Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
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Post N° 30

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Riforma Gelmini:  è doveroso difendere il diritto allo studio di chi non vuole manifestare "contro".




Leggendo certa stampa filo-sinistra sembrerebbe che il fenomeno bullismo nelle scuole (salvo i casi proponibili come razzismo, che sono sempre ben raccontati) abbia smesso di esistere.
Eppure nelle scuole l'emergenza bullismo continua.
Ogni giorno si registrano episodi di questa specie.
Ogni giorno finiscono online video di bulli girati a scuola.
Dunque il bullismo c'è sempre, ma a sinistra non se ne parla più volentieri e con l'enfasi di un tempo. Per lo meno da quando sono iniziate le manifestazioni anti Gelmini.
Ed anzi, a livello locale si registrano anche discutibili comportamenti sinistri in questo senso: a Bari, il mese scorso, durante una riunione del Consiglio provinciale, i consiglieri di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani (maggioranza), hanno abbandonato l’aula su un ordine del giorno, presentato dalle minoranze, che prevedeva misure per contrastare il bullismo a scuola.
Perché, mi chiedo, politici e quotidiani rossi non si interessano più così tanto di bullismo?
Che sia perchè, ove lo facessero, indirettamente ed implicitamente ammetterebbero la bontà del provvedimento Gelmini nella parte in cui, introducendo il voto di condotta, si prefigge di contrastarlo?
E questo non s'ha da fare! La riforma Gelmini per la sinistra va abbattuta.
La sinistra engagée ha capito che lo studente può essere trasformato in un ottimo burattino per dare l'assalto al governo e dunque non ha più interesse a sollevare polveroni nemmeno per condannare gli studenti che a scuola fanno i bulli.
Nuocerebbe alla causa di santificazione dello studente.
Perchè è questo che sta facendo la sinistra, politica e di stampa: sta santificando lo studente. Non tutti gli studenti, però, ma solo quelli che manifestano contro la riforma Gelmini.
Abbiamo visto la santificazione degli scolari-manifestanti delle scuole elementari, esibiti  come vittime indifese del maestro prevalente e vittime del grembiule, che limiterebbe la loro libertà di movimento aumentando il potere padronale del maestro sull’allievo.
Abbiamo visto la santificazione dei studenti-manifestanti delle scuole superiori (il 70% dei quali non sa nemmeno per cosa e contro cosa manifesta), presentati come povere vittime di un autoritario voto in condotta.
Ed infine abbiamo assistito alla santificazione degli universitari-manifestanti, il loro occupare gli istituti scolastici, il loro battersi contro i tagli all'istruzione (cosa che si guardarono bene dal fare nel 2007, quando la finanziaria di Prodi tagliò 87 milioni di euro all'Università e ricerca), il loro lottare contro la trasformazione delle Università in fondazioni (che il decreto Gelmini lascia alla decisione del senato accademico e che comunque non incide sul sistema di finanziamento pubblico).
Ieri ascoltavo Paolo Cento (Verdi) e Franceschini (Pd) dire: ”non sia torto un solo capello a chi manifesta”. Interventi beatificanti che avrei potuto anche apprezzare, se questi illustri personaggi avessero magari aggiunto: ”e non sia fatta alcuna intimidazione, nemmeno indiretta, a chi non vuole manifestare”.
Non mi stupisco delle sgradevoli dichiarazioni di Cento (sgradevoli perché omissive del fatto che il diritto allo studio non è prerogativa unica di chi manifesta).
Del resto, uno dei primi provvedimenti che fece il governo Prodi quando si insediò al governo nel 2006, fu proprio una proposta di legge ad iniziativa di Cento, che voleva riscrivere l’art 340 del codice penale, per permettere a chi occupa gli istituti scolastici, anche ai più facinorosi, di non incorrere più nel reato di interruzione di pubblico servizio.
Sarebbe stata, se approvata (ma per fortuna non è avvenuto) una leggina ad personam (ad disobbedientes), o, se vogliamo metterla anche più terra terra, un modo per ricompensare quei disobbedienti che, turandosi il naso, avevano votato Prodi convinti di cacciare Berlusconi, ma dopo due anni si sono ritrovati Berlusconi al Governo e i loro referenti politic spariti dalla scena parlamentare.
Siccome il diritto allo studio è garantito a tutti dalla Costituzione, mi sembra strano che la sinistra, che si è spesso fatta a parole paladina della nostra Carta costituzionale, non abbia speso una sola parola a favore di coloro che non manifestano e del loro diritto a vedersi garantire il diritto allo studio, nè contro i facinorosi che occupano stazioni, creano cortei abusivi, interrompono le lezioni all'università.
Tutto questo mi legittima a pensare (confortata dai sondaggi che la pensano per il 70% come me) che la sinistra strumentalizzi la protesta anti Gelmini più per condurre una battaglia politica contro il governo che per reale interesse per il problema "scuola".
Sarebbe dunque opportuno che il centro destra si facesse promotore di iniziative pubbliche a favore di quella maggioranza silenziosa di studenti che hanno coscientemente scelto di non scendere in piazza (e che sono anch'essi titolari del diritto allo studio sancito dalla Costituzione) e di iniziative contro il bullismo e lo spaccio di droga entro gli istituti scolastici, perchè "diritto allo studio" vuole anche significare poter studiare in una scuola non vilipesa e mortificata da studenti bulli o spacciatori.
Sarebbe un ottimo sistema per verificare se e quanto la sinistra partecipi a queste iniziative, che indubbiamente vanno a favore di una scuola migliore.
Perchè, ove la sinistra non trovasse meritevoli simili iniziative, sarebbe manifesta a tutti la sua ipocrisia.
Non perda, il centro destra, l’occasione di esternare vicinanza fattiva a quella maggioranza silenziosa di studenti che a scuola ci vogliono andare,  ai quali nessuno dà voce e che non devono subire intimidazioni da chi occupa gli istituti e/o da certi docenti.
Non perda, il centro destra, la possibilità di smascherare i veri obiettivi della sinistra nella sua strumentale lotta alla riforma Gelmini.

June

 
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