Sono passati solo 10 anni, ma sembra trascorso un secolo. Torino, 26 aprile 1998: Stadio delle Alpi. L'Internazionale sta perdendo 0-1 contro la Juventus il match-scudetto; manca una manciata di minuti alla fine quando, da un'azione d'attacco interista, la palla giunge, all'interno dell'area di rigore bianconera, all'attaccante brasiliano Ronaldo. Mentre sta per controllare viene travolto da Juliano, mediocre centrale juventino. E' rigore per tutti, tranne per l'arbitro, il signor Ceccarini di Livorno che, con ampi gesti, indica di proseguire il gioco. Sul capovolgimento di fronte Delpiero entra in area palla al piede e viene affrontato da Taribo West, altro centrale non proprio eccelso, che gli frana addosso. L'arbitro, stavolta, indica il dischetto e viene spintonato dai giocatori interisti fino alla metacampo mentre il tranquillo Gigi Simoni, allenatore interista, grida "Si vergogni!"all'indirizzo del direttore di gara prima di abbandonare il campo. La partita, poi, terminerà 1-0 chiudendo il campionato e dando il via ad un'infinità di polemiche. In realtà, con il passare del tempo, la scena divenne un cult: metafora della disonestà juventina e dei furti perpetrati in campionato ai danni delle squadre concorrenti. Si andò ad aggiungere alla già vasta casistica in materia: i tifosi romanisti non avevano ancora digerito l'annullamento del goal di Turone, quelli viola tornarono con la mente al convulso finale della stagione 81-82.... Giova ricordare che, durante quella stagione, la Juventus venne platealmente favorita dalle decisioni arbitrali anche in altre occasioni. Sul piano tecnico, invece, il responso era provato dal cammino europeo dove, entrambe, giunsero alla finale (la Juventus in Coppa Campioni, dove perse dal Real Madrid, l'Internazionale in Coppa U.E.F.A., vinta contro la Lazio). Sono successe molte cose in questi 10 anni... ma soprattutto una: Calciopoli. Redde rationem di quel rigore e di mille altri furti e furterelli bianconeri compiuti dal 1897 in poi? Forse le cose non sono andate esattamente così. Calciopoli, un po' come altre "opoli" che abbiamo visto, è stato uno scandalo usa&getta con cui spazzar via con ignominia il potente di turno utilizzando il materiale, ottimo ed abbondante, che quest'ultimo aveva ampiamente fornito durante il suo periodo d'oro. Dopo Tangentopoli e prima di Vallettopoli, dopo Bettino Craxi e prima di Lele Mora, dopo la politica e prima del jet-set, quella volta toccò a Moggi ed alla Juventus. (Continua)
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