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IL PIÙ GRANDE SBAGLIO


Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare.

Elbert Hubbart
 

IL MILLEPIEDI

Un millepiedi viveva sereno e tranquillo.
Finché un rospo un giorno gli chiese:
"In che ordine metti i piedi l'uno dietro l'altro?". Il millepiedi incominciò a lambiccarsi
il cervello e a fare innumerevoli prove.
Il risultato fu che da quel momento
non riuscì più a muoversi.
 

IL MISTERO DI GIULIA

 

 

« riflettere riflettere...Com'è curiosa la razza umana »

Quel senso di. "non so che..." ...

Post n°1448 pubblicato il 23 Marzo 2010 da otreblasus

Un cammino di crescita personale implica per forza di cose tutta una serie di presupposti e relative conseguenze che in certi momenti possono fare si che ci si chieda " e ora, che non sento nulla, ceh cosa faccio?" o qualcosa di simile...

ma questo che piaccia o meno è un passaggio pressochè obbligato, sicchè senza il mettersi in discussione e aver la preparazione di ritrovarsi quindi spiazzati da ciò che può emergere, è una tappa davvero fondamentale e necessaria per poter proseguire.

per esperienza personale, posso dire che in un paio di occasioni mi son ritrovato dinanzi ad altrettanti mostri che mai più avrei pensato sarebbero tornati alla luce e il primo impulso è stato quello di voltar loro le spalle e fingere nulla ma poi....

eh no caro!! mi son detto, non te la cavi così facendo il gonzo... presi quindi id petto e affrontati a viso aperto, qualche ferita l'hanno stuzzicata ma alla fine... è stata dura certo, ma la soddisfazione per la vittoria non ha avuto prezzo!!

Affrontare quindi questa sensazione così sgradevole è il lavoro per cercare di scoprire cosa c'è dietro - che a volte si può vagamente percepire quando ci fermiamo un attimo ad ascoltarci. E' una sensazione angosciante che fa veramente paura, una paura tremenda. Per cercare di non sentire quel senso di vuoto viscerale, molte persone creano un problema ancora maggiore, e cioè vivono con la "paura della vita".

Senso di vuoto e paura di vivere, paura del vuoto e paura di "sentire".
E allora cosa si fa?
Per neutralizzare il vuoto e la sofferenza, si nega il malessere, ma nello stesso tempo, facendo ciò si perde il contatto con la realtà - La vita diventa una cosa estranea a sè stessi, si diventa spettatori, non ci si sente protagonisti, non c'è alcun coinvolgimento, c'è invece paura di sentire, di essere in contatto con gli avvenimenti della vita, e per reazione ci si chiude sempre più.
Ma il chiudersi, non è l'unico sistema,anzi!! ci sono anche persone che per colmare questo vuoto, inventano sempre mille cose da fare, non si permettono di essere inattive neppure un minuto, perchè se si fermassero ad ascoltarsi, l'angoscia profonda, o la tristezza, o la disperazione prenderebbero il sopravvento.
Questi meccanismi sono comuni un po' a tutti; ovviamente c'è chi non ne è consapevole o non ha mai intrapreso un cammino di crescita, che negherà sempre, ma, nella mia esperienza ho realizzato che è un disagio che appartiene a tutti. 

Questo è un po' un piccolo sunto di alcune esperienze vissute in prima persona, esperienze che in certi istanti hanno fatto forse + male di quelle che hanno creato i ricordi dentro me, ma oggi a distanza di tempo, con il cammino fin qui fatto son ben felice di aver risofferto ancora una volta per certi passati, perchè oggi tutto quello che è stato è divenuto tesoro prezioso di esperienza vera, affinchè non abbia a ricadere su certi stessi intoppi.

 
 
 
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Un blog di: otreblasus
Data di creazione: 15/10/2006
 

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DECALOGO DEL RISPARMIO ENERGETICO

1. Spegnere le luci quando non servono;
2. Spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici;
3. Sbrinare frequentemente il frigorifero: tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre;
6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

 

NOI POSSIAMO TUTTO CIÒ...

 

 

in ricordo di chi la terra s'è portato via

 

LA TUA VITA PUÒ CAMBIARE - PJ

 

IN MEZZO A TANTE...TROVERÒ ANCHE IO LA MIA...


Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

P.Neruda

 

 

AH SI'?


Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro. "Ah sì? " disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: "Ah sì?".
 

(Tratto da: "101 Storie Zen" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, Adelphi Edizioni, Milano, 1973)

 
 

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