nobiltà presso gli antichi eroi; l’uomo moderno ricerca cause che spieghino i suoi comportamenti. Il viaggio agli inferi è sentito spesso come un’autodifesa, autogiustificazione più che come autopunizione. (Dizionario dei Simboli)
 
 
 

Cigni felici che le rive e l'acque

Post n°77 pubblicato il 24 Febbraio 2016 da michele_porcaro
 
Foto di michele_porcaro

Angelo Di Costanzo (1507-1591), gentiluomo, poeta e storico napoletano, autore della Storia del Regno di Napoli e di una raccolta di Rime. Questo sonetto viene dalla sua raccolta poetica: Rime, Sonetto XV

Cigni felici che le rive e l'acque

Del fortunato Mincio in guardia avete,

Deh, s'egli è ver, per Dio, mi rispondete,

Tra' vostri nidi il gran Virgilio nacque?

Dimmi, bella Sirena, ove a lui piacque

Trapassar l'ore sue tranquille e liete:

Così sia le ossa tue sempre quiete,

E ver ch'in grembo a te, morendo giacque?

Qual maggior grazia aver dalla fortuna

Potea? qual fin conforme al nascer tanto?

Qual sepolcro più simile alla cuna?

Ch'essendo nato tra'l soave canto

Di bianchi cigni, al fin'in veste bruna

Esser dalle Sirene in morte pianto.

 
 
 

KRIEG (16)

Post n°76 pubblicato il 03 Novembre 2013 da michele_porcaro
 

  Il Dottor Kayuna osservava le scene dell’operazione scorrere frenetiche sullo schermo. Non mosse ciglio quando vide Tito sparare prima su Ken e poi sul sequestratore. Spense lo schermo e si voltò verso Jameson e Xavier. C’eranoanche Ken, Rye e Tania. “Tito dove si trova adesso?” 

“In sala ricreazione,Dottore”, l’informò Tania. “Quello è un pazzo criminale” protestò Rye. Il Dottore la fissò. “Ha avuto assoluto disprezzo per la vita umana, ha sparato su Ken, un suo compagno, come se niente fosse e quasi se ne è vantato”. 

“Tu hai qualcosa da dire, Ken?” 

“Sì, Dottore! Personalmente credo che Tito abbia agito bene, nel rispetto delle regole e valutando per bene le potenzialità sue e mie”.

 Rye allibì. Non riusciva a crederci. 

“Perché?”, domandò per tutti il Dottore.

 “Sapeva che quando un compagno è preso in ostaggio non si deve trattare e lo ha fatto, sapeva che ero protetto da una tuta Kelder e da un giubbetto anti-proiettili e di conseguenza ha sparato con una pistola che hasolo scalfito il giubbetto. Ha sempre mantenuto il sangue freddo. Non sarà simpatico a tutti per il suo carattere scostante, ma è un ottimo elemento. Ha fatto bene a sceglierlo per la missione, Dottore”. “Bene, ora vi prego di andare”.

Lagrossa valigia nera era salva. Quei sequestratori erano stati un grave intoppoalla missione. Wadem e De Biase erano soddisfatti. Andreas li osservava.Sembravano due bimbi che stanno per scartare il tanto atteso regalo. Con loroc’era il Dottor Kayuna. 

“Il contenitore è stato analizzato?”, domandò Wadem. 

“Sì, ma c’è un problema. Il disco R – Z è mancante. Qualcuno lo ha preso dopo che i nostri due agenti sono saliti sull’aereo, o prima che gli altri agenti agli ordini del generale Pffeifer prendessero la valigia. Inoltre non possono essere stati i sequestratori, non sono mai entrati nel vano bagagli”. “Così la missione è fallita. Chi ha quel disco?” disse Kayuna. Era molto incuriosito.

Tito osservava in silenzio il muro davanti a lui. Stava appoggiato su un muro della sala ricreazione. 

“Sei molto silenzioso oggi”. Vanessa si fermò al suo fianco.Non si aspettava nessuna risposta. “Sì!”

 La ragazza lo scrutò stupita. Gli sorrise. “Ho incontrato il Dottore, mi ha detto che sei a tutti gli effetti nella squadra, complimenti”. 

“Tu ci credi?” La domanda di Tito fu del tuttoinaspettata. 

“Sì!”, rispose.

 

  

 
 
 

KRIEG (15)

Post n°75 pubblicato il 03 Novembre 2013 da michele_porcaro
 

Vincenzo cadde a terra. Un tremendo rumore rimbombò in tutto l’aereo. Ben Finley sentì il tappetino sotto i suoi piedi scuotersi. “Stanno attaccando!” sibilò Said.

Ilfumo riempiva l’intera struttura. I passeggeri tossivano fortemente. Paratoreera a terra, aveva perso i sensi. Tito gli prese il mitra. Rye era alle suespalle. Gli occhiali infrarossi offrivano una buona visibilità. Ken aveva giàraggiunto lo sportello verso la testa dell’aereo. Alex si vide davanti un uomo.Cascò a terra sanguinante. Una raffica di mitra gli aveva squarciato il petto.Dietro di lui cadde Ravano, atterrato da una scarica di mitra. Rye avevaraggiunto Ken. “Non ci sono sequestratori nella coda dell’aereo”, gli sibilòdall’auricolare del casco. Li seguiva Tito.

