Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
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Commissione vigilanza Rai: il regime ha vinto, oppure il ricatto ha perso?

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Riccardo Villari, senatore del Pd, è il nuovo Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, l'organo incaricato di sorvegliare il servizio pubblico radiotelevisivo.
E' stato eletto ieri pomeriggio con 23 voti (21 della maggioranza e 2 dell'opposizione) contro i 13 voti riportati da Leoluca Orlando, il candidato  da mesi imposto da Di Pietro: imposto  sia alla maggioranza che all'opposizione, non si sa per quali recondite ragioni.
Per consuetudine, e non per regola dettata dalla Costituzione o dalla legge, solitamente viene eletto alla Presidenza della commissione di vigilanza RAI un uomo dell'opposizione, in seguito ad un accordo tra la maggioranza e l'opposizione su un candidato da quest'ultima indicato. Accordo che però in questo caso non si è avuto, perchè la maggioranza ha sempre dichiarato di non gradire il candidato imposto dall'opposizione, Leoluca Orlando.
Da mesi il leader dell'Idv si fa mentore di Orlando e tenta di piazzarlo in commissione di vigilanza Rai.
Premetto che per me Orlando è un candidato assolutamente impresentabile e non lo voterei nemmeno dietro costrizione, come invece Di Pietro vorrebbe si facesse. E dunque sono felicissima che non sia stato votato.
Nei riguardi di Orlando non nutro alcuna stima: fu lui che lapidò moralmente il Giudice Falcone e fu sempre lui che durante una trasmissione di Santoro (che impedì il contraddittorio) infamò in tv il maresciallo dei carabinieri Lombardo (impegnato in delicate indagini antimafia) ed invitò l'autorità giudiziaria ad indagare su di lui, che poco tempo dopo si tolse la vita per l'onta subita; due motivi, tra i tanti, più che sufficienti per rendermi indigesto un uomo come Orlando e ad anche il suo mentore, giustizialista solo in casa altrui.
Appena si è avuto l'esito della votazione che ha portato all'elezione di Villari, prontamente si sono avuti gli sproloqui del leader del Pd, Veltroni, e del leader dell'Idv, Di Pietro.
Quest'ultimo -al cui linguaggio triviale ed urlato sono insofferenti il mio apparato uditivo e i miei visceri- era talmente adirato dal fatto che il suo pupillo, Orlando, fosse stato silurato, che ha ddirittura paragonato il Presidente del consiglio a Videla, dittatore argentino negli anni dal 1976 all'1981, poi processato e condannato all'ergastolo per l'omicidio e la sparizione di migliaia di cittadini avvenuta durante la sua presidenza.
Mi chiedo se Di pietro sia ancora nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, perchè questi sono insulti assai più infami di un "abbronzato" detto ad Obama, che tanto ha inorridito i puri di quella sinistra che dell'abbronzato a Obama ha il copyright.
Forse il forcaiolo molisano,  vileda della politica italiana, perchè vorrebbe dare un colpo di spugna alla politica sporca degli altri partiti, si è lasciato andare ad un linguaggio diffamatorio perchè è rimasto male nel vedere il proprio candidato bocciato non solo dalla maggioranza, ma anche da franchi tiratori dell'opposizione.
Veltroni, da parte sua, in un gesto di solidarietà (o leccapiedismo?) a Orlando e Di Pietro, ha dichiarato che Villari si deve dimettere, e che la sua elezione è un atto inimmaginabile da regime, non da democrazia.
Credo  che ieri Di Pietro e Veltroni abbiano toccato il fondo del buon senso, dimostrandoci che non vi è limite all'indecenza e dandoci una lezione di cosa sia il regime. E confermandoci il contenuto ricattatorio dell'imposizione forzata di Orlando in Commissione di vigilanza Rai.
E' da regime imporre a forza un candidato, anche se si sa che quel candidato la maggioranza non lo vuole votare.
E' da regime non proporre una rosa di nomi tra cui scegliere e non capire che la democrazia è pluralismo e non un testardo fossilizzarsi su un candidato, nemmeno si trattasse di un ricatto!
E' da regime irrigidirsi su un candidato non gradito alla minoranza solo perchè quel candidato serve a difendere gli strani equilibrismi dell'opposizione.
E' regime che l'opposizione abbia posto il veto sulla nomina di Pecorella, gradito al centro destra, alla Corte Costituzionale, ed ora si impunti come un mulo su Orlando.
E' da regime parlare di dittatura della destra e di atto inimmaginabile e mai accaduto. La memoria corta della sinistra è davvero esemplare in certi frangenti. Possibile che non ricordino che nel 1996, ed al governo c'era Prodi, l'opposizione di centro destra indicò come candidato alla Presidenza della Commissione di Vigilanza RAI Ombretta Fumagalli Carulli che però non fu votata? E non fu votata per il veto della maggioranza e infine fu eletto Storace.
E' da regime un Veltroni che ieri, prima del voto, ha riunito tutti i suoi ed ha imposto a priori le "dimissioni subito" nel caso qualcuno di loro fosse stato eletto con i voti della maggioranza.
E' da regime pretendere le dimissioni di un candidato eletto democraticamente, sputando sopra un voto, strumento primario di democrazia.
E' da regime un Veltroni che, prima ancora che il candidato eletto si dimetta, ne annuncia già le dimissioni.
Se non fosse che Di Pietro e Veltroni stanno rasentando la comicità ci sarebbe di che temere dai loro modi incivili, diffamanti e ricattatori.
Villari ha detto che prima di decidere si consulterà col partito ma anche col Presidente della Repubblica e Presidenti di Camera e Senato (neanche si trattasse dell'elezione del Presidente del consiglio!)
Vedremo cosa farà il neo eletto nei prossimi giorni, e se le sue dimissioni -ammesso che vi siano- saranno un atto di democrazia o, invece, un atto di obbedienza.

June

 
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