Creato da: marialberta2004.1 il 03/12/2007
Ferrara

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

letterata83Tazenda51marialberta2004.1nadianigiulianamarialberta2004Edoardo.16lorenamozzatosimo1902alessandro697uomoL1lucacavecchiabellamau75rikiliberomariagiuseppinabocardillo069
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Settembre 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

I miei link preferiti

 

 

 
« PREVIATI-BOCCIONI Mostra...Filippo Valzano, Le dodi... »

Filippo Valzano, Le dodici notti. Recensione

Post n°405 pubblicato il 13 Marzo 2019 da marialberta2004.1
 
Foto di marialberta2004.1

Maria Alberta Faggioli Saletti, Recensione

Filippo Valzano, Le dodici notti. Racconto mitologico sul nuovo ordine universale, Book Sprint Edizioni 2018, pp. 258. 4   Clicca sull’immagine

 

Circa gli elementi di attualità del Racconto mitologico, è opportuno anzitutto ricordare gli auguri e gli ammonimenti, che concludono ogni notte, e sono rivolti al “piccolo uomo”, perché possa fare “sogni tranquilli”: la creazione di una nuova famiglia, dopo la distruzione di un legame familiare (p. 35); lo sgomento come “unico sentimento necessario per svegliare la mente dallo stolto sonno” (p. 72); la fiducia nel futuro (p. 94); la voglia di riflettere sul significato della famiglia (p. 119); il cuore, quello divino come quello umano, che può prendere decisioni sbagliate (p. 132); il viaggio verso la salvezza, faticoso ma capace di condurre in luoghi magnifici e anche in posti dove si percepisce il nulla causato dalla mancanza divina, cioè dall’assenza dei valori immortali donati dagli dei. Ma, proprio nei posti del nulla, gli eroi torneranno pronti a combattere (p.148); in tutti gli animi, anche in quelli più puri, esiste una minacciosa piccola macchia pronta ad espandersi che va arginata e dimenticata. Come? Compiendo azioni giuste e battendoci per ciò che amiamo (p. 163); la conoscenza  è un privilegio concesso per non ripetere errori commessi, nei tempi più  antichi, anche dalle divinità sovrastate da odio e rimorso (p. 178); una grande tempesta ha travolto gli abissi, il sole, la luna e la terra, spezzando famiglie e ricordi. Resistono solo i coraggiosi che si preparano a sferrare l’attacco decisivo al male. Uniti da amore, amicizia e speranza, essi si dirigono verso un giardino magnifico nel quale è stato conservato l’amore fra due giovani anime(p. 196); l’amore ha trionfato sulle tenebre, anche se la sua luce è stata “adombrata”  dalla paura di un giovane. La luce trionfa sempre e risveglia il cuore che può comprendere il vero senso della vita che ci è stata donata (p.212); l’ansia per il futuro genera insicurezza che solo una  esercitata capacità di comprensione può attenuare (p. 232); odio, malvagità silenzio (le tenebre) avvolgono la luce, anche se essa è rimasta solo come piccolo frammento. La luce però non si arrende mai e si scontra con le tenebre (il male). La lotta divina non può che riprendere, e il piccolo uomo può solo  pregare e sperare perché i giusti valori trionfino su quelli ingiusti (p. 254); la guerra fra luce (amore) e tenebre (malvagità) che ha flagellato gli dei, è presente anche nell’umanità, perché certe divinità hanno concesso agli esseri umani alcuni loro doni, mettendo a repentaglio la propria immortalità. Come la luce non esiste senza le tenebre,  così la guerra è legata indissolubilmente alla pace. E’ per questo che, gli esseri umani non possono rimanere indifferenti  alla loro parte di illuminatori di tenebre (Epilogo, p. 255).

Aggiungo una breve notizia curiosa. Il titolo accattivante del libro posto sulla scrivania ha attirato l’attenzione del mio nipotino di otto anni il quale ha mostrato curiosità immediata ed ha seguito con interesse le poche parole sul racconto mitologico (già a scuola ha studiato la narrazione orale). Soprattutto gli auguri finali al “piccolo uomo” lo hanno reso insolitamente silenzioso e riflessivo.

 

Non credo che il libro di Valzano sia adatto alla lettura dei bambini, ma sono convinta che non pochi suoi contenuti possano diventare “canovaccio” per le imprese di un personaggio mitologico moderno, cioè di un super-eroe.

 

Nell’universo attuale, i personaggi mitologici in chiave moderna e super-eroica, attingono dagli dei non solo valori e poteri, ma anche storie e svolte nelle storie, con nuove avventure, e questo costituisce quell’universo non più orale, bensì sorretto da sceneggiature contemporanee e d’effetto, per nuovi cartoni animati, videogiochi, film di animazione di grande successo. Questo universo però non evita gli stereotipi come la forza fisica del protagonista maschile e la sua difesa del più debole in modo spettacolare, intrecciate a violenze e lotte, oppure la passione- emotività se si tratta di una protagonista, sempre ben collegate a scontri e soprusi .

 

La ricchezza di questo racconto mitologico può infine, contribuire a nuove storie di super-eroi con super-poteri, capaci di costituire la parte magica e divertente della vita di molti,  giovani e non.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog