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P. & S.

 

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"Ci giunge notizia che, dopo 17 anni di attesa,

l'Inter F.C. ha conquistato il suo quattordicesimo scudetto,

 il primo in assoluto assegnato a tavolino alla terza classificata

del campionato 05/06.

 A Massimo Moratti, a Roberto Mancini

e al Commissario Federale Guido Rossi, i più vivi

rallegramenti per la STRAORDINARIA IMPRESA SPORTIVA".

(G.Padovan - Tuttosport del 27/7/06)

 

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Povera Italia

Post n°330 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da SunJuve

 


Chi ha corrotto David Mills?

 

 

 

 



Mi scrive un collega inglese, e non capisco se fa l’ingenuo o semplicemente fa il normale perché lassù, al di là della Manica (ma anche solo al di là delle Alpi), due più due fa quattro e basta e non ci sono ma e però. Bene, mi chiede: “Così David Mills è colpevole. La questione è: chi l’ha corrotto?”. Deve scrivere per il suo giornale e vorrebbe capire.
Mi accorgo mentre gli rispondo che quello che scrivo gli risulterà incomprensibile: spiego che una legge chiamata lodo Alfano, dal nome del ministro della giustizia del governo Berlusconi, ha stabilito che il primo ministro (dunque Berlusconi) non può essere processato e dunque chi per logica ha corrotto l’avvocato inglese Mills, cioè Berlusconi, non si può dire che è colpevole di quella corruzione perché, grazie alla legge del suo stesso governo, non è stato processato. Aggiungo che in Italia ci sono tre gradi di giudizio e che questo è solo il primo grado, ne mancano altri due per concludere che Mills è colpevole.
Mi aspetto il suo prossimo messaggio: what a mess! (che casino!). E mi accorgo che la sua domanda è rimasta senza una risposta: se David Mills è colpevole, chi l’ha corrotto?






 
 
 

Juve

Post n°329 pubblicato il 17 Febbraio 2009 da SunJuve



Campioni nel cuore


Editoriale di E. LOFFREDO del 16/02/2009 22.18.34


 


Oggi mi sento più rancoroso del solito. Sarà l’insofferenza nel vedere la Juve allontanarsi sempre più dalla vetta, magari sarà stata la lettura dell’articolo di un “collega” di questa redazione, forse saranno anche vicende mie personali, chissà. “Sono le cose della vita”, come recitano i versi di una canzone.
È un fatto incontestabile che tra le cose personali della mia vita ci sia una Signora che si veste di bianconero e si fa condurre da baldi cavalieri. Qualcuno di quei cavalieri, in occasione del rinnovo contrattuale, ebbe modo di dichiarare che “non lascia la sua Signora”.
Tra tutti quei baldi cavalieri, nessuno ha avuto il coraggio di urlare: “giù le mani dalla mia Signora!”
È cosa impensabile che un Del Piero o un Buffon sostengano apertamente questa Associazione, ma è altrettanto vero che ci aspetteremmo che i nostri beniamini non assumessero atteggiamenti di remissione di fronte agli interlocutori che hanno la sfrontatezza di porgere domande su farsopoli.
Cari campioni, non basta dire «io li ho vinti sul campo» , «a dispetto dell’albo d’oro li sento comunque miei» o «anche i nostri avversari ce li riconoscono». Già, magari alludete a quegli stessi avversari che cantano “io vinco senza rubare” , con ciò facendosi una volta di più sberleffo dei colleghi che si allenano a Vinovo…
Non viene ai reduci del 2006 il desiderio di difendere il lavoro svolto, le fatiche profuse e il sudore versato sul campo? Non sentite di essere stati scippati di due anni della vostra vita? Solo i Tifosi (e neanche tutti) si arrabbiano a vedere sottratti due titoli, che significano molto più della menzione nell’albo d’oro?
Che forse per accendere in voi il fuoco della protesta dovevano togliervi anche i premi percepiti per la vittoria (sul campo e non a tavolino) di quei due titoli?
È vero siete stati voi a dover giocare nella serie cadetta, ma è altrettanto vero che saranno i Tifosi, quelli rancorosi tanto per intenderci, che soffriranno vita natural durante la macchia della serie B.
Siete parte e dipendenti di un’azienda e come tali dovete anche sottostare alle strategie aziendali. Non sempre però il dipendente deve accettare supinamente, anzi ha il dovere di reagire se si accorge che viene messa a repentaglio l’azienda per la quale lavora. E come il militare non deve eseguire un ordine manifestamente criminoso, così voi avevate il dovere di manifestare pubblicamente il vostro disappunto e urlare la vostra innocenza. Dopotutto qualcuno stava uccidendo la vostra e soprattutto la nostra Signora.
Sempre più spesso si sente dire che nel mondo del pallone non esistono più le bandiere. Io invece credo che indossare quella maglia abbia fatto nascere in molti di voi il desiderio e l’orgoglio di essere una bandiera.
Manzoni ha scritto “Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare”.
Mi chiedo quanto coraggio vi serva per esternare (e magari dare una picconata alla dirigenza che ci ritroviamo) verità che si fanno giorno dopo giorno, grazie anche a sentenze di tribunali veri, sempre più evidenti e lampanti.
Forse aspettavate che fossero i pacifici sussulti della piazza a darvi l’impavidità di alzare la voce (ma ne dubito). Invece la piazza aspettava che foste voi per primi a ribellarvi all’ingiustizia. Questa attesa reciproca è stato uno degli elementi che hanno consentito lo scempio.
Cari cavalieri, oggi che un gruppetto di inguaribili oltranzisti è ancora barricato a difesa della Signora, rischiate di trasformarvi in tanti “Re tentenna” che vogliono imbracciare l’arma della denuncia a battaglia oramai conclusa.
Abbiate allora il coraggio di sventolare anche controvento e a difesa di vittorie che non sono solo vostre.

La storia vi attende, e vi giudicherà.


 
 
 

Sarà vero?

Post n°328 pubblicato il 12 Febbraio 2009 da SunJuve

Sarà vero?
Secondo gli studi scientifici, la prima lettera del tuo nome rivela la tua identità sessuale.

