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Un blog creato da Virplatonicus il 19/06/2006

Smisurata preghiera

Vita di un aspirante filosofo, disputazioni e dialoghi, alla ricerca costante di verità e virtù, viaggiando in direzione ostinata e contraria

 
 

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FOR EMILY, WHENEVER I MAY FIND HER

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What a dream I had
Pressed in organdy
Clothed in crinoline
Of smoky burgundy
Softer than the rain

I wandered empty streets
Down past the shop displays
I heard cathedral bells
Tripping down the alleyways
As I walked on

And when you ran to me
Your cheeks flushed with the night
We walked on frosted fields
Of juniper and lamplight
I held your hand

And when I woke
And felt you warm and near
I kissed your honey hair
With my grateful tears
Oh I love you girl
Oh I love you

Simon & Garfunkel

 

 

« Però non c'è più Ivan...La felicità »

Il Platone millantato dai platonici

Post n°57 pubblicato il 04 Gennaio 2007 da Virplatonicus
 

immagineOvvero: perché non sono platonico. 

Chiedete di Platone ad un qualsiasi professore di filosofia: non sentirete altro che lodi. Chiedete agli studenti: insulti (io ho reperito da “morto di organo genitale femminile a omossessuale fino ad arrivare ben ben… io mi devo ridurre come lui a mangiare pane secco?) oppure anche qui lodi, magari con qualche cognizione di causa in più. Quanto ai filosofi (non platonici, possibilmente), è loro che dovete interrogare (ossia i professori che ci mettono passione nell’insegnare, e vi dirò che non sono tutti così): che vi diranno? “Sì, Platone: metafisica ottima, ma politica scarna”. E qui vi volevo. La politica di Platone. Il motivo per cui l’ho abbandonato. Il vero vir sapiens non si dà alla politica (il mio prof di greco non la pensa così). E vi spiego anche i motivi.

Il saggio muta consiglio, il politico che cambia opinione è un traditore (vedi Mastella [battutaccia]).
Il saggio si ritira in solitudine, un politico solo, dice Dé André, è un politico fottuto.
Il saggio si pone domande, non è mai certo di sé, il politico che non è sicuro di sé è, ancora una volta, fregato.
Il saggio fa tutto con misura, il politico troppe volte no.
Il saggio mostra quello che è, il politico anche quello che non è.
Il saggio, quindi, se si dà alla politica, smette di porsi domande, ma non ha trovato le risposte. Si adagia nella doxa, cosa disdicevole per tutti, ancora di più per un saggio.

Per questo la politica di Platone non mi ispira più. Ma forse la politica non mi ispira più. Una sorta di disillusione. Ma ho trovato dell’altro. Come due strade nel bosco, una battuta (la politica), l’altra no (la filosofia). Io ho deciso di mollare la via principale. E anche se il presidente Napolitano invita tutti a non abbandonare la politica, io la lascio a chi se la sente. E il vero saggio, non se la sentirà mai.

News per voi: ho pubblicato un articolo su Wikipedia, riguardo il "Dialogo di un venditore di almanacchi e un passeggere (trovate il testo due post sotto). Leggetelo e ditemi le vostre impressioni.

 
 
 
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SMISURATA PREGHIERA (DA “ANIME SALVE”, 1996)

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio Dé André

 

SHIVA

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SOCRATE

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PLATONE ED ARISTOTELE

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BUDDHA

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DORME, DORME PLACIDO SULLA COLLINA

“… E dov’è Jones, quel vecchio suonatore
che giocò con la vita per tutti i suoi novant’anni,
affrontando la tormenta a petto nudo,
bevendo e facendo chiasso,
senza mai un pensiero né a moglie, né a parenti,
non al denaro, non all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia ancora delle porcate di tanti anni fa
delle corse bel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln disse una volta a Springfield

(da “La Collina” di E.L. Masters)

 
 
 
 

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