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Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare.

Elbert Hubbart
 

IL MILLEPIEDI

Un millepiedi viveva sereno e tranquillo.
Finché un rospo un giorno gli chiese:
"In che ordine metti i piedi l'uno dietro l'altro?". Il millepiedi incominciò a lambiccarsi
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IL MISTERO DI GIULIA

 

 

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La crisi degli asini

Post n°1536 pubblicato il 29 Settembre 2011 da otreblasus
 

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.

In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe
comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.

I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era
alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio
gonfio, felici come una pasqua.

L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per
asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.

Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora
venduto gli ultimi asini del villaggio.

Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato
asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena
acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere
le bestie 400 € l'una.

Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana
successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a
quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si
indebitarono con la banca.

Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un
paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del
villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i
capelli.

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i
prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono
sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.

Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che
se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe
dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al
Comune.

Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli
abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi
al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò
i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così
tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.

Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso
alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei
villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo
in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.

 Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare
le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le
strade, per la sanità .. Venne innalzata l'età di pensionamento e
licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al
contempo le tasse furono aumentate.

Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo
scandaloso commercio di asini.

Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il
banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un
isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li
chiamiamo fratelli Mercato.

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna
elettorale del sindaco uscente.

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli
abitanti del villaggio.

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?

Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade
delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011
(Giornata internazionale degli indignati) ... e fate circolare questa
storiella....

--
Gloriana Leone


 
 
 
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Data di creazione: 15/10/2006
 

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1. Spegnere le luci quando non servono;
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3. Sbrinare frequentemente il frigorifero: tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre;
6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

 

NOI POSSIAMO TUTTO CIÒ...

 

 

in ricordo di chi la terra s'è portato via

 

LA TUA VITA PUÒ CAMBIARE - PJ

 

IN MEZZO A TANTE...TROVERÒ ANCHE IO LA MIA...


Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

P.Neruda

 

 

AH SI'?


Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro. "Ah sì? " disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: "Ah sì?".
 

(Tratto da: "101 Storie Zen" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, Adelphi Edizioni, Milano, 1973)

 
 

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