Vi riconoscete nella descrizione della Vostra Lettera ?


 


-A-

Non sei particolarmente romantico, però sei interessante in azione. Sei sempre occupato. Con te, quello che si vede è quello che si ottiene, sei come ti si vede. Non hai pazienza di flirtare e non ti da fastidio quando qualcuno è timido, carino o sottilmente eccitante. Stai sempre fronte a fronte con l'altra persona. Quando si tratta di sesso quello che conta è l'azione e non i trucchi segreti. Per te è molto importante l'attrazione fisica del tuo partner. Trovi che la persecuzone e le sfide siano una cosa rivitalizzante nella tua caccia. Sei appassionato e sessualmente avventuriero, più di quello che sembra, ma non racconti in giro le tue qualità. Le tue necessità fisiche sono primordiali.

-B-

Emetti vibrazioni di sensualità rilassata. Ti appagano le romanticherie,con vino e cena inclusi. Sei felice quando ricevi regali come espressione di affetto dal tuo partner. Ti piace essere lodato e sai come lodare il tuo partner. Sei molto riservato con le espressioni di tenerezza che manifesti, particolarmente prima di fare l'amore. Puoi controllare il tuo appetito e astenerti dal sesso se necessario. Hai bisogno di nuove sensazioni e di nuove esperienze e sei pronto ad averle.

-C-

Sei un individuo molto socievole ed è importante per te interrelazionarti. Hai bisogno di vicinanza e di essere unito a qualcuno. Sei disposto a conversare con il tuo partner sessuale prima, durante e dopo. Vuoi che l'oggetto del tuo affetto stia bene e che sia socialmente acettato(a). Vedi il tuo partner come il tuo amante e il tuo compagno(a). Sei molto sessuale e sensuale e hai bisogno di qualcuno che lo apprezzi e ti adori. Quando questo non accade hai l'abilità di sparire per lunghi periodi senza avere attività sessuale. Sei un esperto nel controllare i tuoi desideri e sei capace di dilatare e allargare le tue relazioni in conseguenza al tuo appetito vorace per il sesso.

-D-

Una volta che ti sei messo in testa quello che vuoi, fai qualsiasi cosa per conseguire i tuoi propositi. Non dai una risposta facile, però sei educato e carino. Se qualcuno ha un problema lo converti in tuo. Sei altamente sessuale, appassionato, leale e intenso, alcune volte possessivo e geloso. Il sesso per te è un piacere per essere appagato. Ti stimolano le cose eccentriche e inusuali che ti fanno diventare libero e aperto.

-E-

La tua grande necessità è quella di parlare. Se la persona dell'appuntamento non è una buona ascoltatrice hai problemi per relazionarti. Una persona deve stimolarti intellettualmente o non ti interesserà sessualmente. Hai bisogno di un amico per amante e una compagnia nel letto. Odi la mancanza di armonia e la disorganizzazione.Ti piace flirtare perchè per te è più importante stimolare l'atto sessuale in sè, però una volta che intrighi il tuo cuore sei molto leale. Quando non hai un buon amante, preferisci dormire con un buon libro.

-F-

Sei idealista e romantico, poni il tuo amante su un piedistallo. Troverai il miglior partner che si possa incontrare. Ti piace flirtare però una volta che ti innamori sei molto leale. Sei sensuale, sessuale e privatamente appassionato. Pubblicamente ti mostri stravagante e galante. Sei nato romantico. Le scene di amore drammatiche sono le tue fantasie preferite. Puoi essere un amante molto generoso.

-G-

Sei fastidioso(a) cercando la perfezione con te stesso e con il tuo amante. Rispondi a un amante il cui intelletto è uguale o superiore al tuo o a uno che possa aumentare la tua condizione. Sei molto sensuale e sai come arrivare al picco massimo della stimolazione erotica, perchè lo cerchi meticolosamente. Puoi essere estremamente attivo(a) sessualmente, quando trovi il tempo. Il tuo lavoro e le tue responsabilità precedono qualunque altra cosa. Puoi avere difficoltà emozionali quando finisci una relazione, però questo non è un problema e non ti farà chiudere sessualmente.


-H-
Cerchi un partner che rialzi la tua reputazione. Puoi essere molto generoso con il tuo amante una volta che riesci ad innamorarti. I tuoi regali al tuo partner sono sempre un piacere. Prima di innamorarti, pensi, tendi a essere frugale nel dedicarti a queste cose e le tue abitudini negli appuntamenti sono ugualmente cautelose come nella tua disinvoltura sessuale. Sei un amante paziente e sensuale.

-I-

Hai una grande necessità di essere amato, apprezzato... anche nel tuo lavoro. Apprezzi la lussuria, la sensualità e i piaceri della carne. Cerchi amanti che sanno ciò che stanno facendo. Sei inquieto e esatto nel soddisfare i tuoi desideri. Sei disposto a sperimentare nuove forme di espressione sessuale. Ti annoi con facilità e per questo hai bisogno di avventure sessuali e cambiamenti. Sei più sensuale che sessuale però qualche volta sei completamente lascivo.

-J-

Puoi essere molto romantico e legato al glamour dell'amore. Avere un partner è la cosa più importante per te. Sei libero nelle tue espressioni di amore e sei disposto a prendere opportunità, provando nuove esperienze con il tuo partner proporzionando a tutto questo il buon gusto. I cervelli ti accendono, vuoi sentire che il tuo partner sia intellettualmente stimolante, in altro modo troverai difficoltà per sostenere la relazione. Chiedi amore, dolcezza, vino e cena per sapere che sei apprezzato.

-K-

Sessualmente sei meraviglioso(a), però dovresti considerare meglio i valori delle persone e specialmente i tuoi. Non sarebbe male che questa motivazione ti ispiri a coltivarti un po' di più, cambiando l'immagine e l'impressione che proietti dall'inizio con le persone che hai intorno, e di più con chi ti attrae.

-L-

Sei molto romantico, idealista e alcune volte credi che l'amore significa soffrire. Ti attraggono le persone che hanno problemi insoliti. Ti vedi come il salvadore del tuo amante. Sei sincero, appassionato, lussurioso y sognatore. Non hai bisogno di aiuto per innamorarti. Fantastichi con film o riviste. Non racconti ad altri questa vita segreta nè le tue fantasie sessuali.

