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Un blog creato da Virplatonicus il 19/06/2006

Smisurata preghiera

Vita di un aspirante filosofo, disputazioni e dialoghi, alla ricerca costante di verità e virtù, viaggiando in direzione ostinata e contraria

 
 

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What a dream I had
Pressed in organdy
Clothed in crinoline
Of smoky burgundy
Softer than the rain

I wandered empty streets
Down past the shop displays
I heard cathedral bells
Tripping down the alleyways
As I walked on

And when you ran to me
Your cheeks flushed with the night
We walked on frosted fields
Of juniper and lamplight
I held your hand

And when I woke
And felt you warm and near
I kissed your honey hair
With my grateful tears
Oh I love you girl
Oh I love you

Simon & Garfunkel

 

 

« Lettura filosofica del "...Elogio di Epicuro »

L'Ultrauomo

Post n°42 pubblicato il 12 Novembre 2006 da Virplatonicus
 

Ne ho parlato diffusamente nei precedenti post, ora è bene che ne venga data una spiegazione puntuale: si parla ovviamente dello Ubermensch

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Chi è questo Superuomo? Già la traduzione mi soddisfa poco: preferisco Ultrauomo, poiché, sebbene abbiamo perso la sensibilità per il proverbio ultra tuttavia esprime bene ciò che voglio dire. L’Ultrauomo è un uomo che ha superato la vile umanità, si è aperto verso una condizione più nobile. Superuomo mi pare che sia un superman, qualcuno di leggendario, inverosimile, inarrivabile. Invece Ultrauomo mi dà l’idea di qualcosa di più nobile ma al tempo stesso, raggiungibile. Ad ogni modo, questo Ultrauomo è qualcuno che vive, vive davvero. Prendiamo come esempio Jones, di cui riporto qualche notizia sopra. Lui vive in simbiosi con la sua arte, il suo suonare il violino. Agisce in modo da non avere rimpianti, ma tali azioni gli procurano l’ostracismo da parte degli uomini comuni. Come lo Zarathustra nicciano, peraltro. Questo Ultrauomo, dunque, è un eremita che libera il suo io attraverso una delle arti (filosofia, arti figurative, musica, arti letterarie). Questo è l’Ultrauomo, un artista della vita. Socrate fu un Ultrauomo, visse coerentemente e morì piuttosto che divenire umano. Essere troppo umani non è un bene. L’Ultrauomo è quindi una condizione dell’animo, uno stato metafisico. L’arte privilegiata dell’Ultrauomo è la filosofia, ma anche le altre non sono da meno: la liberazione dell’io oppresso nell’umanità propria del corpo è terreno fertile per questa sensazione metafisica; ebbrezza dionisiaco-apollinea, per parafrase Nietzsche. Ossia, invasamento dionisiaco unito alla perfetta bellezza apollinea. Jones e Zarathustra sono modelli perfetti di Ultrauomo. Entrambi solitari anche in mezzo agli uomini, entrambi non artisti, ma arti. Ultrauomini.

Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l'uno e l'altro, un filosofo. (Nietzsche)

 
 
 
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SMISURATA PREGHIERA (DA “ANIME SALVE”, 1996)

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio Dé André

 

SHIVA

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SOCRATE

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PLATONE ED ARISTOTELE

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BUDDHA

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DORME, DORME PLACIDO SULLA COLLINA

“… E dov’è Jones, quel vecchio suonatore
che giocò con la vita per tutti i suoi novant’anni,
affrontando la tormenta a petto nudo,
bevendo e facendo chiasso,
senza mai un pensiero né a moglie, né a parenti,
non al denaro, non all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia ancora delle porcate di tanti anni fa
delle corse bel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln disse una volta a Springfield

(da “La Collina” di E.L. Masters)

 
 
 
 

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