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Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
Pensieri liberi in un cervello non cablato
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Però che bella serata!
Nel luglio 2007 ho trascorso tre giorni da favola in un agriturismo in Umbria, assieme ad un gruppo di amici.
Una sera, mentre cenavamo a base deliziose specialità locali, in un'atmosfera fuori dal tempo, resa ancora più bella da una veranda da cui si godevano i colori magici del tramonto, è entrato e si è seduto al tavolo accanto al nostro un comunista, ex esponente dei comunisti italiani, ex di rifondazione comunista, ex del pci.
Una persona dalle idee completamente differenti dalle mie. Un comunista!
Una persona che per certi comportamenti del suo passato politico mi avrebbe potuto fare andare il cibo di traverso.
Avevo di fronte uno degli ex funzionari del Pci che era stato al corrente dei crimini di Stalin ed aveva taciuto, prensentandolo sempre come un eroe e continuando a dire: "Non c'è nulla di cui noi comunisti italiani dobbiamo pentirci".
E' proprio vero, come dice Lytton, che la coscienza è la sostanza più elastica del mondo: a volte non riusciamo a tirarla tanto da coprire il buco di una talpa, e a volte la riusciamo a tirare fino a ricoprire un'intera montagna.
Ero seduta al tavolo di un ristorante, accanto ad un politico che, a fine anni '70, quando anche Berlinguer già dichiarava che la rivoluzione d'ottobre aveva esaurito la sua forza propulsiva, lui ancora adorava criminali del calibro di Togliatti e Stalin (per la verità credo li continui a venerare).
Avrei voluto davvero alzarmi da quel tavolo e andarmene.
Avrei potuto alzarmi da quel tavolo e andarmene!
Tuttavia sono una persona civile, tollerante e non razzista.
Ho rispetto assoluto per chi la pensa diversamente da me, pur se non condivido una sola virgola del suo pensiero.
E non ho fatto ciò che il sangue mi avrebbe suggerito di fare: alzarmi e uscire dal locale.
Tutto sommato pensai che almeno una cosa aveva avuto il coraggio di ammetterla: che il Pci per decenni fu finanziato coi soldi del Cremlino.
E continuai a mangiare al mio tavolo, con accanto un comunista.
No, rettifico! con accanto una persona, un essere umano!
Se mi fossi alzata e me ne fossi andata avevo tutto il diritto di farlo, come quando vedo dello sterco per strada e cerco di evitarlo per non calpestarlo.
Ma l'esempio non è adeguato
Non di sterco si trattava ma di una Persona
Una persona!
Concetto così denso di significati , che chi è foriero di odio non saprà e non potrà e non vorrà mai capire.
Avrei potuto alzarmi dal tavolo, gettare il tovagliolo sul piatto fumante di pici al ragù, andarmene altrove, e magari fnire la serata sotto una pioggia scrosciante.
Mi sarei bagnata come un pulcino, ma almeno non avrei avuto un comunista davanti agli occhi.
Ma sono rimasta al mio tavolo!
Eppure sono convinta, fermamente convinta (Piccinini docet!), che alcuni di coloro che gridano tanto all'untore dell'odio razziale se ne sarebero andati se avessero avuto accanto al tavolo un politico di opposte vedute.
E magari se fossero stati anche giornalisti (Piccinini docet!) il giorno seguente ci avrebbero persino scritto un articolo, per mostrare tronfi ai loro lettori che il nemico di classe è da rifuggire, che bisogna rifuggire il diverso (in questo caso il diverso di idee politiche).
Ma rifuggire il diverso non è razzismo?
Il razzismo non nasce forse da un odio per il diverso?
Ma io non sono razzista e sono rimasta a quel tavolo, senza curarmi di che colore politico fossero gli altri clienti del ristorante, senza avere ribrezzo del diverso di idee che avevo seduto accanto, senza il razzismo tipico dell'antirazzista politically correct.
Però che bella serata!
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