-M-

Sei emozionale e intenso. Quando ti vedi coinvolto in una relazione, ti dedichi totalmente a questa. Niente ti trattiene, non hai ostacoli nè barriere. Tu credi totalmente in qualcuno che è ugualmente appassionato e intenso. Credi nella totale libertà sessuale e cerchi ssempre di provare tutto. La tua energia sessuale è instancabile e ti piace proteggere il tuo partner. Sei capace di dilatare e allargare le tue relazioni a seconda del tuo appetito vorace per il sesso. Come la lettera C.


-N-

Sei una merda a letto. SI, semplicemente così, proprio come leggi.

-O-

Sei interessante nelle attività sessuali e riveli i tuoi segreti più timidi e i tuoi desidere. Potresti ri-canalizzare la tua energia sessuale per fare soldi e aquisire potere. Puoi avere facilmente periodi di celibato però sei appassionado, compiacente, richiedendo le stesse qualità dal tuo partner. Il sesso è un negoziato serio e richiede intensità e diversità, sei capace di provare qualsiasi cosa o persona. Alcune volte le tue passioni diventano possessività, cosa che devi tenere sotto controllo.

-P-

Sei molto cosciente delle tue priorità sociali. Non penseresti mai di fare qualcosa che danneggi la tua immagine o la tua reputazione. Le apparenze contano per te ed è per questo che vuoi un partner attraente. Allo stesso tempo vuoi una persona intelligente. E' abbastanza strano che vedi il tuo partner come tuo nemico; ricorda che un buon litigio stimola le vibrazioni sessuali. Sei sessualmente libero. Sperimenti sempre nuove forme di fare cose. Sei molto socievole e sensuale; ti piace flirtare e hai bisogno di essere trattato bene o di una ricompensa fisica.

-Q-

Hai bisogno di una attività costante e stimolante. Hai una tremenda energia fisica. E' molto difficile per il tuo partner seguirti sessualmente e nelle altre cose. Sei un amante entusiasta e hai la tendenza a essere attratto da gente di altri gruppi etnici. Hai bisogno di romanticità, cuore e fiori e di conversazioni che ti accendano.

-R-

Non sei dispersivo(a). Hai bisogno di qualcuno che possa mantenere la pace con te e il cui intelletto sia uguale o meglio del tuo. Ti accendi velocemente sia con chi ha una gran mente sia con chi ha un bel corpo. Quindi, l'attrazione fisica è molto importante per te. Vuoi sentirti orgoglioso del tuo partner. Privatamente sei molto sexy però non a letto, servi più come professore. Il sesso è importante per te però puoi essere un compagno di giochi troppo esigente.

-S-

Hai segreti, autocontrollo e sei timido(a). Sei molto sexy, sensuale e passionale, però non te lo permetti. Solo nel più intimo privato si rivela questa parte della tua natura. Conosci tutti i piccoli trucchi per negoziare. Puoi giocare qualsiasi ruolo, e prendere la tua vita amorosa seriamente. No sei stupido(a), hai la pazienza di aspettare che arrivi la persona giusta.

-T-

Sei molto sensibile, riservato e sessualmente passivo; ti piacciono i partner che prendono l'iniziativa. Musica, luci soffuse e pensieri romantici sono le cose che ti accendono. Fantastichi, però non tendi ad innamorarti facilmente. Quando sei innamorato(a) sei romantico(a), idealista, sentimentale e estremamente intenso(a). Ti piace usare i tuoi sensi e i tuoi sentimenti. Puoi modificare le tue relazioni a seconda dei sogni che sono sempre nella tua testa.

-U-

Sei entusiasta e idealista quando sei innamorato. Ma quando non sei innamorato di qualche persona, sei innamorato dell'amore, cercando sempre qualcuno da adorare. Vedi le cose romantiche come una sfida. Sei un vagabondo e hai bisogno di avventure, eccitazione e libertà. Ti piace fare regali e vedere che il tuo partner sta bene. Il tuo modo di condurre il sesso è forte e desideri una gratificazione istantanea. Sei
disposto(a) ad anteporre il piacere del tuo partner al tuo.

-V-

Sei individualista e hai bisogno di spazio, libertà e eccitazione. Speri finchè sai che qualcuno ti vuole. Senti la necessità di essere nella testa dell'altra persona per vedere cosa pensa. Ti attraggono i tipi eccentrici. Spesso c'è una differenza di età tra te e l'altro. Rispondi al pericolo, al thriller e alla suspense. Le scene lesbiche ti accendono anche quando non partecipi.

-W-

Sei molto orgoglioso, determinato e ti rifiuti di ricevere un "no" come risposta quando sei innamorato, il tuo ego è in gioco. Sei romantico, idealista e qualche volta sei innamorato dell'amore stesso, non vedi il tuo partner come realmente è. Senti profondamente e dai tutto in una relazione. Niente è troppo buono per il tuo amante e ti piacciono i giochi d'amore.

-X-

Hai bisogno di stimoli costanti perchè sei nato veloce. Puoi sostenere più di una relazione allo stesso tempo con facilità. Non puoi zittire la tua mente e parli quando fai l'amore. Puoi avere le più grandi storie, tutte solo per te, ma nella tua testa.

-Y-

Sei sessuale, sensuale e molto indipendente. Se non puoi fare le cose a modo tuo le lasci perdere. Vuoi controllare tu la relazione. Rispondi alla stimolazione fisica, ti piace passare ore intere solo toccando, sentendo e esplorando. In qualunque caso, se non puoi passare il tuo tempo a fare soldi, ti dedichi ai piaceri della carne. Hai bisogno di provare a te stesso e al tuo partner che sei un grande amante. Vuoi alimentare le tue performances e essere aperto, stimolante e romantico come compagno di letto.

