Altro giro elettorale ed altro regalo per quest'Europa sempre più politicamente allo sbando: dopo la conferma per Tadic e l'addio di Putin al Cremlino ieri è arrivato il secondo mandato per il socialista Zapatero. Cominciò col botto, José Luiz, e col botto è stato riconfermato: terroristi internazionali o domestici, strage od omicidio mirato, capitale o provincia per ZP non fa differenza e la vittoria arriva puntuale. Del resto lo ha riconosciuto lui stesso durante un fuorionda in cui diceva che più tensione c'era e meglio sarebbe stato per lui e per il suo partito, durante quello che sarebbe stato l'unico momento degno di nota dell'intera campagna elettorale. Per il resto, infatti, la campagna elettorale è stata lo specchio fedele dei 2 contendenti, a cominciare dai 2 confronti televisivi. Il leader del Partido Popular si è dimostrato sconcertante almeno quanto la sua strategia: è entrato leggero dove avrebbe dovuto caricare ed ha attaccato dove invece sarebbe stata consigliabile prudenza. Forse impressionato dalle statistiche che stimano in più di 4 milioni i gay spagnoli ha sottoutilizzato l'argomento chiave per attaccare il leader del PSOE, mentre ha parlato, e molto, dell'intervento in Iraq, difendendolo a spada tratta, contro il proprio interesse elettorale. Carismatico come Fantozzi e pronto come un bradipo, ha dato -e non poteva essere altrimenti- il meglio di sé nei 2 confronti televisivi (persi entrambi) durante i quali continuava a snocciolare cifre come se, anziché essere il candidato premier, fosse il revisore dei conti di una SPA che presenta il bilancio al CDA. Per Bambi, ottenere il secondo mandato, è stato facile come bere un bicchiere di sangria. Non deve, tuttavia, essersi limitato ad un bicchiere, almeno a giudicare dal suo discorso di ringraziamento, durante il quale i suoi militanti lo hanno zittito a suon di applausi, un po' come succedeva a Nerone-Petrolini quando parlava alla plebe romana. Unico neo del trionfo zapateriano: aver mancato la maggioranza assoluta di 176 seggi, ma non saranno certo le stampelle a far difetto al premier iberico che potrà permettersi di scegliere fra un'Izquierda Unida ridotta ai minimi termini e le varie formazioni autonomiste/indipendentiste/separatiste che hanno ottenuto seggi. In Italia, Mr Bean, è sempre stato molto apprezzato: le sue virtù politiche sono state cantate da Maurizio Crozza e decantate da Sabina Guzzanti, lui li ha ripagati essenzialmente sulla legislazione sociale con cui ha portato Madrid a sorpassare Amsterdam. Sorpasso che, peraltro, non rimarrà l'unico per il primo ministro spagnolo. Sul resto del suo operato, invece, si tende a soprassedere e ben se ne capisce il motivo. Ha, per esempio, trasformato in fortezze Ceuta e Melilla, possedimenti spagnoli in terra d'Africa, che erano divenute comode porte d'ingresso per l'Europa per chi vi voleva entrare dall'Africa: dando anche l'ordine di aprire il fuoco quando la pressione si fece insostenibile. Mutatis mutandis, nella versione italica, sarebbe un po' come trasformare l'isola di Lampedusa in base militare per respingere i nuovi arrivi. Ha introdotto, quelli che i compagni chiamano, gli "elementi di precarietà" da noi contenuti nella legge 30/Biagi che i sinistri di ogni ordine e grado, durante la scorsa campagna elettorale, dicevano che avrebbero prontamente abrogato (come la riforma della scuola della Moratti, quella delle pensioni di Maroni, quella radiotelevisiva di Gasparri, quella sull'immigrazione di Bossi/Fini...) e che invece, esattamente al pari delle altre, non hanno neppure toccato. A conti fatti l'unica assonanza con la sinistra nostrana riguarda il continuo flirt con l'alta finanza: durante il suo governo molte società spagnole hanno tentato di espandersi all'estero, all'uopo finanziate, esattamente come accadde nel '500, con risorse provenienti dall'America Latina. Allora furono i metalli preziosi estratti dalle miniere americane, mentre adesso sono i colossi del credito come il Banco Bilbao o quello di Santander a finanziare le acquisizioni delle società iberiche grazie alla loro raccolta presso i risparmiatori sudamericani. Abertis tentò l'acquisizione di Autostrade e Telefonica fece altrettanto con Telecom, riuscendo, dopo un primo tentativo a vuoto, a rilevarla da MTP in cordata con gli amici giusti. Ovviamente anche lì sono arrivati inflazione, carovita, trash-bond, bolle speculative sull'immobiliare, deficit commerciale monstre e tutto il resto dell'armamentario connesso. Il dato più inquietante, a tal proposito, è lo strombazzatissimo sorpasso economico sull'Italia che, per qualche settimana, tenne banco sui media spagnoli. Qualcuno si ricorderà che i guai di un altro leader socialista cominciarono proprio da un sorpasso fatto ai danni di uno stato rivale che incuriosì più di uno gnomo sul come poter allungare le mani sull'allora consistente patrimonio pubblico italiano. In questo caso, se pare da escludere una rapina dei gioielli della corona di Spagna perchè da rapinare non c'è nulla, sarà la spaventosa bolla immobiliare, su cui si basa il sedicente "sorpassoeconomico", con il suo corredo di mutui-subprime, di famiglie iperindebitate che finiscono in mezzo a una strada, di banche ritenute solidissime che si scopre hanno scherzato un po' troppo col fuoco dei derivati (pronte a dare la colpa allo Jerome Kerviel di turno) e di tutte le altre conseguenze imprevedibili che l'essersi legato mani e piedi alla finanza comporta, a segnare la fine di questa effimera grandeur iberica. Forse la suerte, che finora ha concesso un credito illimitato al calzolaio madrileno, sta per riprendersi, con gli interessi, quanto finora accordato all'ennesimo falso profeta della sinistra europea.
Questo vuole essere uno spazio di libera riflessione.
Ogni contributo, tanto più se critico, è ben gradito alla tassativa condizione di non trascendere con il linguaggio.
Pertanto chi è qui per sfogarsi o per provocare sa già di vedersi cancellato il suo commento e di finire, automaticamente, nella BlackList.
POSIZIONE GIURIDICA DEL BLOG
Art. 21 della costituzione italiana: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.
Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica, tant'è vero che viene aggiornato senza regolare periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Questo Blog costituisce una sorta di diario personale in cui l’autore, prendendo spunto da vari argomenti, sviluppa un proprio personale discorso, aprendolo al commento degli altri internauti.
Chiunque ravvisasse, in questo Blog, del materiale che ritenesse di propria appartenenza può segnalarlo all’autore, che provvederà alla rimozione immediata dello stesso.
CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
Inviato da: بازسازی
il 25/12/2016 alle 09:35
Inviato da: diyetler
il 01/07/2014 alle 22:26
Inviato da: ramazan diyeti
il 01/07/2014 alle 22:25
Inviato da: diyet
il 09/03/2014 alle 14:56
Inviato da: online diyet
il 09/03/2014 alle 14:54