TagCerca in questo BlogMenuArea personale- Login
Citazioni nei Blog Amici: 1 Ultimi commentiChi può scrivere sul blog
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I miei link preferiti |
MARIO LUZI, ANALISI DI 4 POESIE
Post n°315 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da marialberta2004.1
CLICCA TAG in alto a sinistra, poi CLICCA LUZI o un altro TAG Maria Alberta Faggioli Saletti Mario Luzi,I VERSI DAL 1935 AL 1965. Testo e analisi letteraria di alcune poesie: Oscillano le fronde, il cielo invoca, Marina, Notizie a Giuseppina dopo tanti anni,Come tu vuoi. Oscillano le fronde, il cielo invoca Oscillano le fronde, il cielo invoca/ la luna. Un desiderio vivo spira/ dall’ombra costellata, l’aria giuoca/ sul prato. Quale presenza s’aggira?// Un respiro sensibile fra gli alberi/è passato, una vaga essenza esplosa/ volge intorno ai capelli carezzevole,/ nel portico una musica riposa.// Ah questa oscura gioia t’è dovuta,/il segreto ti fa più viva, il vento/ desto nel rovo sei, sei tu venuta/ sull’erba in questo lucido fermento.// Hai varcato la siepe d’avvenire,/ sei penetrata qui dove la lucciola/ vola rapida a accendersi e a sparire/ sfiora i bersò e lascia intatta la tenebra (1945, da Quaderno gotico-1945, in M. Luzi, Tutte le poesie, Garzanti-Gli Elefanti, cit., p. 139). ANALISI Nella poesia Oscillano le fronde, il tema amoroso è sollevato in una sfera di realtà assoluta, sentita quasi come una rivelazione religiosa. In apertura, osserviamo che il paesaggio notturno evocato dalla luna, è animato dalla viva attesa femminile, già una presenza - “desiderio vivo”, “presenza”, “respiro sensibile”, “vaga essenza”. Il poeta si trova in un luogo ravvivato dall’aria che, con i suoi fremiti, muove leggermente l’erba del prato, passa tra gli alberi, accarezza i capelli (l’aria giuoca/ sul prato…volge intorno ai capelli carezzevole). Di seguito, sono poste le due qualità -il “segreto”e “l’oscura gioia”- di cui è portatrice la donna, perché esse,oltre a infondere felicità per l’attesa presenza (il vento/ desto nel rovo… sei tu venuta), sono capaci di aprire un varco alla speranza verso l’avvenire. Solo uno spiraglio, tuttavia, perché la felicità del momento, paragonata all’intermittenza luminosa della lucciola, non può sciogliere l’ansia per il futuro (lascia intatta la tenebra). Spicca,nei versi, la presenza di espressioni preziose, come “ombra costellata”(ombra del cielo cosparsa di stelle), “lucido fermento” (muoversi del paesaggio fra ombre e luci), di vocaboli rari dalla forte carica espressiva (vaga essenza esplosa), di metafore e immagini strettamente collegate fra loro (la lucciola/ vola rapida a accendersi e a sparire/… lascia intatta la tenebra), che ben rappresentano la tensione emotiva del poeta, limpida, intensa, e costituiscono l’aspetto più personale della sua affascinante poesia (v. nel blog, Mario Luzi, I versi dal 1935 al 1965, Dall’incantesimo dello “sguardo sospeso” al discorso con gli altri). Evidente, in questo componimento, il rispetto delle regole metriche: quartine di endecasillabi a rima alternata (Un desiderio vivo spira/…/… Quale presenza s’aggira?//…una vaga essenza esplosa/…/ nel portico una musica riposa.//…/ il segreto ti fa più viva, il vento/…/ sull’erba in questo lucido fermento.// Hai varcato la siepe d’avvenire,/…/ vola rapida a accendersi e a sparire). Nelle quartine poi, i versi sdruccioli sono da considerare come in consonanza fra loro (i versi sdruccioli finiscono con una parola sdrucciola, cioè accentata sulla terzultima sillaba: Unrespiro sensibile fra gli alberi/ …/ volge intorno ai capelli carezzevole,/…//…/ sei penetrata qui dove la lucciola/…/ sfiora i bersò e lascia intatta la tenebra). E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un esempio di come Luzi abbia recuperato la metrica tradizionale, durante gli anni Quaranta, nei quali egli appare stilisticamente già assai maturo e perfettamente padrone di una tecnica che usa con rara maestria, l’endecasillabo "sublime ed eloquente". Si è parlato di derivazioni ermetiche,a proposito delle liriche composte da Mario Luzi in questo periodo. E’opportuno ricordare che la corrente dell’Ermetismo ha sentito l’esigenza di ridurre la poesia a concetti brevi (ma densi di significati sottintesi), e agli elementi essenziali (le parole con il loro suono e l’eco che destano nel cuore), abolendo interamente punteggiatura, metrica, grammatica e sintassi. Il poeta però, se non ha smentito, non ha comunque accettato di essere definito semplicemente “ermetico”, anzi. Quando gli veniva ricordato che la sua poesia del 1940, Avorio (da “Avvento notturno”), priva di divisioni strofiche, era presentata in quegli anni come un manifesto dell’ermetismo (dopo le lezioni universitarie fiorentine del professor Giacomo Devoto), egli affermava di non sapere cosa fosse l’ermetismo. Luzi aggiungeva che i suoi “versi”, dal 1934 al 1957, “non ebbero all’origine alcunché di sperimentale o di scolastico, ma segnarono in termini persino troppo scoperti l’emozione di un primo contatto consapevole con la vita” (M. Luzi, “Il giusto della vita”, “Nota dell’Autore”, Garzanti, Milano 1960; M. Luzi, La ferita nell’essere, cit., p. 7).
|



Inviato da: marialberta2004.1
il 01/06/2022 alle 13:03
Inviato da: diogene51
il 01/06/2022 alle 09:38
Inviato da: marialberta2004.1
il 07/12/2020 alle 01:31
Inviato da: danibold2
il 05/12/2020 alle 17:27
Inviato da: marialberta2004
il 03/12/2020 alle 16:15