-Z-

Per te, negoziare sta prima del piacere. Se sei completamente preoccupato per la tua carriera, o con cose concernenti il denaro, troverai molto difficilmente il relax e cadrai nel fango. Puoi essere romanticamente idealista e essere capace di avere molta sensualità. Però non perdi mai il controllo delle tue emozioni.Sei molto attento e cauteloso prima di intrigare il tuo cuore e il tuo corpo per queste cose. Una volta che sei riuscito a trovare l'amore ti pieghi come gomma

 
 
 

Farsopoli

Post n°327 pubblicato il 04 Febbraio 2009 da SunJuve

Risponde Oliviero Beha



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Oliviero Beha

Oliviero Beha, nato a Firenze nel 1949, si è laureato in Italia in Lettere (Storia medioevale) e in Spagna in Filosofia (Storia d'America). Ha lavorato e scritto per testate come Tuttosport, Paese Sera, La Repubblica, Rinascita, Il Messaggero, Il Mattino e L'Indipendente. Dal 2005 è commentatore politico e di costume per l'Unità. Nel 1987 dà inizio alla sua attività televisiva con trasmissioni come Và pensiero insieme ad Andrea Barbato, Un terno al lotto (1991) e Video Zorro (1995). Ha condotto e realizzato trasmissioni radiofoniche, come Radio Zorro, Radioacolori e Beha a colori. Dal 2001 al 2006 è docente di Sociologia della comunicazione alla facoltà di Architettura Valle Giulia dell'Università La Sapienza di Roma.
È autore di testi teatrali, di numerosi saggi e di raccolte di poesie che hanno vinto diversi premi. Nel 2000 ha vinto il Premio "Mario Pastore-Giornalista per l'Ambiente" seconda edizione, ad ottobre 2001 ha vinto il premio Guidarello per il giornalismo d'autore per la radiofonia. Il suo primo romanzo, "Sono stato io" è in libreria nel 2004. L'anno dopo pubblica "Crescete & Prostituitevi" e "Trilogia della censura". Nel 2006 è la volta di "Diario di uno spaventapasseri" e di "Indagine sul calcio". Seguono "Italiopoli" nel 2007 e "Il Paziente Italiano" nel 2008.
Oliviero Beha ci ha gentilmente rilasciato questa intervista:

A volte è l'indignazione stessa ad indignare. Lei ha ricevuto molte critiche per la sua partecipazione a Porta a Porta, nella recente puntata dedicata ai fatti di Calciopoli, puntata ritenuta troppo morbida nei confronti dell'ex D.G. della Juventus, da diversi organi di stampa, in primis La Gazzetta dello Sport. Eppure di processi mediatici colpevolisti a senso unico e senza contraddittorio se ne sono fatti a bizzeffe nell'estate del 2006. Lei è stato un accanito fustigatore del sistema calcio da molto prima, quando le varie Gazzette celebravano. Come ha vissuto dunque queste critiche?
Qualcuno in effetti mi ha accusato di essere stato troppo leggero con Moggi. Non hanno capito nulla. In realtà ho ricevuto centinaia di mail di stima e di comprensione che ho evitato di pubblicare. Ho pubblicato sul Blog invece quelle poche in cui mi si criticava proprio per avere la possibilità di invitarli ad andare a rivedersi la puntata. Ed infatti gli ho anche allegato il link alla puntata.

In un suo recente intervento al Tg3 ha sollevato dubbi su chi effettivamente abbia i requisiti per poter moraleggiare e additare Moggi come l'unico farabutto del sistema. Vediamoli insieme: il primo è Abete. Con lui il calcio si è rinnovato?
No, ovviamente no. E non si capisce come poteva rinnovarsi visto che Abete era il vice di Carraro. E poiché Carraro era il Presidente della FIGC ai tempi di Moggi, ed è coinvolto nelle intercettazioni, delle due l’una, o Abete dormiva oppure è corresponsabile di quello che accadeva.

Matarrese: appena ricevuto l'incarico in Lega disse "Il calcio sono io". Ma il calcio italiano non ha niente di meglio da proporre?
No, evidentemente no.

Guido Rossi e Pancalli: nel 2006, dopo tanti proclami del tipo "ora dobbiamo riscrivere le regole", hanno dato solo una spruzzatina al vecchio codice di giustizia sportiva e niente altro se non allargare i poteri di Palazzi anche alla fase delle indagini. Era solo questo il rinnovamento di cui il calcio aveva bisogno?
Naturalmente no e ciò si collega a quanto detto prima. E’ facilissimo dare addosso a Moggi come del resto io ho fatto nei miei libri, nei miei articoli e nei miei interventi quando la cosa lo meritava, però da quando ho capito che il sistema, molto semplicemente, attraverso l’espulsione di Moggi, cercava di mettere una “pezza a colore” alla propria sopravvivenza, allora discuto Moggi solo a condizione di discuterlo nel contesto del sistema e non da unico capro espiatorio.

Potrà mai rinnovarsi un movimento ancorato al "poltronissimo" Carraro o a Petrucci, che si ricandida ancora al Coni, ben oltre il secondo mandato, grazie all'aggiunta, nel nuovo Statuto, della postilla "Il computo dei mandati si effettua a decorrere dal mandato che ha inizio dalla prossima elezione da tenersi entro giugno 2005"?
Siamo la patria del Diritto. Conosco benissimo Petrucci. Il problema non è la persona Petrucci come la persona Carraro, ma è tutto l’insieme. In questo Paese lo sport è considerato una valvola di sfogo sub-politica mentre invece dovrebbe essere un viatico per il miglioramento della qualità della vita soprattutto in termini di sport, di disciplina olimpica e di spettacolo sportivo. Detto questo credo che sarà costretto a soccombere.

Il professor Uckmar aveva messo in guardia sui rischi che correva il calcio con i bilanci. Dopo che il professore è andato via molti hanno avuto gioco facile a far accettare i propri bilanci. Arricchire la propria rosa di calciatori senza aver messo tutti i soldi per poterlo fare non è drogare la corretta competizione? Non si parte in vantaggio su chi amministra con oculatezza?
Ma certo che il tutto viene drogato; certo che Uckmar è andato via ed è stata una grande perdita; certo che Guido Rossi è durato lo spazio di un mattino e poi dopo è tornato in Telecom; sono tutte cose che dimostrano il collegamento del sistema calcio “malato” che rappresenta una delle facce “malate” del sistema Paese “malato”. Io nei miei libri come Italiopoli continuo a scriverlo e per questo rispondo volentieri a queste domande.

