Creato da: loneydoll il 09/01/2011
bla bla

addensando eroderei re seri

   

se ricordiamo

come chiedere

 

e lo facciamo

 

il mondo si curva

attorno ai nostri desideri

 

non sempre ciò che desideriamo

si rivela un bene per noi

 

ma il mondo si limita a dare

non ha giudizio

 

e se viviamo senza giudizio

siamo oltre i desideri

 

 

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« la mia personalissima re...l'incomunicabilità è la regola »

la mia personalissima recherche - 4- fortuna e sfortuna

Post n°31 pubblicato il 07 Marzo 2014 da loneydoll

Non rientra nel mio lessico quotidiano usare frasi del tipo: “come sono sfortunata” oppure: “peggio di così non si può” ….. per la seconda, perché anche nel male, mai sfidare la vita  a farti capire quanto puoi sbagliare ……

Per la prima, invece, tutto il contrario. Anzi, affermo, se mai, di sentirmi fortunata. Sostanzialmente, perché sono viva*, poi perché mi piaccio. Sono felice di tutte le me che mi fanno come sono. Anche quando faccio schifo**, anzi no, non è esatto. Mi piaccio talmente tanto che mi concedo, se serve, anche questo.

*non lo trovo così scontato da non essere, a prescindere, felice di esserlo

**Schifo:   forma mentale di sfogo da usare solo in casi gravi. L’essere vive senza curarsi del mondo, non ha voglia di interagire, e abbandona il femminile. Niente trucco e parrucco, tuta informe e via. Senza nemmeno guardarsi allo specchio. Quando è legato all’assenza totale di voglia di maschio (della serie “preferisco- il- vibratore”) può diventare alienante al mondo (n.d.r.)

 E poi, proprio perché mi piaccio, per tutta una serie di altri motivi.   Fisici.    Ad esempio, non ho tette, ma ho un ottimo cervello e quello non si compra. E vedo, cammino, vivo, ed ho organi &  orifizi, anche piacevoli, in un corpo sano.      Animici.     Ci sono più persone che mi stimano e vogliono bene di quante ne abbia merito, quanto meno nel guadagnarmelo … (4 E.R. )   ed animali e bambini, in genere, mi amano. Realizzazione personale.      Sono ricca, non di denaro,  che quella è ricchezza effimera e da schiavi. …. Sono ricca perché sono libera di usare il mio tempo, uno dei tanti vantaggi del vivere da bambola solitaria, ed amo anche poterlo donare se può essere utile … Tranne che il tempo dedicato al lavoro, che è di chi mi paga. Mi sembra giusto. E’ un buon lavoro e mi piace. Una soddisfacente vita sessuale completa il quadro.

Per intenderci, non che sia arrivata alla mia veneranda età schivando i dardi della funesta sorte. Anzi. Ma quel privilegio tutti noi lo abbandoniamo emettendo il  primo vagito; da lì in poi, è solo camminare fino all’ultimo respiro. E’ la bellezza* della vita. Poi, ognuno sceglie come farlo: personalmente, mi sento in viaggio, e cammino sentendomi un equilibrista che avanza danzando, cercando di farlo con più grazia e leggerezza possibile,  sul filo d’acciaio. Centrato, e pronto a un costante mutamento d’assetto. Affrontando, se e quando arrivano, gli inevitabili dardi di cui sopra; il dolore, la malattia, la morte, più o meno crudele, di persone che ami. O  le altre piccole misere cose che ci porta essere nell’umano consesso. La parte della cosi detta sfortuna. C’è per tutti noi ed è quella che ci dà più occasione di crescita, volendo.

L’equilibrio è una forma mentale diversa. Se pensi, cadi. Se hai troppa paura di cadere, cadi. Se pensi che ti osservano, cadi. Devi solo esserci.

Crescendo, capisci che cadere, a volte, è inevitabile. Se ti accontenti, la maestria dell'esperienza può bastare ad evitarlo. Ma se vuoi fare passi nuovi, no. E' importante legarsi al cavo d'acciao. Per la lunghezza della caduta che sei disposto a fare, sapendo che cadi e che puoi risalire.

*non posso usare grande,che ci stava, è il mio modo di dire mi dissocio e manifesto contro. 

Inciso bibliografico (leggere, che passione) Se non l’avete letto,  “Le intermittenze della morte” di Saramago  

 
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