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FICAROLO NELLE FONTI DELLA domus CASOTTI E DELLA CHIESA DI SAN SALVATORE
Post n°313 pubblicato il 05 Dicembre 2014 da marialberta2004.1
Tag: PIGAIANI LUCIANO CLICCA Tag, in alto a sinistra, poi CLICCA Pigaiani Luciano, per vedere tutti i post della recensione Luciano Pigaiani, La “domus Casotti” e San Salvatore di Ficarolo con le dipendenze di San Lorenzo alle Caselle e Santa Croce di Salara, 2014 dattiloscritto. PARTE PRIMA Le fonti tardo antiche e medievali relative al territorio di Ficarolo nella Transpadana ferrarese, sono così esigue e incomplete da stimolare ulteriori ricerche e analisi. Tanto più perché in questo territorio si trova un antico punto d’approdo lungo il fiume Po, la più importante asta fluviale di tutta l’Italia del nord, fondamentale via antica di comunicazione e di commercio. Per questo nuovo lavoro, Luciano Pigaiani, competente cultore della storia del suo paese, Ficarolo (da anni pubblica i risultati dei suoi studi in saggi, articoli e libri[1]), ha svolto con l’abituale minuziosità, la consultazione in vari fondi archivistici: Ferrara, Modena, Ravenna, Padova, Lucca, Verona, raccogliendo in modo sistematico i tanti documenti esistenti (fonti edite), e rinvenendo due inedite fonti scritte, in latino medievale (caratterizzato dalle numerose abbreviazioni che devono essere “sciolte” una ad una). Un lodevole impegno massivo di esplorazione negli archivi mirato ad individuare nuove fonti primarie utili. Sulle attuali acquisizioni, inedite e edite (di cui viene data la trascrizione integrale validata da insigni medievisti), sull'ampia Bibliografia aggiornata, qualificata e consultabile, e sul corrispondente approccio per problemi e metodi, il saggio si muove con sicurezza. Siamo nel pieno e tardo Medioevo (XI-XV secolo), con documenti che vanno dal 1074 al 1482. Tra le carte, come accennato, spiccano le sconosciute pergamene autentiche e gli atti sparsi in archivi e in stampe ormai rare, contenenti notizie su protagonisti del territorio ferrarese ai tempi di Matilde di Canossa (che compare ripetutamente). E’ opportuno sottolineare che non abbiamo finora gran numero di documenti coerenti riguardo a queste persone di primo piano nella società ferrarese. Basti pensare che uno di questi esponenti, è il Vescovo di Ferrara Landolfo (della domus Casotti di cui diremo fra poco), che in quegli anni costruiva la nuova Cattedrale di San Giorgio. Anche alcuni luoghi antichi di grande richiamo, come l’Abbazia di Pomposa, ricevono nuova evidenza: il padre di Matilde, il marchese Bonifacio di Canossa, era solito frequentare l’Abate, come penitente, e anche come acquirente associato all’Abate nell’acquisto di poderi bonificati o da bonificare, valli pescose, saline redditizie. Insegnamenti di penitenza e strategie di aumento del patrimoniofamiliare conosciute dalla “gran contessa” Matilde e dalle famiglie legate con i Canossa da relazioni vassallatiche, come i citati componenti della domusCasotti. Il risultato è uno studio che dà nuova luce alla storia di Ficarolo, Salara, Gaiba, Caselle e alla domus Casotti, tra le maggiori famiglie ferraresi della prima metà del XII secolo. [1] Tra le pubblicazioni di Luciano Pigaiani, ricordiamo Il territorio di Ficarolo e Gaiba. Aspetti di vita sociale, civile e religiosa nel secolo XVII (Nuove Carte, Ferrara 2008), Il Territorio della Pieve di Santa Maria in Trenta e il Castello di Ficarolo nelle Fonti Medievali (Nuove Carte, Ferrara 2010).
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