Come aziende le squadre italiane, in generale, lavorano male. La Bundesliga, campionato meno attraente, riesce a convogliare denaro da molte più fonti, come lo stadio, gli sponsor, il merchandising. In Italia si campa solo grazie ai diritti televisivi. Il nuovo sistema mutualistico-collettivo non rischia di diventare assistenzialismo allo stato puro, anzichè fare emergere le società con una migliore gestione?
Le rispondo con un sì alla domanda, che però implicitamente dà anche la risposta. Ma darei anche una chiave di lettura ulteriore: come avrà letto negli ultimi giorni, l’Italia è record in Europa per quanto riguarda il conflitto di interessi; circa l’80% delle entità assicurative, bancarie, industriali e imprenditoriali vivono nel conflitto di interessi; In particolare chi siede nel consiglio di amministrazione di una spesso siede anche in quello di un'altra e così via, fino a creare un guazzabuglio di incroci tra cugini, parenti e affini. E ciò a accade a tutti i livelli a partire dal Presidente Berlusconi che è il prototipo perfetto di quello di cui stiamo parlando. Ebbene tutto questo in Germania non accade, i dati ci dicono che per quanto riguarda il conflitto di interessi siamo intorno al 30% contro il nostro 80% che si può sintetizzare in una sola parola: opacità, mancanza di trasparenza. Il calcio ovviamente non ne è immune e soffre della stessa malattia.

Da buon conoscitore dell'ambiente fiorentino, come interpreta l'attuale silenzio di Della Valle? Non si è nemmeno presentato al voto per la revisione in senso collettivo dei diritti tv, per cui tanto si era battuto. Partecipa poco ai lavori di Lega e non esterna quasi mai. Disillusione, distacco, prudenza: che cosa?
Non saprei. Credo che in termini pubblici probabilmente ha perso la fiducia, se mai la ha avuta, verso la rifondazione del sistema. In termini privati, da fiorentino, mi auguro che si dia da fare per salvaguardare i suoi interessi, la Fiorentina e quel poco di opportunità che Firenze e la Fiorentina rappresentano. In ogni caso lui è amico degli Abete e siede nei salotti buoni della finanza italiana in cui siede anche tra l’altro Montezemolo. Devo continuare?

Il passaggio di Kakà al City alla fine non si è concretizzato. Per Buffon chissà. Certo il potenziale di acquisto delle squadre inglesi si è rivelato impressionante e il gap tecnico tra calcio inglese e italiano è probabilmente destinato ad allargarsi sempre di più. Ci salverà Platini o forse sarà una fortuna diventare un campionato come quello francese?
Io la considererei una fortuna diventare come quello francese. Tuttavia credo che sia molto più probabile che si sgonfi il soufflè del calcio inglese anche perché i soldi sono arabi e quelli si potrebbero stufare cosi come si stanno stufando i russi. In quanto a Kakà credo che alla fine gli sia convenuto restare con Berlusconi.

Nella sua "Indagine sul calcio", racconta in maniera un pò differente da quella ufficiale, il fallimento della Fiorentina e il declino di Cecchi Gori. Quella volta Moggi non c'entrava niente, nemmeno di striscio. Quali sono i veri poteri forti nel calcio? Le banche?
Certo, essenzialmente le banche. E le rispondo con una battuta: negli Stati Uniti hanno Obama, noi in Italia abbiamo Geronzi.

Dopo la sentenza, dobbiamo escludere che la GEA fosse quel trait d'union tra potere affaristico-bancario e mondo del calcio, immaginato dai PM romani. Anche con questo però, conosciamo gli stretti rapporti esistenti tra Geronzi e Carraro, allora a capo della FIGC. Entrambi sono fuori dai processi. Chi attende giudizio sono i capri espiatori ?
Geronzi e Carraro sono tutto fuorché capri espiatori ovviamente. Casomai il discorso va affrontato dicendo che Luciano Moggi non c’entrava con la GEA. La GEA era semplicemente un tentativo, in parte riuscito e in parte no, visto che c’è stata una sentenza di assoluzione, di raggiungere una posizione preponderante sul calciomercato. Ma tutto ciò è da inquadrare nell’ambito del discorso sul conflitto d’interessi che abbiamo fatto prima.

Tra il 2005 e il 2006 i media italiani sono stati letteralmente invasi da intercettazioni, spesso nemmeno penalmente rilevanti, che hanno colpito e affossato alcuni personaggi fino ad allora considerati "potenti": Fazio, Fiorani, Consorte, Ricucci, Moggi. Chi ha premuto il grilletto?
Ci sono varie ipotesi. Io francamente non lo so. Relativamente a Calciopoli qualcuno ipotizzò che fosse stata decisiva quella visita di Moggi a Palazzo Grazioli che avrebbe innescato Galliani, il quale logicamente non lo voleva al Milan. Si è poi avuto notizia di possibili faide interne alla Juventus e che ci fosse interesse, da parte degli Elkann, a liberarsi di due dirigenti che agivano da “padroni”.

Se Calciopoli ha rappresentato un volgare cambio di potere per via giudiziaria-sportiva, chi comanda oggi?
Comandano i poteri che comandano nel resto del Paese. Abbiamo il Milan che coincide con il Presidente del Consiglio. L’Inter che coincide con i soldi della raffineria di Moratti e di tutto il Gruppo Moratti, Tronchetti Provera e via dicendo. La Juventus che coincide con la FIAT che viene sostenuta proprio in questo momento con aiuti di stato e poi quando le cose vanno bene investe i soldi all’estero mentre quando vanno male mette tutti in cassa integrazione. Lei mi domanda chi comanda nel calcio?

