Mala tempora currunt

Pensieri in ordine sparso su Economia, Sport, Storia, Politica, Media... e tutto il resto

 

ENGLISH VERSION

immagine
 

CFC GENOA 1893

 

ALBO D'ORO

1934 
1938 
1982
2006 
 

QUESTO BLOG SOSTIENE LE CAMPAGNE ANTI TROLL/SMS

immagine

SdoppiamoCupidoSdoppiamoCupido

 

RICCHEZZA & NETPARADE

immagine
Il mio Blog vale $22.581,6 Quanto vale il tuo Blog?

immagine

immagine

immagine

immagine

immagine

immagine

 

SPONSOR

AddMe

immagine

immagine

immagine

immagine

DataBase

immagine

immagine

Directory of Comic Books Blogs

immagine

immagine

immagine

immagine

FeedGenerator

immagine

immagine

immagine

immagine

NetWork

immagine
 

PARTNER

Rating

Page Rank Icon

immagine

immagine

immagine

Search Engines

immagine

immagine

immagine

Social BookMarks

immagine

immagine

immagine

immagine

immagine

Utilities

immagine

immagine

immagine
 

STATISTICHE

immagine

web statistic

immagine

Counters

immagine
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« A che ora è la fine del mondo?Il nobile caduto »

L'Impero e i Sensi

Post n°54 pubblicato il 18 Aprile 2008 da MagoGandalf2006
 
Tag: Sport


Secondo indiscrezioni di stampa starebbe per aprirsi una trattativa
per la cessione della AS Roma, ad una cordata americana guidata
dal finanziere magiaro Georg Soros.
Il club giallo-rosso appartiene, dal 1994, alla famiglia Sensi che lo
rilevò, in tandem con l'ex-socio Mezzaroma, da Giuseppe Ciarrapico.
La AS Roma, peraltro, è anche una delle tre squadre di calcio
quotate in borsa, dove vi sbarcò in un momento, calcisticamente
parlando, infelice (la società rivale SS Lazio aveva appena vinto il
campionato) ma estremamente azzeccato da un punto di vista
finanziario (gli ultimi fuochi della bolla speculativa di allora)
che permise il collocamento delle azioni allo stratosferico prezzo
di 5,5 € (oggi prezza circa 1 € con una perdita di oltre l'80% dal
valore del collocamento).
La notizia, pertanto, potrebbe essere commentata sia dal punto
di vista sportivo che da quello finanziario.
In realtà ci sarebbe anche un terzo aspetto ed è quello che a me
parrebbe il più importante anche se, ça va sans dire, sui media
non se ne fa menzione.
La notizia, come succede sempre in questi casi, ha acceso la
fantasia della tifoseria romanista che già, per l'anno prossimo,
sogna il remake del film già visto nel 1984 (finale di
Coppa Campioni/Champions' League disputata giocata nel proprio
stadio) ma, stavolta, con lieto fine.
Le molte radio e TV locali che, al calcio cittadino, affidano il 90%
della propria programmazione dibattono ininterrottamente della
clamorosa notizia già dalla settimana scorsa ed il brain storming
fra gli opinionisti alla vaccinara, supportati dalle colorite
telefonatedellagggggente e dalle maildacasa, è già arrivato ad una
conclusione inappellabile: la famiglia Sensi deve passare la mano.
In caso contrario, Franco Sensi, passerebbe alla storia, non già
come il presidente più vincente nella storia del sodalizio
capitolino dopo Dino Viola, ma come "colui che per viltade fece
il gran rifiuto", negando, in questo modo, alla AS Roma un enorme
salto di qualità e le conseguenti magnifiche sorti e progressive che
il finanziere magiaro saprebbe garantirle.
I tifosi, tuttavia, non sono gli unici a sognare: se i supporters
giallo-rossi sognano scudetti e coppe, i piccoli azionisti sognano
l'OPA obbligatoria che, in caso di passaggio azionario superiore
al 30%, Soros sarebbe costretto a lanciare ad un prezzo pari alla
media fra il prezzo dell'azione in borsa durante gli ultimi 6 mesi e
quanto pagato alla famiglia Sensi per rilevarne il pacchetto.
Completa il quadro il particolare, tutt'altro che irrilevante,
che la holding della famiglia Sensi (l'indebitatissima ItalPetroli)
dovrà presentare alle banche, entro fine aprile, il piano di riassetto.
Ad assistere i Sensi è sempre stato, ça va sans dire, Cesare
Geronzi, ma stavolta, dopo la fusione UniCredit/CapItalia si dovrà
trattare con Profumo che, su situazioni come questa, ha un
approccio del tutto diverso rispetto al predecessore.
Indiscrezioni da sala operativa parlano di un'offerta di 250
milioni di $ per il 66% della famiglia Sensi che Soros sarebbe
pronto a mettere nel piatto e che scongiurerebbero la vendita
parziale/totale del patrimonio immobiliare dei Sensi (compresa
la residenza di famiglia in quel di Villa Pacelli) a rientro
dell'esposizione di 370 milioni di €.
Non un granchè se si ricorda che, 4 anni orsono, i russi di Hafta
Mockoba erano pronti a sborsare 400 milioni di € per rilevare
una società che allora aveva debiti per 250 milioni di €.
Il dilemma, oltre ad essere cornuto ed amletico, prende pertanto
una doppia piega: finanziaria e sociale.
Di presidenti quotati in borsa e contestati dai tifosi, del resto,
la capitale ne ha già uno: Claudio Lotito (sulla cui situazione
già scrissi).
Il discorso si allarga anche alla politica con le varie pressioni
ai Sensi affinchè tengano Soros fuori dalla porta: alla moral
suasion del CONI (il primo passo di Soros sarebbe quello di uno
stadio di proprietà, relegando l'Olimpico -di proprietà CONI- ad
