Post n°11154 pubblicato il
25 Febbraio 2025 da
childchild
Nella Cupa Catena – Di SiriusB
Nella cupa alba grigia, arrancano nel fango,
Banchieri e contabili, anime in affitto.
Robot dagli occhi incavati, con i volti tirati,
Si trascinano nell’ombra, privi di luce.
Contabili curvi, i loro spiriti schiacciati,
Esecutori degli schiavisti, voci attutite.
Le strade piangono petrolio, una macchia rancida,
Ogni passo un anello in una catena infinita.
I loro occhi sono fosse, dove i sogni marciscono,
Cavità di cenere nella oscurità del giorno.
I cuori di metallo tintinnano, un battito senza gioia,
Mentre marciano come uno solo, lungo la strada desolata.
L’aria è pesante, densa di disperazione,
Un coro di sospiri inquina l’aria.
Nessuna scintilla, nessun fuoco, solo ingranaggi di una ruota,
Macinando le loro ossa per lo zelo verso i padroni.
Ma quando la notte dispiega il suo sudario di velluto,
Mi distacco dal branco, inflessibile, indomabile.
Salgo con grazia verso il grattacielo più alto,
I tetti sono il mio regno, il mio legittimo posto.
Da questo alto trono, il vento taglia in profondità,
Un uomo libero ora, non più addormentato.
La città si estende, una distesa scintillante,
Il dominio dei cacciatori, ascolto la chiamata.
Con occhi come lame, trafiggo l’oscurità,
Seguendo la mia preda, ogni segno fugace.
Non cerco carne, ma le catene che portavo,
Per inseguire il loro peso e non essere più legato.
La bestia interiore ulula, selvaggia e libera,
Un’ombra scatenata, una parte di me.
Nel freddo chiarore della luna, rivendico il mio diritto,
Di predatore nato dalla notte infinita.
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