Non trova ci sia molto becero conformismo e stantia retorica nel mantra "adesso gli arbitri sbagliano in buonafede, mica come prima"? Se tutto è vero fino a prova contraria, una vera prova contraria per Calciopoli non c'è stata. Rimangono gli errori arbitrali gravissimi della scorsa stagione. Ragionando con la logica, il sospetto è legittimo tanto adesso quanto prima?
Gli arbitri non sbagliano in buona fede. Non sbagliavano prima in buona fede e non sbagliano adesso. Il problema è nell’utilizzo del termine buonafede che viene usato a sproposito. La domanda che Lei dovrebbe farmi è: gli arbitri sono corrotti? Questa sarebbe la domanda giusta!

Allora gliela faccio: gli arbitri sono corrotti o è solo "sudditanza psicologica"?
No, in linea di massima non sono corrotti e se lo fossero sarebbe un reato penale e come tale da perseguire. Gli arbitri sono semplicemente in corsa per fare carriera e sanno che faranno carriera solo se vicini al potere; ma questo accade anche in altri settori della nostra società.

Come giornalista sportivo, Lei è senza dubbio sui generis, per approccio al tema. Qual è la salute del giornalismo sportivo in Italia? Calciopoli, con i suoi eccessi giustizialisti a senso unico, ne è buon paradigma?
Non sono propriamente un giornalista sportivo. Sono un giornalista che ha fatto parecchio sport ad alto livello e per questo leggermente diverso dai giornalisti tradizionali. Detto questo il giornalismo sportivo tradizionale è ad un livello molto basso ma in questi ultimi tempi il giornalismo non sportivo gli si è avvicinato tantissimo, per cui tendono a confondersi e a livellarsi verso il basso.

Citava Giorgio Gaber, bisogna "far finta di esser sani", perchè la passione sopravviva a quello che avviene dietro le quinte del calcio. Eppure lei ha già rinunciato a fingere. Troppo acre l'odore proveniente dai "vespasiani"?
Io la passione ce la metto nel pretendere con tutte le mie forze che non solo il calcio ma che tutto il sistema Paese di cui il calcio rappresenta una faccia malata, malatissima, possa finalmente migliorare, per cui non me l’hanno spenta. Non mi hanno spento la passione intellettuale, culturale e politica. Mi hanno tartassato invece quella da tifoso innamorato del calcio

 
 
 

Popolo Juventino !!!

Post n°326 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da SunJuve
















Ai miei fratelli

Editoriale di I. SCALISE del 02/02/2009 0.00.06

 

<< È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus. Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio. La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, Torino, i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni. Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto "il meglio" del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite "storiche" per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi. >>


Ho scelto di introdurre questo mio editoriale con un discorso del compianto Dottor Umberto Agnelli per ricordare, a quanti forse l'hanno dimenticato, cos'è stata la Juventus fino a pochi anni fa e per rendere palese cos'è diventata da quel maledetto 31 agosto 2006.

Molti di voi riterranno questo confronto ingiusto, eravamo una corazzata invincibile, sia dentro che fuori dai campi calcio. Abbiamo contribuito alle vittorie della nostra nazionale, conquistato 29 scudetti e tutte le coppe europee. Siamo riusciti a dimostrare a tutti i grandi club che è possibile avere una squadra vincente senza debiti, senza chiedere un centesimo al proprio azionista di maggioranza e senza truccare i bilanci. Siamo usciti puliti da un processo in cui ci accusarono di essere una squadra di dopati e ancora oggi ricordiamo le espressioni e gli sfoghi liberatori del dott. Giraudo e del dott. Agricola, li ricordiamo perché uguali ai nostri. Mentre vedevo i loro volti sullo schermo, anche io mi sono abbandonato allo sfogo liberatorio. Ero orgoglioso della mia Juventus. Ero orgoglioso di tifare per una squadra con alle spalle una società solida. Una società che non si arrendeva alle facili garanzie di un patteggiamento. La Juve che lasciava l'avversario sempre con l'amaro in bocca. Una società che quando appariva in una trasmissione televisiva era subito silenzio, sia in trasmissione che intorno a noi. Non perché qualcuno dei dirigenti fosse un mafioso o arrivasse con la pistola in pugno, ma semplicemente perché rispettati.

Rispetto signori, dov'è finito oggi il rispetto per la Vecchia Signora? Avete mai visto qualcuno fermarsi di scatto o posare la tazzina di caffè o far consumare la sigaretta quando appare Cobolli Gigli? Non lo si farebbe neanche se entrasse di persona anziché dallo schermo di un televisore.

La Juve padrona è stata trasformata, nel giro di poche settimane, nella Juve simpatica e bonacciona. Una squadra quasi da compatire perché "poverina... s'è fatta la B e con forza si guadagna un posticino vicino alle grandi". Una squadra che ogni tanto si prende in giro facendole la domanda sullo scudetto, domanda che qualche anno fa si è fatta al Chievo e che quest'anno è toccata anche a Lazio e Napoli, senza dimenticare che la si fa ancora persino alla Roma!

Possibile che, su milioni e milioni di juventini, questo dato di fatto tocchi solo poche migliaia di persone? Possibile che tutti i fratelli juventini siano diventati una massa informe di simpatici e bonaccioni? Cosa devono farci ancora? Dopo aver stuprato la nostra storia con una sentenza ingiusta, dopo averci costretto a far giocare dei Campioni del Mondo contro squadre rionali, dopo aver visto una società arrendersi di fronte a qualsiasi accusa e dopo aver sentito un presidente della Juve difendere l'operato di chi c'ha fatto tutto ciò! Quando ci sveglieremo dal torpore? Quando decideremo di agire e fare finalmente NOI qualcosa per la nostra Signora? Ci importa così poco di Lei da amarla, passivamente, solo quando è in campo?
Queste mie domande cercano risposte. Risposte che non può darmi la tv, né i giornali, né un sito web. Le risposte vanno ricercate tra i miei fratelli. Sì perché, pur se a volte la si pensa diversamente, quando il sangue che scorre nelle vene è bianconero, non si può restare divisi né provare diffidenza.
Non siamo simili a nessun altro. Il nostro DNA ci dice chi siamo e cosa vogliamo. Frequentiamo posti diversi, facciamo vite diverse, svolgiamo attività differenti, ma ci sentiamo tutti subito a casa quando c'è un poster di Pavel attaccato al muro o se c'è la Juve in tv. Tutti noi sorridiamo a chi indossa i nostri colori, tutti noi proviamo un brivido vedendo il Capitano proiettato sugli schermi esposti in un centro commerciale, tutti noi tendiamo a svelare subito, gonfiando il petto, la nostra fede calcistica quando facciamo nuove conoscenze. Perché siamo orgogliosi della nostra fede. Perché siamo juventini e solo un altro juventino può comprendere le gioie che abbiamo vissuto, le emozioni che abbiamo provato su tutti i maggiori palcoscenici del calcio mondiale. Cos'è successo dunque? Cosa ci ha divisi? Cosa porta certi personaggi a classificare altri fratelli bianconeri?

