Creato da ladebbyangel il 03/12/2007

Da Me

..tocca a Me

 

 

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..da me

Post n°335 pubblicato il 07 Marzo 2011 da ladebbyangel

Di tutte le volte che ho pensato di ritornare qui, e di tutte le volte che ho cambiato idea.

Scrivere per me è sempre stato di più che scrivere.

Scrivere per me era parlare a me. Poi, da quasi 2 anni il silenzio, senza nessun motivo apparente.

Forse perché non avevo più niente da dirmi.

Ero li che giravo come una trottola su me stessa senza ne capo ne coda, ne un ma ne un perché.

Non lo so, non lo so ma va bene cosi, mi sono assecondata.

Gli ultimi due anni sono pieni di cose che a modo mio ho preso, fatto esplodere in mille pezzi e di cui ho raccattato i cocci che m interessavano.

 

 

Quando ho iniziato a pensare di cercare una mano, mi son sentita una stupida. Cosa c era che non ero in grado si far da sola?

Sono stata cresciuta con frasi tipo puoi contare solo su di te, prima o poi t tradiranno tutti.

Mi vergognavo di aver anche solo pensato di dover trovare una mano, oltre la mia, in fondo al mio braccio.

 

Benedetto il giorno.

Benedetto quel giorno.

 

Sono cresciuta con mille schemi.

Non si sgarra.

Non si sbaglia.

Non fare questo. Perché? Perché no.

Non si dice .

Perché?

Perché no.

Non smettere di combattere.

Se ti fermi sei debole.

Se sei debole ti schiacciano tutti.

 

Eh, sti cazzi. A pensarci, mica roba da niente.

 

Son cresciuta pensando che la normalità fosse arrivare a casa sperando che tutto andava bene.

A far mente locale di cosa avevo fatto o potevo aver fatto di sbagliato.

Sono cresciuta cercando di non sbagliare, non tardare, sorridere quando dovevo, dare la mano quando dovevo, non piangere.

 

Noooooooooooon piangere.

 

Quando ho chiesto al dottor g perché era cosi facile iniziare a piangere appena aprivo bocca in quello studiolo, m ha detto che c erano un po di arretrati.

Uhmm tipo 33 anni di arretrati.

Annegheremo la dentro prima o poi?

 

Quando, quando ho iniziato a pensare a me.

Vuoto.

Quando ho capito che pensare che le cose potessero andare come volevo io, non portava male.

 

C è un tempo per ogni cosa, c è una persona che prima non vedevi che ti da un indicazione ed è quella giusta. E non importa se parti con il piede sbagliato.

 

Iniziare a prendermi cura di me è stato sconvolgente.

E pensavo fosse una passeggiata.

Non una scalata tipo Everest.

E non è che quando arrivi su è finita, quando arrivi in cima, ti spiegano che ora ti devi buttare. E se cerchi il paracadute, tempo perso. Non c è.

 

Ho scalato per un anno e mezzo.

E ogni volta che il dottor g mi diceva sei ferma, sei statica, da tanto tempo, uscivo e mi arrabbiavo.

Perché non mi aiutava? Perché non mi diceva la cosa giusta? Perché continuava ad annuire guardando un pc mentre io stavo esplodendo in un miliardo di pezzi?

Dov era quella stracazzo di mano?

 

io, avevo paura.

Una strafottutissima maledettissima paura.

No beh ti dicono buttati, buttati pure, vai a star meglio.

 

Io vado a star meglio, tu vuoi andare dove penso io?

 

Quando ti dicono d chiedere aiuto, nessuno ti spiega che sarà una fatica bestiale.

Che quando ci saran quelle sere in cui penserai di non poter fare un altro giorno cosi, quello dopo sarà peggio.

Poi quello dopo t pare di sentirti meglio, ma non è vero.

 

Una delle cose piu difficili del mondo e dell universo.

 

Io ad un certo punto ho dovuto decidere di lasciare andare una parte di me. Dovevo far posto,, un po come dice newton.

Fai posto, fai posto, butta via.

Vedesse il mio armadio forse non scriverebbe il principio del vuoto.

 

Abbandonare una parte di se, è come un lutto. Decidere di abbandonare una persona che conosci da 33 anni, e tutto ciò che ne concerne, è una scelta improponibile.

Decidi di abbandonare famiglia, amici, tutte le cose che conosci a memoria.

 

Ci vuole un pazzo a fare una roba cosi.

 

Io c ho messo un anno e mezzo, e ancora mi sveglio di notte col batticuore a pensare a cos è giusto e cos è sbagliato.

 

Nessuno ti spiega nemmeno, che non te ne vai mica per sempre.

 

Saran si e no minuti, o giorni.

Poi torni.

E torni come se fossi stato 3 mesi ai caraibi, con quella faccia li.

Con quell umore li.

Con la sensazione di esserci arrivato a nuoto ai caraibi, ma come se avessi quel sole piantato in faccia.

E c è poco da fare, non se ne va.

 

Ditelo. Ditelo.

È un impegno un impegno immenso. Di tempo, economico.

Io faccio 2 lavori, e mi compro qualche scarpa in meno, ma non ci rinuncio.

Ecco, è da qui che partirei.

 

Adesso, vorrei parlare di Me.

 
 
 
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