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Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
Pensieri liberi in un cervello non cablato
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Un 5 per i bulli?
Tra pochi giorni riaprono le scuole e si torna a parlare anche del tema del bullismo, che ormai interessa sempre di più le fasce giovanili in età scolare.
Sappiamo bene quanto il bullismo sia un fenomeno sgradevole e, purtroppo, sempre più ricorrente nelle scuole; un fenomeno cui occorre dare una risposta efficace e tempestiva, anche perché talora non si tratta di innocenti scherzetti tra coetanei, ma di veri e propri atti delinquenziali (lesioni, violenze di varia tipologia, spaccio).
Inoltre molti genitori (non dimentichiamo che i figli sono il risultato dell’educazione ricevuta in famiglia) spesso non affrontano seriamente il problema del bullismo coi loro figli e sono nei loro riguardi troppo giustificazionisti.
Il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Maria Stella Gelmini, ha annunciato che porterà oggi in Consiglio dei Ministri una proposta per reintrodurre il voto in condotta, che andrà a fare media con altre materie, dichiarando di voler convertire immediatamente la proposta in decreto da rendere immeditamente operativo, per porre un freno, per quanto possibile, ai crescenti episodi di bullismo, di cui youtube ricomprende anche i video.
Per quanto riguarda i bulli, la proposta del Ministro Gelmini prevede che non sara' un 7 in condotta a ''punire'' lo studente che si renderà colpevole di episodi di violenza o bullismo, ma un 5".
"Con il 7 si viene promossi”, dice il ministro, “mentre l'insufficienza fa media e nei casi più gravi viene lasciato al consiglio dei docenti di prevedere la bocciatura".
Un cinque in condotta, che farà media e potrebbe comportare una bocciatura, potrebbe costituire un deterrente agli atti di bullismo?
Personalmente ritengo che sanzionare il bullismo prevedendo che il comportamento dello studente debba concorrere alla sua valutazione complessiva sia sicuramente necessario per limitare, se non arginare, questo fenomeno. E tuttavia ciò non possa prescindere da attività di prevenzione e informazione e magari da un dialogo che abbia come interlocutori privilegiati gli studenti, evitando psicologi e dibattiti inutili tra adulti.
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Inviato da: mirodgl134
il 19/10/2009 alle 20:58
Inviato da: ventididestra
il 06/08/2009 alle 22:41
Inviato da: lunedi.bs
il 30/04/2009 alle 03:15
Inviato da: lllll_June_lllll
il 22/04/2009 alle 08:15
Inviato da: valerio.sampieri
il 01/04/2009 alle 13:33