E così, cercando delle risposte, ho trovato altre domande. Ma non mi sono arreso, ho continuato la mia ricerca, mi sono confrontato con altri fratelli perché ero sicuro di poter trovare queste risposte solo grazie al vostro immenso aiuto. Così ho scoperto che molti sono a conoscenza della farsa, ma non nei dettagli. E non parlo di complotti et similia. Ognuno è libero di farsi la propria idea e di pensarla come meglio crede, l'importante è sapere cos'è successo. L'importante è capire il male che continuano a farci, giorno per giorno, settimana per settimana, mese dopo mese.

Torniamo a quel 31 agosto 2006, ufficialmente, solo il giorno di chiusura del calciomercato. Eravamo ancora frastornati dagli eventi che ci avevano scosso in quegl'ultimi tre mesi. John Elkann, il nipote dell'Avvocato, appariva irritato dal ricordo di Moggi e Giraudo, li accusava, qualcuno pensò che, forse, avessero davvero combinato qualche pasticcio! Il nuovo presidente che, nella sua veste istituzionale, sembrava motivato, quasi voglioso di arrivare allo scontro fisico contro chi parlava di sicura retrocessione. Ricordo ancora la sua espressione indignata appena dopo aver appreso della condanna alla serie B. Espressione che celava il ghigno di chi avrebbe voluto dire: "adesso vi faccio vedere io!" ma che invece affermava: << chi vorrà i nostri giocatori, dovrà pagare il giusto prezzo >>.
Avevamo appena perso due guide, due personaggi che ci avevano accompagnato per dodici anni della nostra vita da juventini, ma avevamo trovato un presidente - a tratti - serio, dopo uno "Grande" ma fantasma, e, finalmente, il caldo abbraccio di una Famiglia che sembrava non avesse voluto avere più nulla a che fare con la Juventus. Sono gli Agnelli, anche se il cognome è diverso, hanno dalla loro parte soldi, quotidiani, un'azienda che ha fatto la storia d'Italia, un grande potere che non si può piegare di fronte a questi giochetti! Perché che fossero giochetti s'era capito. Guido Rossi lo avevamo già inquadrato. Così come erano stati inquadrati i rapporti tra lo sponsor del campionato, il presidente onesto e un certo Emanuele Cipriani. Ma la preoccupazione era moderata. La difesa morbida di Zaccone, la richiesta di una "pena congrua", erano stati solo errori superficiali o un piano preciso per farsi beffa di una giustizia tanto sommaria. Alcuni credevano che anche alla Gazzetta ci sarebbero stati dei cambiamenti, perché nessun editore può tollerare che vi sia tanto accanimento da parte di un suo giornale verso una propria azienda, figuriamoci nei confronti di una squadra che si dovrebbe amare!
Queste le sensazioni fino al tardo pomeriggio, maledetta sera di uno stramaledetto giorno d'agosto .
La squadra stava disputando un classico torneo amichevole pre-campionato, la notizia viene loro data da un giornalista, proprio lì: "la società ha ritirato il ricorso al TAR". Tra quanti erano di fronte allo schermo quella sera, nessuno dimenticherà mai i volti di Deschamps e Del Piero. Espressioni che racchiudevano incredulità, rabbia e rassegnazione. Non se l'aspettavano neanche loro. Chissà cosa gli era stato detto in sede, chissà quali rassicurazioni avevano inventato per farli rimanere buoni tutta l'estate, tant'è che Didì commenterà: « I giocatori ed io abbiamo qualche difficoltà a capire, magari non sappiamo tutto, ma non capiamo il perché del ricorso ritirato. Era stata presa una decisione, poi è cambiata, mi aspetto delle spiegazioni. »
La società che, per oltre 100 anni di onorata storia, aveva combattuto e vinto migliaia di battaglie, aveva deciso di piegarsi al "sentimento popolare" e tradire i suoi sostenitori. Non ci volevo credere. Spengo la TV, ignoro gli sms che continuano ad arrivare sul telefonino, non ci credo! Non ci credo! Deve esserci un motivo valido! Cerco e trovo il comunicato della società. All'interno c'è una frase incoraggiante:
"Il Consiglio ha preso atto dei significativi segnali di disponibilità che le istituzioni sportive hanno palesato nelle ultime ore per risolvere con equità la vertenza in corso ed ha constatato che tale apertura costituisce un netto cambiamento rispetto a quanto registrato al termine della fase di conciliazione."
Gli avranno promesso la serie A dunque e, probabilmente, anche l'ultimo scudetto. Resto molto amareggiato, perché comunque è prevista una parziale ammissione di colpa, e mi connetto al forum di J1897.com per leggere il pensiero degli altri fratelli. Sul forum era scoppiato il caos. C'era chi incolpava Moggi, come se il ricorso l'avesse ritirato lui, e chi si immaginava già la serie B dietro l'angolo e invitava gli altri a non farsi illusioni. Restai sul forum molto poco, perché era davvero difficile leggere e le difficoltà nel gestire quella situazione si misuravano dal numero di ban e di topic cestinati. In quei pochi minuti mi limitai a scrivere ciò che avevo già dichiarato una ventina di giorni prima: "non ci hanno mai difeso" aggiungendo "e non poteva che finire così". Non ci ho creduto fino in fondo la prima volta, così come non ne ero pienamente convinto quella sera, però i fatti concreti degli ultimi mesi viaggiavano su binari nettamente diversi rispetto a quelle che erano le mie aspettative.
