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Art. 21. - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
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Art. 19. – Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane.
Henry Ford

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IL PIÙ GRANDE SBAGLIO
Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare.
Elbert Hubbart
IL MILLEPIEDI
Finché un rospo un giorno gli chiese:
"In che ordine metti i piedi l'uno dietro l'altro?". Il millepiedi incominciò a lambiccarsi
il cervello e a fare innumerevoli prove.
Il risultato fu che da quel momento
non riuscì più a muoversi.
IL MISTERO DI GIULIA
| « Imparare da grandi maest... | La Sfida » |
che rabbia!!!!!
semplicemente non reprimere più la rabbia. tutta quella che è rimasta, dev’essere portata all’esterno, perché questo è l’unico modo di essere veramente tranquilli. ti puoi forzare a essere tranquillo, ma questa tranquillità prima o poi verrà turbata perché al di sotto di essa la rabbia bolle, aspettando il momento e l’occasione giusta. così sei sempre seduto su un vulcano. tutto è apparentemente tranquillo quando il vulcano non sta eruttando, non è attivo, ma all’interno si sta preparando. una parte della rabbia è venuta fuori, una parte è ancora lì – e quella che è venuta fuori era superficiale. la rabbia che deve venire fuori è più profonda – ecco perché è difficile da comprendere. una parte della rabbia è comprensibile perché è collegata a persone o situazioni. puoi comprendere il motivo della tua rabbia – la causa è chiara. ma quando questo strato – lo strato superficiale della rabbia – viene buttato fuori, di colpo arrivi a una sorgente di rabbia che non è collegata a un fatto esterno, che è semplicemente parte di te. nessuno ti ha insultato, non c’è in realtà alcuna scusa per arrabbiarsi – eppure la rabbia c’è. la comprensione diventa difficile perché non puoi gettare la responsabilità su un altro. ora è qualcosa che è dentro di te, che appartiene a te. la rabbia: parte del pacchetto ci hanno insegnato che la rabbia accade solo in una certa situazione di tensione. ma questo non è vero. nasciamo con la rabbia; è parte di noi. in certe situazioni viene a galla, in altre è inattiva, ma è sempre presente. quindi prima devi far uscire la rabbia che è in relazione a qualcos’altro, e poi arriverai alla sorgente più profonda di rabbia che non è in relazione a nessun altro – quella con cui sei nato. è un’emozione non indirizzata a nessuno, e per questo è difficile comprenderla. ma non occorre comprenderla. buttala fuori, non su una persona, ma su un cuscino, sul cielo, su dio, su di me! buttarla fuori è l’importante. e dato che non è collegata a qualcosa, è per forza assurda. non sai su chi o che cosa riversarla, come buttarla fuori. se la butti su qualcuno, ti sentirai molto colpevole, perché l’altro non se l’è meritata affatto. questo è il suo mistero, e ti disturba moltissimo, ti sconvolge. questo accade con tutte le emozioni. c’è una parte di amore che è in relazione a qualcuno. poi, se vai più in profondità, un giorno arriverai alla sorgente di amore che non è indirizzato a qualcuno in particolare. non si muove verso qualcuno; esiste semplicemente, è lì dentro di te. la stessa cosa è vera per tutto ciò che senti. tutto ha due parti. una parte, quella inconscia, quella più profonda, è semplicemente lì dentro di te, mentre la parte superficiale è l’operare di questo livello profondo nelle tue relazioni. chi rimane in superficie si dimentica sempre completamente dei propri tesori interiori. quando butti fuori la rabbia interiore, arrivi faccia a faccia con il tuo amore e la tua compassione presenti al tuo interno. la spazzatura dev’essere buttata fuori in modo che tu possa arrivare all’oro puro contenuto dentro di te. non cercare di comprendere! tienilo come punto fisso – non cercare di comprenderla. questo è uno dei problemi fondamentali che l’occidente, la mente moderna, deve affrontare; cerchiamo di comprendere tutto… ma la vita è di base un mistero. puoi viverla, ma non puoi comprenderla. se insisti a volerla capire, rimarrai superficiale. l’intelletto funziona solo in superficie, solo fino a un certo punto, ma poi non riesce ad andare più in profondità. la profondità non è la dimensione dell’intelletto; la lunghezza è la sua dimensione. quindi se vuoi conoscere i dettagli, l’intelletto te ne darà tantissimi, quanti ne vuoi, ma non potrà andare in profondità; non potrà scavare in un fatto nella dimensione della profondità, verticalmente. lascia perdere; non occorre comprendere. la rabbia è presente; è sufficiente sapere questo. dev’essere buttata fuori, perché se rimane in te non ti sentirai mai calmo e tranquillo; continuerà a bruciare come un fuoco dentro di te. continuerà a trovare pretesti all’esterno e, se non la butti fuori senza alcun pretesto, la butterai fuori con qualche pretesto – e allora il problema sarà ancora più complicato. la butterai sulla moglie, sui figli, sull’amico, su qualcuno. ma così creerai ancora più complicazioni per te stesso perché non avrai afferrato il punto. quindi la tua è una buona intuizione; usala. above all, don’t wobble osho - emotional ecology |
INFO
DECALOGO DEL RISPARMIO ENERGETICO
1. Spegnere le luci quando non servono;
2. Spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici;
3. Sbrinare frequentemente il frigorifero: tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre;
6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria;
7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
10. Utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.
LA TUA VITA PUÒ CAMBIARE - PJ
IN MEZZO A TANTE...TROVERÒ ANCHE IO LA MIA...
Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
P.Neruda
AH SI'?
Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita.
Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
La cosa mandò i genitori su tutte le furie. La ragazza non voleva confessare chi fosse l'uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.
I genitori furibondi andarono dal maestro. "Ah sì? " disse lui come tutta risposta.
Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai lui aveva perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo.
Dopo un anno la ragazza madre non resistette più. Disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.
La madre e il padre della ragazza andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino.
Hakuin non fece obiezioni. Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: "Ah sì?".
(Tratto da: "101 Storie Zen" a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, Adelphi Edizioni, Milano, 1973)
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