una cattedrale nel deserto), si è aggiunta quella dei dirigenti
dei club nordisti (che vedrebbero lievitare notevolmente i loro
costi sia dei cartellini che degli ingaggi).
Ci sono molti, davvero molti, vizi italiani ad intorbidare tutta
questa vicenda.
Il più evidente, ma non certo il più grave, è l'ingratitudine dei
tifosi che non vedono l'ora di voltare pagina dando un frettoloso
addio a chi, per portare la loro squadra ai livelli attuali, ha
sacrificato la solidità patrimoniale del proprio gruppo.
Si può essere certi che, ovunque, la reazione dei sostenitori
non sarebbe stata diversa.
I tifosi, in realtà, ripropongono, in salsa calcistica, l'ancestrale
vizio italico di chiamare lo straniero a regolare i conti con il
nemico interno che, in questo caso, assume le sembianze
(in verità poco rassicuranti) di Galliani o degli altri dirigenti dei club
del nord.
Eppure, che non siano gli stranieri a cavarci le castagne dal
fuoco combattendo al posto nostro le nostre battaglie
-foss'anco solo calcistiche- dovremmo averlo già capito.
L'acclamato liberatore Napoleone firmò in quel di Campoformido
chiudendo la millenaria storia veneziana, e non fu l'unico a
spartirsi l'Italia a spese di coloro che lo avevano invocato:
bizantini ed ostrogoti, franchi e longobardi, francesi e spagnoli
dimostrano che, presto o tardi, un accomodamento viene trovato
alla faccia di chi sta sotto.
Anche in questo caso lo straniero di turno farà i suoi interessi,
ed in questo àmbito una prova sulla pelle degli italiani la diede
nell'ormai lontano 1992 con una memorabile speculazione contro
la valuta di una nazione in ginocchio: 3 anni dopo venne ripagato
con una laurea ad honorem conferitagli dall'università di Bologna.
La tifoseria in fermento per le rivincite che il futuro conducator
farà prendere all'AS Roma sui club nordisti è troppo impegnata
a sognare per meditare su alcuni particolari sui quali i media
mantengono il più assoluto silenzio.
I tifosi della maggica, da testaccio e dintorni, non troveranno
posto nello stadio/teatro da 35/40.000 posti che ha in mente
George Soros: all'Arsenal, che per questo motivo già detto addio
al mitico Highbury, è bastata la metà degli spettatori per fare
un incasso più che doppio rispetto a quello fatto registrare dal
Milan negli ottavi di Champions'.
Il che vuol dire prezzi mediamente quadruplicati e finalizzati,
oltre a far cassa, alla selezione di un target di utenza con
capacità di spesa ben superiore a quella dei burini
dercommannourtrà che oggi acclamano via radio il novello
salvatore della Patria giallo-rossa: il pubblico della Roma di Soros
sarà fatto da persone benestanti per le quali attivare tutta una
serie di servizi (ristoranti, merchandising, centri commerciali,
boutiques griffate...) da affiancare all'offerta strettamente sportiva.
Se poi il business andrà male la AS Roma sarà trattata da Soros
come una qualsiasi operazione finanziaria sbagliata: si chiude
la posizione in perdita e si passa a quella successiva.
Qualora, nel frattempo, fossero arrivati, come i tifosi più
esagitati auspicano: Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic, Kakà, Drogba,
Ronaldinho, Messi, Buffon etc etc; tutti con contratti quadriennali
da 15 milioni di € (netti), che fine farebbe la AS Roma nel caso
in cui Soros dovesse decidere che il gioco non vale la candela?
Oppure, nel caso opposto, se l'operazione funzionasse Soros
sarebbe l'apripista di una schiera di finanzieri apolidi che
giocherebbero al subbuteo con i club italiani come già da tempo
succede in Premiership dove, di inglese, vi è solo la valuta
con cui vengono pagati i giocatori.
Le radio e le TV che oggi inneggiano a Soros, anzichè montare i
tifosi, farebbero meglio a riflettere su quanto dovranno pagare
in più, rispetto a quanto pagano oggi, per poter continuare a
parlare di calcio 24 ore al giorno.
Lo "sfruttamentoderbrende" di cui spesso parlano, significa,
in concreto, anche questo ed anche loro dovranno, obtorto collo,
fare la loro parte in termini di "mijonideeuro", con cui si riempiono
la bocca, da sborsare per poter primeggiare in Italia ed in Europa.
Quello che dispiace maggiormente, tuttavia, non sono tanto le
sorti del calcio italiano (già distrutto dai debiti e dai crack),
quanto la simbologia che questa operazione coinvolge: la lupa
che allatta Romolo e Remo ed il legionario romano; ossia due
icone di quello che fu l'Impero per definizione che vengono
svendute per una manciata di trofei da esibire ai tifosi avversari
o di un'elemosina fatta sottoforma di OPA.
"You can't buy history" gridavano 3 anni fa i tifosi della Kop ad
Anfield Road mentre sul campo l'indebitatissimo Liverpool
eliminava il Chelsea del miliardario Roman Abramovich dalla
Champions' ed anche nei Balcani ci sono ancora cose che non si
possono comprare: come la dignità e l'orgoglio di una nazione per
la propria storia; per tutto il resto c'è Soros ed ora ha finalmente
capito come e dove può investire i suoi guadagni di una vita fatta
di speculazioni contro le valute deboli del pianeta.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: MagoGandalf2006
Data di creazione: 18/09/2006
 

