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Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
Pensieri liberi in un cervello non cablato
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L'energumeno tascabile e l'adone di carta velina
"Energumeno tascabile".
Così Massimo D'Alema ha definito il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
E siccome ogni pifferaio magico che si rispetti ha il suo seguito di topi, ecco che oggi, nel dizionario mentale della sinistra, è entrato anche questo epiteto, con tanto di pedigree dalemiano.
La sinistra del resto ha sempre avuto il complesso dei migliori.
Peccato però che quando parla ci riesca sempre a convincere del contrario.
Il contesto in cui D'Alema ha proferito quella frase, ossia parlando di un giro di vite che Brunetta vorrebbe operare anche nel settore dei disabili (non mi pare che il provvedimento di Brunetta voglia danneggiare i disabili -come si vorrebbe far credere a sinsitra per giustificare un d'Alema ingiustificabile- ma solo porre limite agli abusi che purtroppo toccano anche la disabilità) rende lo sproloquio dalemiano ancora più vile e misero.
Che senso ha sventolare in tv che mi batto a favore dei gay se poi, sapendo che un mio avversario politico è gay, lo apostrofo come "frocio"?
Che senso ha dire di volersi battere per i disabili e poi infierire sui difetti fisici di un avversario politico?
"Energumeno" etimologicamente significa posseduto dal demonio. Francamente il viso sorridente e gaudente del ministro Brunetta non mi fa ricordare un posseduto. Un viso alla Fassino già mi convincerebbe di più in tal senso.
Per estensione, energumeno significa persona che agisce senza lasciarsi guidare dalla ragione. E visto che poco ragionevoli sono le arogmentazioni con cui D'Alema vuole contestare Brunetta, potremmo ritenere che tale appellativo potrebbe calzare a pennello anche allo stalinista dai baffetti.
Ben più grave è l'aggettivo che D'Alema ha accostato ad "energumeno", per dipingere brunetta: "tascabile"!
Tascabile vuole connotare qualcosa che può essere tenuto in tasca e quindi qualcosa di piccole dimensioni. Riferito ad un uomo è l'equivalente di "nano". Ma c'è in quell'aggettivo un non so che di peggiore, perchè nessuna persona sensibile penserebbe ad un nano come ad un soggetto da tenere in tasca.
Chiamare "nano" un individuo è davvero così diverso e meno grave dal chiamarlo "frocio", "negro"?
Io trovo che tutte queste siano espressioni ingiuriose ed anche razziste.
E il razzismo sulla bocca di chi usa l'antirazzismo come collutorio per gargarismi è davvero disdicevole.
In nome del politically correct spesso si usano termini diversi da quelli usati nel linguaggio comune, per lo meno in pubblico: e quindi si usa la parola "anziano" al posto della parola "vecchio", o la parola "gay" al posto della parola frocio.
karl Popper la chiamerebbe "paura delle parole".
E lo stesso Popper sostiene che il politically correct, che nel pubblico ha paura delle parole, nel proprio universo privato continua a chiamare le cose col loro nome: ad es a chiamare "frocio" il "gay" che gli ha rubato il posto auto nel parcheggio del supermercato.
Anche D'Alema cade in questa contraddizione ipocrita: quando parla delle missioni militari del centro destra le chiama "missioni di guerra"; quando invece volle giustificare i bombardamenti nei Balcani li chiamò "reazione attiva".
Adesso l'adone d'Alema aborrisce il razzismo, almeno di facciata, ma poi si lascia andare al senso comune e chiama Brunetta come energumeno tascabile.
C'è una citazione molto bella ne "L'arte di ottenere ragione" di Arthur Schopenhauer -filosofo per cui l’educazione deve essere lo strumento per permettere l’uscita dalla meschinità della vita quotidiana- che si adatta perfettamente a D'Alema: "Quando ci si accorge che l'avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall'oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona".
E così fa Alema: stalinista arruginito in odore di rottamazione, afflitto dalla mancanza di potere (parlamentare e interno al partito), conscio di far parte di un partito incapace di riuscire a fare presa su un elettorato che nei sondaggi premia sempre il centro destra, ricorre all'oltraggio come unico mezzo per condendere.
L'insulto al posto dell'argomentazione.
Questa, sì, che è davvero piccolezza.
E denota uno spessore di carta velina.
La statura è qualcosa di naturale e dunque non è un colpa.
Colpose e dolose sono invece la cafonaggine e la supponenza.
Lo diciamo a sua dalemità che esiste un tipo di statura, ben più importante di quella fisica, che non si misura col metro?
Glielo diciamo che lo spessore politico, etico, morale di una persona è costituito dai valori che una persona sa esprimere e non dall'aspetto che ha?
Se poi, per l'adone d'Alema la caccia al fannullone avviata da Brunetta con ottimi risultati (l'assenteismo nel settore pubblico si è ridotto del 45%) vale l'epiteto di energumeno tascabile, allora preferisco di gran lunga un energumeno tascabile a un adone di carta velina.
June... energumena tascabile
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