“Ora!”,ordinò Pffeifer agli agenti alle sue spalle. “Ora!”, urlò Moll allatrasmittente. Squadre di agenti nascosti sbucarono verso l’aereo. Per primacosa avrebbero sfondato lo sportello.

Finleycascò a terra colpito dai proiettili sparati da Ken. Li divideva solo unosportello. Ne era rimasto solo uno. Ken si trovò rovesciato verso i suoicompagni. Said gli stringeva il collo e gli teneva il mitra dietro la schiena.Rye si fermò. Quell’uomo si nascondeva dietro il corpo di Ken.

 “Arrenditi, seisolo!”, gli urlò. 

“Tu lascia il mitra”. 

Tito si fermò. Rye era alla suasinistra, ma non gli ostruiva la visuale. Puntò la B – Wei e sparò. Rye urlò. Saidsi vide crollare il suo ostaggio sotto i colpi di un fuoco amico, di uncompagno di squadra. Tito non attese oltre. Appena vide la testa di quell’uomosparò. Said precipitò a terra. Il suo sangue scorreva abbondante dalla frontespaccata. Le urla delle teste di cuoio si spargevano nei corridoi del Trans –Air. Rye accorse verso Ken. “Stai bene?” Lui stava cercando di sollevarsi. Glibruciava l’attaccatura tra il petto e la spalla sinistra. Era il punto colpitoda Tito. 

“Per fortuna che ho la tuta e il giubbetto antiproiettile. Dammi unamano ad alzarmi, Rye”. La ragazza lo cinse da sotto le braccia e lo sollevò.Ken non ci mise molto a riprendere l’equilibrio. Rye fissò Tito. La visieraaffumicata non mostrava il suo sguardo. 

“Mi auguro che in una situazione identica tu non abbia inutili scrupoli verso di me, o saremotutti morti”, gli disse Tito e si allontanò. Le teste di cuoio erano all’altraestremità del corridoio. Aisha vide quell’agente tutto vestito di neroavvicinarsi a lei e andare oltre. “Quello è pazzo …” bisbigliò Kaspar. Losguardo pieno di odio di Rye continuava a seguirlo. Gli altri agenti, attoniti,si spostarono per lasciarlo passare.

Moll e Gynthas restarono stupiti. Una squadra diinvestigatori dell’A.S.S.E. riempì discretamente l’aeroporto e si accostò aogni singolo passeggero, prese il Trans – Air con tutto quello che c’era dentroe portò via il sequestratore sopravvissuto e i corpi dei suoi compagni. Chissàtra quanto avrebbero rivisto il tutto. Kaspar stava scendendo con Aisha.Avevano appena messo piede sul suolo ungherese. “Signor Kaspar Dhiel, signorinaAisha, sarei lieto se mi seguiste”. Quell’uomo mostrò il tesserino degli agentidell’A.S.S.E. . Erano finalmente venuti a prenderli e lui poteva dire addioalla partita. “Sa dirmi come è andata la semifinale di coppa?” L’altro lo fissò smarrito

 
 
 

KRIEG (14)

Post n°74 pubblicato il 21 Luglio 2013 da michele_porcaro
 

© Copyright 2013 Michele Porcaro Tutti i diritti riservati

"Sono lieto della vostra presenza, generale Pffeifer, ma la ritengo eccessiva e ..."
"Signor Gynthas, dica pure che le dà fastidio che le togliamo il comando delle operazioni". Marcus Gynthas tacque. Sì, era vero. Perché dovevano intervenire loro? Questo significava anche che avrebbero dovuto dare agli uffici scientifici dell'esercito l'intero aereo e tutto il suo contenuto fino a tempo indeterminato. Senza contare che i passeggeri avrebbero dovuto passare un brutto quarto d'ora di interrogatorio.
"I vertici sono stati davvero eccessivi" si lamentò Matthias Moll, capitano delle teste di cuoio.
"Cosa c'è? Non gradite chi vi fa le buone azioni?" "Personalmente non gradisco chi mi toglie il lavoro da sotto il naso".
"Può lamentarsi quanto vuole, ma così hanno deciso i vertici. Seguirete il mio piano e i miei ordini". L'unica cosa che digeriva di quella situazione era che degli agenti della Agenzia Speciale di Sicurezza Europea avrebbero rischiato invece dei suoi uomini. "Siete pronti all'azione?" I tre annuirono.
Vincenzo passeggiava nervoso lungo il corridoio della classe turistica. Non era riuscito a trovare dei salatini su tutto l'aereo. Questa era la cosa più insignificante. Gli unici due che riuscivano a restare calmi erano Finley e quel Said. Quell'arabo gli metteva i brividi. Era impassibile come un pezzo di legno. Tutta quella situazione sembrava non turbarlo per niente. Erano circondati da una marea di sbirri e lui non batteva ciglio. Inoltre i fatti del grattacielo della Fujima non glielo rendevano simpatico. Un elicottero. Era il secondo che i poliziotti non riuscivano a fermare. Scosse la testa. I giornalisti sbucavano dappertutto.
Le pale del rotore facevano un rumore assordante. "Volteggi intorno al centro", ordinò Ken al pilota. L'uomo fece un cenno con la testa. Puntò il cannoncino Scorpio verso il tetto. Si sarebbero dovuti scaraventare da un'altezza di otto metri agganciati ad una corda elasticizzata per lo squarcio e, scioltisi, iniziare l'operazione antisequestratori. Subito dopo sarebbero intervenute le teste di cuoio ungheresi.
Il colpo partì.

 

 
 
 
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