REGOLE DEL BLOG

Questo vuole essere uno spazio di libera riflessione.

Ogni contributo, tanto più se critico, è ben gradito alla tassativa condizione di non trascendere con il linguaggio.

Pertanto chi è qui per sfogarsi o per provocare sa già di vedersi cancellato il suo commento e di finire, automaticamente, nella BlackList.
 

POSIZIONE GIURIDICA DEL BLOG

Art. 21 della costituzione italiana: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.

Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica, tant'è vero che viene aggiornato senza regolare periodicità.
Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Questo Blog costituisce una sorta di diario personale in cui l’autore, prendendo spunto da vari argomenti, sviluppa un proprio personale discorso, aprendolo al commento degli altri internauti.

Chiunque ravvisasse, in questo Blog, del materiale che ritenesse di propria appartenenza può segnalarlo all’autore, che provvederà alla rimozione immediata dello stesso.
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 

ULTIME VISITE AL BLOG

lorenzo.c89MagoGandalf2006gultiggraziagiordanivingetaandreanfibi90fabiobeccariaqwillunamamma1tizianagigguefrancarmanduk100giannivaleriobsecratum
 

LOCALIZZAZIONE


 

RECENT READERS


 

ULTIMI COMMENTI

best site
Inviato da: بازسازی
il 25/12/2016 alle 09:35
 
good blok
Inviato da: diyetler
il 01/07/2014 alle 22:26
 
thank you
Inviato da: ramazan diyeti
il 01/07/2014 alle 22:25
 
grazie!
Inviato da: diyet
il 09/03/2014 alle 14:56
 
thanks
Inviato da: online diyet
il 09/03/2014 alle 14:54
 
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 18
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

TAG

 

YAHOO! FINANCE


 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963