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Un blog creato da Virplatonicus il 19/06/2006

Smisurata preghiera

Vita di un aspirante filosofo, disputazioni e dialoghi, alla ricerca costante di verità e virtù, viaggiando in direzione ostinata e contraria

 
 

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What a dream I had
Pressed in organdy
Clothed in crinoline
Of smoky burgundy
Softer than the rain

I wandered empty streets
Down past the shop displays
I heard cathedral bells
Tripping down the alleyways
As I walked on

And when you ran to me
Your cheeks flushed with the night
We walked on frosted fields
Of juniper and lamplight
I held your hand

And when I woke
And felt you warm and near
I kissed your honey hair
With my grateful tears
Oh I love you girl
Oh I love you

Simon & Garfunkel

 

 

« Interrogazioni sulla VeritàLa filosofia non serve? »

Dell'amore e della felicità

Post n°86 pubblicato il 01 Ottobre 2007 da katyjo
 
Tag: KatyJo

Qual è la più grande prova d'amore? La felicità dell'altro che è anche la nostra, anche se non dipende da noi.
Cerco di spiegarmi meglio.
Quando amiamo qualcuno, desideriamo che sia felice, che stia bene, che abbia ogni cosa desidera. A volte, ovviamente, la sua felicità non corrisponde con la nostra. Ad esempio, se io amo qualcuno, ma lui ama un'altra, la sua felicità sarà stare con lei, non con me. E quindi il fatto di rinunciarci volontariamente, di farsi da parte, a volte di consegnare metaforicamente questa persona nelle mani del soggetto del suo amore, ci rende infelici, ma felici di riflesso. Sappiamo che lui adesso si sente bene, felice ed appagato, e quindi siamo felici anche noi.

Questa è la più pura e vera forma d'amore. Fare tutto quello che ci è possibile per la sua felicità, che sarà il premio per il nostro sacrificio.

Io oggi ho scritto questo messaggio (circa) "Ti auguro sinceramente di ottenere ogni cosa desideri. In fondo voglio solo che tu sia felice, non importa con chi". Io non mi metto in gara se il suo cuore ha già deciso. Non voglio che tenga le mie mani voltandosi indietro con il cuore gonfio di rimpianto e delusione per quello che avrebbe potuto avere con un'altra. Se non sono io quella che può renderlo felice, semplicemente apro le mani e lo lascio volare lì dove il suo cuore lo chiama. Non è facile, costa lacrime di sangue, ma non importa. Vorrei poter esaudire ogni suo desiderio, vorrei poter prendere sulle mie spalle i macigni che ha nel cuore così da portarli al suo posto, vorrei assorbire tutte le sue ansie, le sue preoccupazioni, i suoi tristi pensieri per saperlo in ogni istante sereno. La sua felicità è il mio premio.

Forse è questa la più sincera prova d'amore?

 
 
 
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SMISURATA PREGHIERA (DA “ANIME SALVE”, 1996)

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio Dé André

 

SHIVA

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SOCRATE

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PLATONE ED ARISTOTELE

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BUDDHA

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DORME, DORME PLACIDO SULLA COLLINA

“… E dov’è Jones, quel vecchio suonatore
che giocò con la vita per tutti i suoi novant’anni,
affrontando la tormenta a petto nudo,
bevendo e facendo chiasso,
senza mai un pensiero né a moglie, né a parenti,
non al denaro, non all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia ancora delle porcate di tanti anni fa
delle corse bel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln disse una volta a Springfield

(da “La Collina” di E.L. Masters)

 
 
 
 

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