Lamine sovrapposte
Flusso laminare - Flusso il cui comportamento è determinato dalle forze di attrito interno. Nel flusso laminare, a differenza del flusso turbolento, gli strati infinitesimi di fluido scorrono dolcemente uno sopra l’altro, senza che avvenga alcun rimescolamento, neanche a livello microscopico. (treccani)
AVVISO 2
Per usufruire al meglio di questo blog è consigliabile l'uso delle cuffie. La musica che è parte integrante dei post rispecchia lo stato d'animo o la sensibilità dell'autore. Se qualcuno ha la sfortuna di non apprezzare la musica, gli consiglio vivamente di disattivare l'audio del pc, in alternativa può cercare altri blog.
Se una volta disattivata la musica, dovesse avere problemi a seguire il post, non mi ritengo responsabile della causa che induce a una mancata comprensione.
ULTIMI COMMENTI
AREA PERSONALE
MENU
I MIEI BLOG AMICI
CERCA IN QUESTO BLOG
ELENCO
Ci avete rotto... lo SPREAD.
Gaza in mostra
Nella casa di Dante
Sognando ponti
L'ultima mela
Sperequazione
88. Più è piccola, l'opera, più tempo ci vuole
87. Il paradiso dei writers
86. Scatole
85. Chi lotta e difende, chi specula e offende
84. O muori di tumore o muori di fame
83. Gli eroi normali
82. Corsi e ricorsi
81. Razzismo di serie A, di serie B e di serie C
80. In Italia la tortura ancora non è reato
79. Il maestro La Cava e il suo Bibliomotocarro
78. La censura di Massimo Coppa Zenari
77. Irko
76. Fucili per bambini
75. Primo maggio
74. HORTI SICCI
73. Lutto
72. Rescue me
71. Sunday Morning
70. Una piacevolissima sorpresa
69. Banzaiii!
68. Battiato e le troie
67. Crash painting
66. ---
65. Dove sono i saggi?
64. Amanti sotto vuoto
63. Int’ ‘a ‘sta nazion nun se salva nisciuno!...
| « Non vi abbandono | Guardare il futuro nel presente » |
Coltello ricordo
Un po' di anni fa' ho deciso di trasferirmi di punto in bianco a Milano. Non avevo lavoro e quello che mi offrivano era sempre, o quasi, gratis. Ho chiesto a un amico, che abitava vicino Milano, di ospitarmi per un po' di tempo. Dopo un mese, centinaia di telefonate e pochi colloqui, a metà giugno, me ne sono tornato giù. Il mio amico non era disposto più ad ospitarmi. In un colloquio mi avevano detto che a settembre avrebbero preso una commessa molto grande, l'ampliamento dell'aeroporto di Malpensa e avevano bisogno di collaboratori, ma non avevo avuto alcuna conferma. A Napoli, per arrangiare, mi ero messo a fare disegni al computer per gli esami di studenti che non sapevano usare il pc o che non avevano tempo o che non volevano perdere tempo. Volendo si guadagnava anche, ma il problema era, come al solito, la continuità degli introiti. Ad inizio luglio, ho appena ricevuto l'offerta di uno studente per fargli dei disegni, cinque minuti dopo ricevo una telefonata. É lo studio che doveva fare Malpensa. Mi chiedono se sono disposto a fare un mese di prova (naturalmente retribuito), ma visto che ero a Napoli forse non mi sarebbe convenuto spostarmi per così poco tempo. Figuriamoci! Io non avrei rinunciato per niente. Sarei dovuto stare a Milano un paio di giorni dopo. «Ci vediamo alle nove» gli confermo senza pensarci. Devo trovare una sistemazione a Milano. Dov'ero prima non ci sarei tornato. Mi ricordo di avere un'amico a Milano, ma non lo vedo da molto. Faccio la faccia tosta e gli chiedo se mi ospita per una settimana, il tempo di trovare una stanza. Accetta. Comincio a lavorare e contemporaneamente cerco una stanza. Per fortuna trovo un annuncio in cui affittano una stanza solo per un mese. Quello che fa per me. Il mese successivo potrei trovarmi di nuovo disoccupato. La stanza non è il massimo. A terra ha una moquette molto vecchia che mi fa un po' schifo (come tutte le moquettes). É al primo piano con la finestra che affaccia su un semaforo. Sento il rumore delle auto che si fermano e ripartono a tutte le ore del giorno e della notte. Però c'è un letto, una cucina, un bagno e questo mi basta. In casa c'è un'altra persona, un ingegnere elettronico di origine pugliese che lavora alla RAI. Io sono in sub-affitto da lui e tra un mese deve lasciare la casa. Per i primi due giorni non lo vedo in casa. Poi una sera torna ed io sono in cucina che mi preparo da mangiare. Mi chiede se mi trovo bene, io gli chiedo se vuole mangiare, ma lui dice che ha già cenato fuori. La sera dopo mi dice che sta facendo degli spaghetti al pomodoro e mi chiede se gli faccio compagnia a cena. Accetto. Mentre mangiamo mi dice che è strano che io sto lì da appena tre giorni e stiamo cenando insieme. L'inquilino che c'era prima è stato lì più di sei mesi e non hanno mai cenato insieme, neanche quano l'invitava. Gli dico che io sono così, prima di rifiutare una cosa devo rendermi conto di che si tratta. Gli chiedo di un coltello che ho visto in cucina (quello della foto), è strano ha una serie di fori. Non ne ho mai visti così. L'ho usato per fare il trito ed è ottimo. Lui mi dice che quel coltello fa parte di una storia importante. L'ha comprato in Giappone nel 2002, anche lui era stato incuriosito dalla forma. In Giappone c'era stato per seguire i mondiali di calcio per la RAI. Proprio lì ha conosciuto una ragazza italiana. Lavorava per una nota casa di moda di Milano e si trovava in Giappone per lavoro. Tra i due c'è stato un colpo di fulmine e tra un mese, quando avrebbe lasciato la casa, si sarebbero sposati. Era molto felice. Abbiamo cenato insieme qualche altra volta. Alla scadenza del mese, quando dovevamo lasciare la casa, mi ha regalato il coltello giapponese. Ha detto che così mi sarei ricordato di lui. Nel frattempo mi avevano confermato il lavoro. Ho usato molto il coltello e lo uso ancora, ci tritavo perfino il basilico per fare il pesto. Adesso uso il mortaio, ma viene più grossolano. |




Inviato da: cassetta2
il 16/08/2024 alle 22:31
Inviato da: What weather today
il 12/04/2022 alle 15:57
Inviato da: Weather
il 12/04/2022 alle 15:57
Inviato da: Weather now
il 12/04/2022 alle 15:57
Inviato da: delego.in.te
il 05/05/2021 alle 21:00