La mattina seguente rileggo il comunicato. Più del resto, questa volta mi colpisce la parte finale: "da domani la Juventus concentrerà ogni suo sforzo nella gestione sportiva". Mi collego all'ANSA in cerca di notizie migliori e leggo dei ringraziamenti dell'ex ministro Giovanna Melandri. In quel momento tutte le mie speranze, che per mesi avevano annebbiato il senno, lasciarono il posto a quelle teorie e a quei pensieri che molti fratelli consideravano folli. La Juventus era davvero finita in serie B, col bianco delle piume e il nero della pece. Vibra il cellulare, è l'sms di un'amica che mi ricorda che è il mio compleanno. Un regalo così sarà difficile da dimenticare, grazie Elkann.
Quel giorno, non a maggio quando si litigava già ma si era tutti uniti sotto un'unica speranza, qualcosa ha spezzato il legame di sangue che lega la nostra tifoseria. Il tifo si è spaccato in due, forse in tre, ed ogni fazione si è dichiarata "più tifosa" delle altre. Non so quanto si possa essere "più tifosi" di un altro. O tifi per la tua squadra o non tifi. O la ami o non la ami. Non esiste il "ti amo più di lui". L'unico fatto certo è che questa divisione ha indebolito la tifoseria juventina. Oltre dieci milioni di tifosi e nessuno li ha visti quando la B è diventata certa. Oltre 10.000.000 di amanti pronti a finanziare chi insulta la propria fidanzata, la fidanzata d'Italia. Da allora nessuna azione collettiva si è mostrata essere realizzabile e, così deboli, non abbiamo mai fatto paura a nessuno.
Ecco, io oggi credo che gli unici a godere di questa situazione, gli unici a volere che la tifoseria juventina resti spaccata, non siano quelli "meno tifosi" ma quanti la Juventus non la amano affatto. Chi in questa situazione c'ha sguazzato, perché ora è meno pincopallino di prima, perché ora magari può bere un caffè con gente che prima vedeva solo in tv e che non rivedrà più se il tifo tornerà ad essere unito. E voi, fratelli juventini, volete ancora dare ascolto a quelle persone che, vigili come avvoltoi, sono pronti a tirar fuori le mezze storie e i vecchi rancori ogni qual volta si sta per tornare uniti? Credete davvero che una simpatia per Moggi o per Lapo basti a tenerci divisi e deboli? Il tempo per riprendersi gli scudetti, illustrare al mondo la farsa subita e inchiodare i colpevoli, non è infinito. Quel tempo sta per scadere. Tra dieci o vent'anni, seduti in un bar a commentare l'ultimo scudetto della nostra squadra, quando qualcuno si alzerà ricordando che, anni prima, abbiamo fatto un campionato di serie B e ammesso le colpe, siete sicuri che non ci sarà alcuna traccia di pentimento in voi? Siete sicuri che non sentirete gravare il peso dell'ignavia quando, con i vostri figli, rivedrete il ricordo di questi anni in un documentario? Sarete pronti a dire: "non potevo fare nulla", sapendo di mentire al sangue del vostro sangue?
Oggi ci troviamo ad affrontare una terribile prova, una prova che possiamo superare solo se uniti nell'intento di affrontarla. E' inutile sperare che tra tre o cinque anni la cosa possa risolversi da sola. La realtà è che la società Juventus ha fatto decorrere i termini per poter fare qualsiasi ricorso. Così come non potrà più rivolgersi al TAR, avendo già presentato e ritirato un ricorso in merito. Quando il processo di Napoli si sarà concluso, credete veramente che, lo stesso organo di giustizia domestica che ci ha condannati, ammetterà la colpa e permetterà una revisione dei processi? La storia recente ci ha insegnato che le leggi non solo si possono interpretare, ma anche inventare sul momento. Non ci sarà alcuna revisione da parte della giustizia sportiva. E a chi crede che tanto sia lo stesso. Che uno scudetto morale equivalga a uno tangibile, autentico, che affianca gli altri. A chi crede che l'importante sia sapere che le vittorie sono state ottenute sul campo, anche se sulla carta c'è una "Juventus Spa" che ha ammesso la colpa. A chi è sicuro che il prossimo sarà quello della terza stella, ma dimentica che non c'è nessun regolamento ufficiale e che di stelle uno può cucirsene anche dieci, ma sarebbero di cartone. A chi, indossando una maglia bianconera, sta facendo ragionamenti che solo pochi anni fa erano i deliri di una squadra di Milano. A questi io dico che hanno sbagliato squadra.
Ci sono delle qualità che ci hanno sempre reso forti, qualità che facevano tremare le gambe degli avversari in campo, qualità che costringevano i tifosi delle altre squadre a nascondersi non solo il lunedì. Tenacia, grinta, lealtà, spirito combattivo e coraggio ci hanno elevato ad essere razza padrona per oltre cento anni di storia. Ora quelle qualità dobbiamo tirarle fuori ancora una volta per riprenderci ciò che è nostro. L'unico soggetto giuridico capace di continuare la sua battaglia legale è l'Associazione GiùlemanidallaJuve, perché mai, dal 2006 ad oggi, ha interrotto le sue azioni legali lasciando decadere i termini o patteggiando alcunché.
Il popolo juventino è chiamato per la prima volta a dimostrare qualcosa. Per la prima volta, orfano degli scudi impenetrabili dell'Avvocato e del Dottore, è chiamato a difendere con le proprie forze la Juventus.
Non combatteremo per i tre punti, per un campionato o per una coppa, ma per l'onore. E se un giorno dovessimo risultare vincitori, quel giorno non sarà solo un altro 5 maggio, non un 26 novembre, non un 9 luglio ma un giorno che resterà unico nella nostra storia. Un nuovo primo novembre. Il giorno in cui avremo urlato che chi ama la Vecchia Signora non si è arreso ai poteri forti, alla stampa, alla politica, alle logiche di un business che ha deciso di sbatterci fuori. Il popolo juventino non si arrende senza combattere. Quel giorno, non troppo lontano, sarà il nostro giorno. Sarà il giorno dell'orgoglio bianconero!