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Quando la legge per la riconversione dell’industria militare?

Post n°149 pubblicato il 06 Giugno 2007 da Guerrino35

Un aereo italiano per il Pentagono? Finmeccanica spera nella commessa

A Finmeccanica incrociano le dita. L’annuncio di chi ha vintola maxi-gara d’appalto. del valore
di 6 miliardi di dollari, per il rinnovo della flotta di aerei da trasporto di Aeronautica ed Esercito Usa potrebbe essere dato dallo stesso presidente Bush durante la sua visita in Italia. E il nome
del velivolo scelto potrebbe essere quello del bimotore a turbina C-27J «Spartan», realizzato da
Alenia insieme con le americane L-3 Communications e Boeing.
Le rivali nella gara miliardaria sono Lockheed Martin con il suo quadrimotore C130J, successore
in linea diretta del C-130 attualmente in dotazione all’Air Force Usa, e il consorzio europeo Eads
che, assieme a Raytheon concorre con il C-295. L’ultima parola sulla gara d’appalto spetta al De-
fense acquisition board di Washington, struttura decisionale congiunta di Esercito e Aeronautica, ma tra gli addetti ai lavori la scelta sarebbe stata già fatta e l’attesa riguarderebbe solo l’annuncio ufficiale. V. COR. Da La Stampa del 4 giugno2007.



Gli elettori di questo governo vogliono innanzi tutto la pace. Anche l’economia deve essere una economia di pace. I nostri ministeriali si diano una mossa perchè venga rispettato l’articolo 11 della Costituzione e la volontà di tutti i cittadini. Non è perdonabile perseguire politiche economiche militari. Nessun impegno da chiunque assunto, nessuna necessità di politica concreta può prevalere sulla indispensabilità della pace.
Ricordo che le industrie che dovranno produrre questi strumenti di distruzione sarebbero l’Alenia di Caselle e le riconvertite officine di Cameri.
Addirittura la chiesa piemontese ha fatto sentire le sue proteste e i nostri partiti?
Temo siano allineati con la Finmeccanica, per la quale come Singer facevamo frigoriferi e lavatrici.

 
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fabio.1971
fabio.1971 il 06/06/07 alle 15:50 via WEB
Non mi va che Corso Marche e Caselle diventino obiettivi militari.
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Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 07/06/07 alle 00:41 via WEB
Corso Marche no ma Via Pianezza...magari! :) Elena
(Rispondi)
 
 
fabio.1971
fabio.1971 il 07/06/07 alle 14:51 via WEB
Vabbé C.so Marche passa da Via Pianezza quando diventa C.so Sacco e Vanzetti direzione tangenziale. Forse il discorso non è lineare come volevo far intendere comunque il sunto è: son due passi.
(Rispondi)
 
marea14
marea14 il 07/06/07 alle 01:30 via WEB
Ci sono troppi interessi in ballo ...
(Rispondi)
 
Guerrino35
Guerrino35 il 07/06/07 alle 09:36 via WEB
Lettera al giornale Liberazione di un compagno di grandi battaglie, vedi il post n° 48 del blog RETICOLISTORICI, assessore regionale in Piemonte negli anni ‘70 e deputato del pci..... Armamenti. Il Governo e gli aerei da guerra ...................... Caro direttore, “La Stampa” del 5 giugno porta la lieta novella che con ogni probabilità FinmeccanicaAlenia ha vinto la maxigara d’appalto per sei miliardi di dollari per fornire agli Usa aerei da guerra. Aggiunge “La Stampa” che l’annuncio potrebbe essere dato (grazioso regalo!) dal Presidente Bush durante la sua visita in Italia. Per la verità la cosa non è una grande novità. Già tempo fa Alenia dichiarava con orgoglio che volava “sulle ali di Sparta”. Nello scenario mondiale e particolarmente europeo di questi giorni la notizia è semplicemente sconcertante. Che in tutti questi 20 anni di proposte da noi fatte per produzioni alternative, elaborate con tecnici, docenti universitari. Ex direttori d’officina ecc., né Berlusconi, né Prodi ci abbiano degnato di una risposta è segno del distacco clamoroso fra governo e società civile. All’Alenia si aggiunge la produzione proposta per Cameri per caccia bombardieri dotati di armi nucleari. Vogliamo sapere se il presidente del Consiglio Prodi ricorda la legge 185 del l98O che all’articolo 3 recita: «il governo è impegnato alla graduale riconversione della industria bellica in civile. Assunto “graduale” che abbiamo sempre accolto consapevoli che non si cambia repentinamente un modello di “produzione” e”modi di lavorare” da un momento all’altro. Ma venti anni sono troppi! E la domanda la giriamoanche ai nostri ministri. Infine rileviamo che è in corso una viva protesta per i siti militari a Vicenza. Questa questione del “contenitore” vicentino va collegata ai “contenuti”. C’è fra Piemonte e Vicenza una intimità di problemi: quel che dovrebbe finire nei siti militari lo produciamo anche da noi in Italia ed in Piemonte. Gianni Allasia
(Rispondi)
 
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